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Chiamatelo Neurino.

A Torino sia il Pdl che i grillini propongono di emettere e diffondere il “taurino”, una moneta complementare, per sostenere l’economia locale e difendere i poveri cittadini dal carovita e dalla crisi dell’euro. E il capogruppo di Sel non esita ad appoggiare la proposta con entusiasmo.

Sarà bello avere una zecca comunale per stampare i taurini, la cui moneta da due taurocent avrà sopra il campanile di san marco per distinguerla dai due centesimi di euro. Le banconote invece avranno i volti di illustri torinesi: il Conte di Cavour, Piero Gobetti, Primo Levi, Flavio Montrucchio.

La diffusione sarà semplice: in ogni edicola si potrà acquistare un taurino al prezzo di 1,25 euro, tanto per incasinare un po’ i conti.

Questo permetterà di sostenere l’economia locale? Certo, la fondamentale industria di produttori di macchine per stampare banconote già si frega le mani. Anche i fabbricanti di parchimetri stanno fiutando il giro d’affari connesso al cambio di tutti gli apparecchi

Questo permetterà di difendere i cittadini dal carovita? Ovvio, che domande: tu vai dal panettiere con i taurini invece degli euri, quello ti prende per scemo e non ti vende il pane, così alla fine hai risparmiato. Per ovviare all’inconveniente della fame si sta pensando di emettere la moneta da due taurini in cioccolato invece che nichel.

Questo permettà di proteggersi dalla crisi dell’euro? Naturalmente sì. Infatti le quotazioni dell’euro rispetto al dollaro cambiano ogni giorno, e questo incasina i cittadini dato che i prezzi a Torino sono notoriamente in dollari. Invece con i taurini saremo tutti a posto.

L’introduzione del taurino non avverrà con una delibera, bensì con una grida manzoniana (non si sa ancora se “Renzoooo”, “Agneseeeee” o “Piciuuuu”).

E ora tutti si chiedono quali grandi novità seguiranno il taurino. Angolosbocco le sa: rimetteremo in circolazione i tram a cavalli (con la metro c’è qualche problema perché va troppo veloce e i cavalli rimangono schiacciati sotto i vagoni), ripristineremo il reato di adulterio e il delitto d’onore (se la moglie è zoccola il marito se la cava con una multa di qualche taurino di cioccolato) e gli studi di design verranno sostituiti da botteghe di maniscalchi (che se no chi fa la manutenzione ai tram?).

Il problema è sempre lo stesso: la fuga dei cervelli. O meglio, il fatto che i corpi vengano eletti in consiglio comunale.

Pubblicato il 17/1/2012 alle 0.35 nella rubrica Diario.

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