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Maipiùsenza: le domande di Ilvo Diamanti.

Dopo le due domande (le radici e le foglie, l’orizzonte) rivolte da Diamanti ai candidati segretari del Pd (con tanto di risposte votabili via sondaggio telematico), ecco in anteprima la terza, con le sei risposte dei candidati.

Il mezzo di trasporto. Se immagini il Partito Democratico come un viaggio di milioni di entusiaste persone verso un meraviglioso orizzonte, quale mezzo di trasporto prendi in considerazione?

Rosy Bindi. Se il Pd deve essere una cosa nuova e costruita davvero insieme, non ha senso indicare un mezzo di trasporto ora. Il mezzo di trasporto è una delle decisioni più importanti che vanno prese collettivamente, senza diktat romani e senza che Veltroni e i suoi sgherri la facciano da padrone. Io sono favorevole al treno, comodo e a buon prezzo, ma – ripeto – solo la partecipazione dei cittadini può risolvere questo rebus. E in ogni caso è ora di cambiare. Sempre se non perdo la coincidenza con il regionale delle sei.

Enrico Letta. L’elicottero, perché è il simbolo universale del ricambio generazionale (dato che si alza in verticale contro tutto e tutti) e della mobilità sociale: la politica è troppo distante dalle giovani generazioni, da quei giovani che a diciotto anni comprano subito l’elicottero. E d’altra parte dall’alto l’orizzonte liberale si vede anche meglio, perché ricordiamoci che la libertà deve essere sempre al centro del Pd,
e libero come un elicottero è anche una canzone dei Beatles.

Walter Veltroni. Il Partito Democratico sarà la casa di tutti i mezzi di trasporto, purché siano giustificati da fini (o da Fini). Se devo indicarne uno, però, scelgo la pellicola, quella cinematografica. Perché per viaggiare basta la fantasia e la voglia di volare, perché al cinema si vivono emozioni uniche, perché il cinema italiano ha bisogno di nuove energie e solo il Pd può dargliele, perché raccontare una storia attraverso le immagini è il viaggio può bello che possa esserci, in particolare se fatto in buona compagnia. Io al cinema ci sono nato, nel lontano 1989, e ad esso non posso che essere affezionato.

Mario Adinolfi. La papamobile, ma a metano. Perché il Pd sarà ecologista, laico e cristiano, e poi perché noi dobbiamo realizzare la rappresentanza sociale dei papaboys. Mi pare inoltre un simbolo denso di significato, perché è bianca, è di lusso ed è tanto spaziosa che ci entro pure io.

Pier Giorgio Gawronski. L’Italia oggi ha bisogno di riscoprire una concezione liberale del mezzo di trasporto, ispirata alla grande automobile di Luigi Einaudi. Si tratta di un mezzo di trasporto, l’auto di Einaudi, a cui si può tendere con le armi della liberal-democrazia, come nella storia di Gandhi e della nostra Costituzione.

Jacopo Schettini. L’enterprise, guidati da me insieme al comandante Kirk. Perché il Partito Democratico sarà galattico, colorato, tutto pepe, a luci rosa, allegro, frivolo e anche democratico. Ah, anche i clown, che ai bambini piacciono tanto.

Pubblicato il 19/9/2007 alle 15.53 nella rubrica Diario.

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