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Conferme.

Dopo le attese, è giunta l’ora delle conferme.
Angolosbocco si è recato in visita ufficiosa alla Festa della Pravda. C’era un po’ di gente a dare una mano, laggiù. Per alcuni era la prima festa. Con simpatia e candore gli ho detto che non avranno il tempo di affezionarsi. Ora, dopo 3 settimane, saranno già abituati a trascorrere le nottate cantando “bandiera rossa”, ma tra un anno passeranno le serate a cantare “adeste fideles”. Le nottate no, che la Binetti mette il coprifuoco prima (a lei piace tanto la parola coprifuoco perché le dà un’idea di benessere un po’ come il cilicio).

L’arrivo.
Angolosbocco arriva e all’entrata incontra 2 amici: un emigrante e un radicale.
Morale: “Almeno qui non sono l’unico che le stringhe di liquirizia le mangia e non le usa per autoflagellarsi”.

Appena entrato: l’area dibattiti.
C’è il dibattito: Reichlin e Violante discutono del perché il Paese (con la P maiuscola) ci chieda di fare il Pd (con la P maiuscola). Reichlin mette nel Pantheon (con la P maiuscola) Adam Smith (con la S maiuscola) e Karl marx (con la m minuscola). Poi gli fanno notare che nel Pantheon è preferibile Groucho Marx (con la M maiuscola). A quel punto Reichlin ci aggiunge Don Milani (con la M maiuscola e due ave maria già che ci siamo). E che mica ti vuoi far mancare un cattolico nel Pantheon?
Morale: Adotta anche tu un cattolico per il tuo Pantheon. Magari non ha una “funzione nazionale”, però può essere utile per stirare le camicie.

Il viaggio verso la birreria: gli altri stand.
C’è la libreria che ospita un evento mondano: Lapo Elkann autografa le copie del libro di Veltroni “Senza Patricio”. Dietro di lui viene distribuita l’agenda arancione del Pd, infarcita di citazioni di Veltroni e Furio Colombo. Maipiùsenza.
C’è la pizzera che ospita un evento storico: il pomodoro e la mozzarella hanno deciso di unirsi superando i rigidi steccati del menù novecentesco e dando vita così alla pizza margherita. A chi osa far notare che la margherita non è propriamente una novità risponde Violante dall’area dibattiti con una frase sembra di Fassino: “nessuno è più innovativo di una pizza che unisce teodem e prodiani”. Ovazione.
C’è la gelateria dove gli avventori mangerebbero volentieri un tradizionale cono o una classica coppetta, ma non si può più: ormai c’è solo la coppetta fatta di cialda. Panico generalizzato, intervengono i carabinieri a sedare gli animi, e già che ci sono sedano pure Reichlin.
Morale: se non c’è il classico ristorante regionale è perché non si capiva se spettava ai popolari o ai rutelliani. L’importante è che scelte del genere non vengano calate dall’alto, il Paese non capirebbe.

La birreria.
Come sempre, è gestita dai ggggiovani, che per dimostrare indipendenza dal partito e per non farsi dire che devono bussare più forte hanno deciso di sostenere tutti Veltroni. Però, visto che i leaders sono tutti nel listone, i ggggiovani stanno con la lista delle B-sides: la GGGGiovane veltroniana (Melandri), la promessa dalemiana (Finocchiaro), l’allegro fassiniano (Damiano), il rutelliano vegetariano (Realacci). Per la serie i genitori al ristorante, i piccoli al fast food che si divertono e non disturbano.
L’inno dei giovani veltroniani è “Everybody needs somebody to love”, scelto dopo un arduo ballottaggio con “Ricominciamo”.
Angolosbocco gioca a calciobalilla in coppia con un giovane democratico e vincono tutte le partite usando gli omini rossi. Per questo attentato all’unione dei riformismi vengono cacciati dal servizio d’ordine.
Angolosbocco osa chiedere un “cuba libre” ma gli viene detto che non sanno cosa sia (giuro!). Approfittando del suo ruolo da ex-capo della ggggiovane combriccola, Angolosbocco si fa il cocktail da sé sentendosi poi dire “potevi dire coca e rhum!”. Ok superare gli steccati del novecento, ma stecchini e cannucce risparmiateli.
Morale: Angolosbocco parte per Venezia. Meglio così.

Pubblicato il 5/9/2007 alle 11.19 nella rubrica Diario.

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