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Scontro fra titani.

Scontro tra il Giornale di Feltri, che lancia quintali di fango su chiunque critichi Silvio, e l’Avvenire di Boffo, che si difende dicendo in pratica “certo che molestavo una, ma sia chiaro che non sono gay!”.
È dura essere spettatori di uno scontro tra un quotidiano di Berlusconi e il quotidiano della Cei. È dura perché non puoi tifare, non puoi schierarti. È come ascoltare una polemica tra Gasparri e Borghezio, o assistere a Juve – Milan, o trovarsi al botteghino del cinema con la scelta tra Natale a Bangalore e Capodanno a Timisoara.
E allora non restano che due soluzioni: o il totale disinteresse, o si fa il tifo perché un ciclone tropicale arrivi nottetempo in Italia e si abbatta su Feltri e Boffo, sullo schifo della destra che per difendere il premier magnaccia dice che insomma andiamo tutti un po’ a puttane, sulla solita chiesa che accetta i molestatori purché etero e che pretende di imporre le sue idee agli atei ma non si cura di farle rispettare ai suoi esponenti, sul governo che è papista quando si parla di embrioni e libertario quando si parla del lettone di putin (senza peraltro pronunciarsi sul diritto degli embrioni di frequentare escort).
Magari poi viene fuori che Boffo e Feltri stavano insieme e che ora litigano perché si sono lasciati male. O che sono gelosi l’uno dell’altro perché entrambi vorrebbero essere nel lettone di putin.
Vescovi contro berluscones: il potere dell’ipocrisia contro l’ipocrisia del potere. O viceversa?

Pubblicato il 2/9/2009 alle 11.18 nella rubrica Diario.

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