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- 5 alle primarie.

Enrico Letta sarà a Genova, per ricordare che anche il Genoa è a meno 5, ma dall’Inter. Il Nipote con la Enne maiuscola si recherà quindi in visita alla Eminflex, azienda che nel Pd avrà un ruolo centrale per tre motivi. Prima di tutto se Letta non si occupa di letti non si capisce chi dovrebbe farlo: Rosy si occupi di giardini, Walter di toilette e Gawronsky di lingue straniere. Poi c’è da rilevare che Emin è anche l’inizo di Eminenza (per non dimenticare le radici cristiane) e di Eminem, per non dimenticare che Letta rappresenta la generazione hip hop, nonche la generazione (per dio!) hip hip (urrà!). Infine è chiaro che il nome dell’azienda termina con Flex, come flexsecurity, perché un materasso deve essere morbido e accogliente, ma deve anche essere un’ancora di salvezza in caso di disoccupazione, perché i disoccupati non lavorano, mica non dormono. Eh.

Rosy Bindi sarà al mattino al lavoro al ministero della famiglia, che ancora non ha capito se averglielo assegnato è un atto di stima o una presa per il culo. Dopo aver creato una famiglia con il suo corpetto in cemento armato, andrà a un incontro con i suoi sostenitori a Matera. I suoi sostenitori sono molti, anche perché in pochi farebbero un po’ di fatica. In serata si recherà a Bari e durante il tragitto leggerà le ultime dichiarazioni di Veltroni rilasciando una tra le seguenti dichiarazioni: “Veltroni strumentalizza le donne a scopi elettorali, ma l’unica vera femminista sono io”, “Veltroni crede di avere le tette, ma l’unica vera femmina sono io”, “Veltroni è puffo fuori, ma stronzo dentro”. In ogni caso sono tutte e tre dichiarazioni condivisibili.

Piergiorgio Gawronsky non farà campagna elettorale, impegnato come sarà tutto il giorno all’università, dove sta seguendo un corso per imparare a leggere il suo cognome. Lui ne farebbe anche a meno (“tanto mica mi chiamo da solo” è solito dire componendo il numero del proprio cellulare dal telefono di casa), ma segue il corso per sfuggire al suo candidato vice, Schettini, che continua a spiegargli che per vincere bisogna prendere i voti alieni.

Mario Adinolfi scriverà un articolo sul suo blog (GenerazioneInversioneDiMarcia.alleluja.vat) citando Kundera e l’insostenibile leggerezza dell’essere, dicendo che lui non è tanto leggero, ma tanto l’importante è avere voti, non essere voti. Fassino dichiarerà che va ascoltato attentamente.

Walter Veltroni rilascerà un’intervista al Corriere spiegando l’organigramma del futuro Pd: lui a capo, Franceschini vice e poi una meravigliosa moltitudine di donne e uomini, registi e gazebi, uniti nell’estasi dell’amore, della concordia e dello spirito divino, che però va bene anche dibirra, lui mica vuole discriminare. Si recherà quindi in Campidoglio a esporre una bandiera viola, simbolo della campagna “ciotole di riso per tutti gli uomini di buona volontà”. Infine, in serata, sarà a Milano a inaugurare – nella parrocchia di San Tal, santo protettore dei succhi di frutta – la mostra fotografica “Mai stati comunisti – storie di ordinaria rinascita”, una serie di 40 bellissimi scatti in bianco e nero che ritraggono Ferrara, Bondi e lui: il grasso, il poeta e l’amico delle vecchine.

Pubblicato il 9/10/2007 alle 0.0 nella rubrica Diario.

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