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Il congresso.

Il congresso del Pd sta entrando nel vivo. Dopo due mesi di discussioni sul Pd (mentre nel mondo succedeva di tutto) ora votano, poi si fa un altro mese discutendo sul Pd e poi si rivota, e a quel punto potranno votare cani e porci. Che figata, è come l’extended version dei dvd, che tu ti aspetti che il film finisca e invece ci sono altri venti minuti in omaggio, roba che al cinema non hanno fatto vedere. Qui è uguale: pensi che dopo un mese di congressi di circolo, seguiti da convenzioni provinciali (“convenzione” di solito vuol dire “accordo tra enti” o “uso, abitudine” ma, si sa, nel Pd si usano linguaggi nuovi per una politica nuova), convenzioni regionali e convenzione nazionale tutto sia finito e il segretario sia eletto? E invece no, sorpresone: ci sono ancora le primarie. Sembra tutto finito e invece era tutto finto, ma mica vorremmo mettere i puntini sulle i, anzi mica vorremmo mettere le i, che fanno tanto steccato del novecento? Sì ma chi ha vinto il congresso parte avvantaggiato, pensi. Ti immagini che le primarie contino a metà. No no, partono tutti alla pari. Scusa ma se il congresso lo vincesse, metti caso, Bersani, e poi alle primarie vanno a votare tutti quelli della Lega (che sono notoriamente di più dei piddini) e fanno vincere Franceschini? Vorrebbe dire che Darietto vince e fa il segretario. Sì, dirai tu, ma gli iscritti che li hai fatti partecipare al congresso a fare? Perché li fai discutere, litigare e votare se tanto il risultato non conta una cippa? Perché fa figo. Un partito strutturato come i vecchi Ds, con i congressi e ste manfrine da nostalgici comunisti tipo la “discussione”, “la partecipazione”, “la militanza”, “gli iscritti”, “il partito”, “la politica”; ma anche un partito nuovo, leggero, liquido, che fa decidere i propri destini a chiunque abbia voglia di andare a votare le primarie, e gli iscritti si adeguino a quel che vuole la società civile, quella che ha sempre qualcosa da dire ma quando c’è da dare un volantino hanno tutti da lavorare nello studio da commercialista, da portare la suocera a Antibes, da tosare il labrador (ma il labrador non era a pelo corto? Oh, senti, io voto alle primarie ma mica c’ho tempo da perdere con il partito, io decido, poi gli iscritti eseguano, che io sono della società civile, mica uno sfigato). Insomma, capisci a me, basta che ci mettiamo d’accordo su chi è il candidato più stupido, lo votiamo in massa alle primarie, lo facciamo vincere e poi ci facciamo grasse risate alle loro spalle, standocene tranquilli in poltrona con la nostra unica tessera in tasca: l’ikea family.

Bello il congresso. Non vedo l’ora che esca il sequel al cinema. Perché lo fanno il sequel, vero?

Pubblicato il 30/9/2009 alle 0.42 nella rubrica Diario.

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