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L.I.I.A. – Lega per l’Intolleranza alle Intolleranze Alimentari.

Dice uichipidia: è stato stimato che il 20% circa della popolazione ritiene di essere intollerante o allergica ai cibi, mentre, per quanto riguarda le sole allergie, gli accertamenti mirati hanno definito l’incidenza di queste intorno all’1,4–2%.

Dunque il restante 18–18,6% è intollerante? No, il restante 18–18,6% è mitomane: ritiene di essere intollerante e invece è sano come un pesce. A dire il vero potremmo dire che questo diociottopercento è intollerante, a patto di accettare “intollerante” come sinonimo di “mitomane”. Il che, detto tra noi, è proprio vero.

Vent’anni fa esistevano gli allergici? Certo, da sempre c’è gente che mangia un pezzo di melanzana e diventa viola, si gonfia e se non fai qualcosa magari muore pure (per la serie “mmm, sta parmigiana è proprio la morte sua”).

Vent’anni fa esistevano gli intolleranti? Certo, erano quelli che picchiavano i neri. Ora se dai a uno dell’intollerante invece che offendersi ti risponde “eh sì, il lattosio proprio non lo digerisco”. Lo vogliamo dire una volta per tutte? Le intolleranze sono solo una moda del cazzo. Però una moda molto remunerativa, ci sono dietisti o altre professioni assurde che ci campano su (e con i soldi che fanno mangiano qualunque roba, visto che sanno benissimo di non essere intolleranti a un bel niente).

Oggi se non sei intollerante a qualcosa non sei nessuno. Ci sono gli intolleranti semplici (latte, pane, peperoni), gli intolleranti generali (latticini, carboidrati, pesce), gli intolleranti specifici (latte albumina, istamina, miristicina), gli intolleranti creativi (la buccia del pomodoro crudo, il formaggio che fila, il riso a cena, la mocetta d’asino, gli organismi che vengono dall’acqua) e gli intolleranti sfigati (alcol, caffè, zuccheri).

Queste simpatiche persone non sono allergiche, è solo gente che si vergogna a dire che certe cose non le piacciono. Non ti aggradano i formaggi? Nessuno ti obbliga a mangiarli, ma non scassarci la minchia (no, correttore di word, non ho detto mischia, ho detto proprio minchia) che sei intollerante al caglio. Anch’io potrei dire di essere intollerante a mozzarella, cavolfiori, broccoli, finocchi, olive, gorgonzola, polipi, seppie, ricotta, gin, tonica e pompelmo. La verità è che mi fanno schifo.

Qualcuno dirà “ma no, ci sono cose che mi piacciono ma che non riesco a digerire”. Senti, mia nonna alla sera non mangiava i peperoni perché diceva che le “tornavano su”, ma non era intollerante a un cazzo. Vediamo di essere chiari: se hai la gastrite hai la gastrite, non sei intollerante. Curati la gastrite e mangia, per favore, mangia.

Perché diciamocelo una buona volta: l’unica cosa a cui vale la pena essere intolleranti è la stupidità, di cui le intolleranze alimentari fanno inequivocabilmente parte.

Pubblicato il 25/1/2012 alle 1.28 nella rubrica Diario.

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