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"Quando ho la sensazione che in fabbrica ci sia un po’ di disordine – mi diceva un giovane industriale – quando vedo che si profila uno sciopero, io prendo il mio yacht. Me ne vado. In crociera. Alle Bahamas. E mi porto dietro un po’ di operai". "Come viaggio premio?". "No, come ostaggi".
(Marcello Marchesi)


STUPIDARIO COMUNALE

"Mia figlia è stata assunta fruttai" (full-time, ndr)
"Melfi non è in Campania? AH già, infatti i miei parenti sono della costiera amalfitana, vengono da Malfi"
"Qui c'è una lettera che mi critica sul giornale. Ah, ma voglio proprio vedere la Stampa di domani. C'è scritto 'segue firma', domani la pubblicheranno!"

"Ho visto un soggiorno lifting..."
"C'è stata un'altra manifestazione di splatters"
(nel 1998): "Sono indaffarata per il centenario della Repubblica
"Ho saputo che tuo padre ha avuto un iptus".
"C'è in linea l'assessore della Fiat".
"Hanno trovato un pesce metà squalo metà serpente. Esiste da 80 milioni di anni!"."E' tutta colpa degli esperimenti nucleari".
"Abbiamo il nostro uomo all'Havana". "Non conosco il dottor Lavana".
(cercando la dott.ssa Cortese): "Avrei appuntamento con la dottoressa Gentile".
"Scusate il ritardo, ho dovuto portare mia moglie dallo speleologo".
(parlando dei propri associati): "I miei sudditi..."



__________________________________

"Per egemonizzare il pd servirebbe un esorcista". (tatablues)

"Ratzy è un pinguino vestito di bianco che dice porcherie". (Ale della classe di Antigone)




"Gli aziendalisti sono diversamente universitari".
(Zarathustra)

"Yes, weak end". (Indyeuge)




La frase del momento
La cordata, non c'è altro modo.

La jena più bella degli ultimi giorni

Infiltrati.
Maroni lancia l'allarme su possibili infiltrati nel corteo della Fiom. Oddio, ci va anche lui?

[www.lastampa.it]

Consigli per gli acquisti
Un terzino destro.

Il mio personale Pantheon del momento
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Giacinto Facchetti

La canzone del momento
Save the last dance for me (Tina Turner)

 

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30 settembre 2008

Proverbi e contronomi / 2.

Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zio Pino.
Una rondine non fa bau.
Non tutti i mali vengono per suocere.
Chi va con lo zoppo è un assistente sociale.
Chi semina vento raccoglie quaranto.
Chi dorme non veglia.
Non svegliare il can che morde.
Meglio un uovo oggi che una gallina mai.
Can che abbaia non dorme.
Prendere due piccioni con una clava.
Mogli e buoi dei paesi bassi.
Rosso di sera, metti il doposole.
Battere il ferro finché è Carlo.
Non c’è due senza me.
Chi la sala, l’aspetto.
Di notte leoni, di giorno leoni, su discovery channel.
Chi va piano va sano e arriva in ritardo.
Impara le arti e usale nei party.
C’è rimedio a tutto fuorché a Veltroni.

29 settembre 2008

Il barone rampicante parla al mondo: LE FOGLIE MORFE.

Torino polimorfa o polimorta? E che differenza c’è tra una città polimorta e una monomorta? Che una polimorta, nell’indecisione di fronte a tanta scelta, non sa di che morte morire? E che vuol dire “di che morte morire”, è ovvio che di morte si muore. Pare anzi che la morte sia una delle maggiori cause di morte, superata solo dal decesso. Ogni anno un sacco di gente muore di morte e la cosa preoccupa molto le autorità, che stanno facendo campagne di sensibilizzazione contro la morte.
Torino città delle élites? Ma guardi, noi preferiamo Torino città delle étoiles, che il balletto all’Opera è preferibile al balletto delle poltrone, che se fai il balletto delle poltrone poi rovini il salotto.
Torino non è più la metropoli industriale d’Antan? E chi cazzo è Antan? Altan, vorrete dire. O D’Artagnan, per quanto non mi risulti che Torino fosse una città in cui fioriva l’industria dei moschettieri.
Torino con un assetto urbano anomico? A che? Anomico?? Senza nome? O atomico con la voce raffreddata? O anemico e radioattivo? E cos’è un assetto, la cartilagine del naso ribassata e con le gomme da gara? Ma parli come mangi, che anche se ha bocca piena si capisce comunque di più. E poi pure la Carfagna parla sempre con la bocca piena.
Ma non perdiamoci in particolari, teniamo d’occhio il generale che se no poi si imbuca con il colonnello e esportano la democrazia. Facciamo un po’ le persone latu sensu, che è sempre meglio che fare le persone senzu sensu. Vogliamo parlare un po’ del parochial capital, che nessuno sa cos’è (ma fa tanto IOR, Marcinkus, Marcondirondirondero)? O degli high demanders, che sono quelli che in classe tirano su il dito e urlano più forte perché non hanno capito cosa voglia dire Anomico?
Datemi retta: non fatevi circuire dagli assetti policy burning o dalla governance lupus infibula, né tantomeno dai carpet players che agiscono strictu porcu. Fate attenzione allo sviluppo polifonico e ai modelli di rigenerazione urbana paracinici.
Fidatevi: è piuttosto una leadership sinottica che incarna una delle molteplici varianti della metonimia. Lo diceva sempre anche la sorella di Schakelbach. Poi è passato un uragano ed è morta.




permalink | inviato da angolosbocco il 29/9/2008 alle 9:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa

24 settembre 2008

Regola-menti.

Le giovani marmotte democratiche, non sazie di aver pubblicato un manifesto che più che un manifesto era un poster surrealista, hanno pubblicato il regolamento per le primarie junior.
Alcune chicche vanno segnalate, perché nulla resterà impunito.
Si vota venerdì dalle 10 alle 18 e sabato dalla 14 alle 24. I seggi devono essere organizzati in “luoghi di massima visibilità giovanile (piazze, luoghi di studio, ecc)”. Già qui iniziano i problemi. La sisal raccoglie le scommesse su quanti giovani alle 23:30 di sabato finiranno di corsa la birra per correre in un luogo di studio a votare. A Prato è sorto un problema: il giovane Antonio studia sempre a casa sua, che è stata così requisita e adibita a seggio. Antonio dice che andrà a farsi una birra e tornerà a casa a mezzanotte e un minuto.
Ci sono: un CPN, alcuni CPR, svariati CPP. Sono i Comitati Promotori Nazionale, Regionali, Provinciali. Visto che la giovanile nasce dal basso perché i gggiovani la chiedono, il partito nomina il CPN, il CPN nomina i CPR, i CPR nominano i CPP. Perché i giovani sovvertono le regole e quindi fanno la democrazia al contrario: dal vertice alla base. Infatti, per chi non se fosse accorto, le primarie servono al segretario nazionale e alla classe diligente (sì sì, c’è scritto diligente) per eleggere i militonti. Sì sì, c’è scritto militonti.
Ci sono le assemblee fondative, che sono “territoriali o d’ambiente”. Nel senso che o le fai in un territorio o in un ambiente. C’è chi le fa nel lago, chi in montagna, chi in soggiorno, chi in cucina, chi nella camera del povero Antonio di Prato.
Nell’articolo 10 c’è scritto cosa fa l’assemblea nazionale. Nell’elenco dei compiti compare anche “approva lo statuto (vedi partito!)”. Lapsus freudiano? Lapsus cretino? A voi la scelta.
Alla fine ci sono anche le norme transitorie. Ora: trattandosi del regolamento per una singola elezione ci si chiede perché quelle siano transitorie e le altre no. O forse sono transitorie perché cambiano ogni giorno. O forse sono transitorie perché i giovani democratici prima o poi passano, l’influenza resta. Almeno in questo caso non sono sempre i peggiori ad andarsene.

22 settembre 2008

Manifesto dell'associazione Consumo Consapevolmente Inconsapevole.

Noi di Consumo Consapevolmente Inconsapevole siamo perfettamente consapevoli del fatto che le nostre scelte di consumo hanno implicazioni ambientali ed etiche e siamo altrettanto consapevoli del fatto che ce ne sbattiamo i coglioni.
Pensate che facciamo benzina alla Esso senza sapere cosa fa la Esso in giro per il mondo? Siamo perfettamente informati e ciononostante diamo 50 € alla Esso per ogni pieno, perché tanto le compagnie petrolifere sono tutte uguali e in ogni caso ce ne freghiamo di cosa fanno: giù le mani dalla nostra auto. Non volete inquinare? Andate a piedi. Poi però non chiedeteci un passaggio perché vi stiriamo e poi con la retromarcia vi facciamo pure la messa in piega.
Pensate forse che compriamo il Nesquik senza conoscere la Nestlé e i suoi misfatti? Li conosciamo meglio di voi, che credete. Però il Nesquik ci piace, costa molto meno del cacao equo solidale e visto che con sta storia del consumo critico ci avete rotto le balle siamo diventati orgogliosi di comprare il Nesquik. Anzi, ormai prima di comprare un alimento controlliamo bene che sia prodotto da qualche multinazionale che si macchi dei peggiori reati ambientali e non solo ambientali, che mica ci accontentiamo di qualche fiume inquinato, noi.
Pensate forse che non conosciamo la filiera di Mc Donald’s? Hai voglia se la conosciamo. Ed è con tale conoscenza che ci prendiamo il nostro Big Mac, anzi Big Mac Menù Large. Ce ne vantiamo e se vi fa schifo il Mc Donald’s avete solo da andare nei ristoranti da 80 euro a testa bevande escluse.
Davvero pensate che non sappiamo che dietro la Mondadori c’è Berlusconi? Certo che lo sappiamo, ci ricordiamo pure tutte le storie di corruzione giudiziaria che ci sono dietro all’acquisto della Mondadori. Eppure compriamo libri Mondadori, frequentiamo le librerie Mondadori e non lo nascondiamo.
Vi chiedete perché facciamo tutto questo? Beh, è semplice: ci avete rotto.
Ormai tra etica, politica e ambiente bisognerebbe: andare tutti a piedi (pure in tangenziale), mangiare solo frutta e verdura prodotte in loco (ma che cazzo di frutta vuoi che producano a Torino o a Milano, mele grigie e fragole al sapor di pm10?!!?), vestirci con abiti fatti in casa che se no c’è il rischio che dietro ci sia qualche bambino sfruttato, andare in bici sotto la pioggia perché così si risparmia l’acqua della doccia, in ogni caso farci una doccia al mese per risparmiare, puzzare perché pure il deodorante va boicottato, morire di freddo d’inverno e di caldo d’estate perché se no consumiamo energia (e che la produciamo a fare se non va bene consumarla, porca d’una miseriaccia ladra!?!!), differenziare la buccia di banana dalla buccia di kiwi, comprare tutti nei negozi del commercio equo e solidale (che se tutti comprassero lì voglio vedere come regge quel modello, porco cane), leggere tutto al computer senza stampare mai nulla (gli occhiali me li paghi tu poi?), leggere velocissimi perché il computer consuma energia, vivere in apnea per non consumare ossigeno, non mangiare carne perché poveri animali (e poi le mucche inquinano...appunto, io le mangio così non inquinano più), non prendere i treni veloci perché fanno rumore (quelli vecchi invece sono noti in quanto silenziosi), non scavare le montagne e non fare dighe perché si modifica l’ecosistema (ma avete presente l’ecosistema di merda del nord Italia?!? Ma se lo modifico non posso che migliorarlo, maremma maiala!).
Ecco, così vivete voi. Noi facciamo il pieno alla Esso o alla Shell, ogni tanto mangiamo qualche sana porcata in un fast food che più è unto più ci piace, facciamo acquisti eticamente scorretti e ci piace tanto la frutta che arriva in aereo. Non siamo sprovveduti, non siamo disinformati, non siamo ignoranti. Siamo consapevoli di tutto quello che facciamo.
Non condividete? E allora smettetela di leggere questo manifesto, che il pc consuma elettricità.
Condividete? Bravi, ma non rompete, che è ora di cena e dobbiamo andare al Burger King e poi al Cinema Medusa, quello di Silvio.

L’associazione Consumo Consapevolmente Inconsapevole

L’Associazione Consumo Consapevolmente Inconsapevole è gemellata con l’Associazione Cittadinanza Passiva.

18 settembre 2008

Bad companies.

Ma come si fa a credere davvero che il Cai si compri l’Alitalia? Ok che essere il Club Alpino Italiano darà anche dimestichezza con le cordate, ma è gente abituata a stare con i piedi per terra (o sulla roccia, o sulla neve), mica a volare. E poi gli alpinisti non hanno mica tutti sti soldi da buttare in Alitalia, e scemo è chi c’ha creduto.
“Sì vabbé ma Lufthansa, ma Air France...” diranno alcuni di voi. Ragazzi, quelle sono aziende che si occupano di trasporto aereo. Perché mai dovrebbero c’entrare qualcosa con Alitalia?
Mettetevi il cuore in pace: è probabile che non ci sarà più una compagnia di bandiera. D’altra parte se bandiera non ha nulla da ridire non si capisce perché dovremmo averne a male noi, che bandiera non siamo.


Ma ecco una grande idea per fare di un problema una risorsa, per non fare di tutta l’erba un fascio (che poi è troppo pesante da fumare), per non fare orecchie da mercante e occhi di lince (che poi hai problemi di identità), per non fare un buco nell’acqua.
Allora, si fa così: si trasforma la bad company “Alitalia vecchia” in una società di cartolarizzazione dei debiti e le si regala il debito pubblico. Poi la bad company fallisce e quindi non può pagare. Fantozzi fa la figura del fantozzi e il problema del debito pubblico è risolto.
Certo, rimangono da risolvere altri problemi: la fame nel mondo, la fame in Ferrara, la guerra, il terrorismo, Fassino. Però per quelli ci saranno altre bad companies create all’occorrenza. In particolare per Ferrara non serve Alitalia, ma un’impresa di gru. Per Fassino c’è già il pd, che quanto a cattive compagnie, si sa, non scherza.


Infine non resta che capire come fare con il buco nero che sarà generato dal Cern di Ginevra. Forse si può metterci intorno del formaggio e dire che è emmenthal. O forse si può modificare la definizione di buco nero e intimargli successivamente di rispettare i nuovi parametri. Oppure si prendono due piccioni con una fava e si tappa il buco nero con Ferrara. Se c’entra.




permalink | inviato da angolosbocco il 18/9/2008 alle 16:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa

13 settembre 2008

Marketing aggressivo.

Un frigorifero è stato lanciato sull’autostrada: 2 veicoli danneggiati. Il responsabile sfighe Bertolaso commenta: “è comunque un grande passo avanti da quando le aziende lanciavano nuovi elettrodomestici sul mercato, provocando morti e feriti”.

11 settembre 2008

Per chi suona la campana.

La Guzzanti sotto accusa dei pm per aver fatto satira sul papa.
Quando Padre Georg l'ha saputo è corso all'ufficio legale vaticano per chiedere lumi: "ok che fare satira sul papa è reato, ma sotto il papa posso farla?".

Nel frattempo il governo si schiera con i pm (sembra una battuta), il pd si schiera con il papa ma solo per abitudine, i gggiovani democratici si riparano nel loro usbergo preferito e giocano a una versione particolare del mercante in fiera (prima regola: nessuna regola, perché il mercato è come il rutto, o è libero o non c'è gusto), mara carfagna non rilascia dichiarazioni perché non sta bene parlare con la bocca piena.

Poi dicono che c'è la magistratura a orologeria. Non è mica vero. A campanile semmai.

10 settembre 2008

Per un nuovo impero romano d'occidente.

Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.
Antonio Gramsci


Credo abbiam perso la testa o soltanto perso di vista le cose più vere nel mare in tempesta e forse non basta.
Ti confesso di avere paura e non mi era ancora successo, paura del mondo, di te e a volte di me stesso, no no non passa.
Abbiamo un battito che batte come un martello pneumatico in noi ma se lo controlli col senno di poi non batterà mai
abbiamo un battito sano che ci prende la mano come una moto che va che va controvento in velocità;
è un rischio si sa se questo mondo non è mai come lo volevi tu se ti vien voglia di gridare e non fermarti più
Raf



cara amica gggiovane democratica, caro amico gggiovane democratico,
noi, giovani donne e uomini democratici, diamo vita alla più grande organizzazione giovanile interna al Pd, in un'ottica di autonomia e indipendenza nonché con fiera e indomita subalternità.
Noi rifuggiamo l'illusorio usbergo di una governance proattiva e progesteronica del mercato, che solo se libero è garante di progresso, democrazia ed equità, in questa epoca meravigliosa in cui poderose masse e progressive si affacciano alla soglia della storia e al soglio di pietro, per quanto innanzi a cotanti sfridi noi sentiamo come prima esigenza il risanamento dei conti pubblici. La concorrenza è la vera matrice della libertà dei popoli: decenni di sanguinario conflitto israelo-palestinese sarebbero stati evitati se le forze della concorrenza e della libertà di intrapresa avessero fatto breccia in tali loci già alcuni lustri or sono.
Noi, giovani democratici, rifuggiamo altresì la palingenesi dei diritti civili, che non possono fuoriuscire dal solco della dottrina della chiesa. E rifuggiamo la sintassi, l'ortografia, la grammatica.
Noi, giovani democratici, sentiamo forte il dovere di assumerci l'onere di essere leali ai nostri riferimenti culturali che identifichiamo, come fanno i gggiovani, con WV (Wto e Vaticano, ma anche Volkswagen, ma anche Walter Veltroni).
Noi siamo gggiovani con i gggiovani: andiamo al cinematografo, andiamo al dancing, talvolta beviamo un cordiale. Siamo la generazione degli alberi: la quercia, l’ulivo, il pino silvestre, la pina picierno. Siamo gggiovani che non devono chiedere mai, tanto non ci ascoltano, quindi tanto vale che risparmiamo il fiato per quando dovremo gonfiare le vele del progresso a guisa di spire di vento. Noi, giovani alisei; e che viva Sansone con tutti gli alisei.
Noi siamo gggiovani per il rinnovamento generazionale ma riformista, che le cose si fanno lentamente e con la gradualità tipica di chi non impugna la picca e non scambia la politica per una singolar tenzone: noi proponiamo, con la pragmaticità che ci è propria e che contraddistingue il nostro sovercato operare, che ogni anno si faccia spazio per persone nate in un determinato anno: nel 2020 sarà il turno dei nati nel 1969, nel 2021 dei nati nel '70 e così via.
Noi giovani democratici siamo lieti perché chi vuol esser lieto sia, del doman non v'è certezza.
Con indomito fervore, deferenza e detergenza, noi ci siamo: giovani, democratici, looney tunes.

8 settembre 2008

Giovani marmotte democratiche: qui quo e uolter.

A Firenze, alla festa democratica del partito democratico (tornato sconfitto), c’è stata l’assemblea fondativa o pre-fondativa dei GGGD (GGGiovani Democratici). Le giovani marmotte veltroniane hanno prima mangiato presso il ristorante “Stinco sì, ma di Santo”, benedicendo il cibo insieme a Rutelli e Tonini, per poi riunirsi in assemblea in totale autonomia e indipendenza, mentre Bettini indicava loro dove sedersi, cosa dire e cosa decidere.

L’assemblea ha preso cinque fondamentali decisioni:
1) Veltroni è dio ma anche il suo profeta
2) i gggiovani democratici non chiedono posti, non vogliono lanciare una battaglia generazionale, non pretendono che il partito (ah ah, buona questa) si svecchi. Però un pat pat in testa sì, lo gradirebbero.
3) i gggiovani democratici sono gelosi della propria autonomia: con 7 litri fanno 100 kilometri.
4) i gggiovani democratici sono laici, nel senso che possono farne parte cani, porci e persino la picierno.
5) i gggiovani democratici faranno le primarie dei piccoli (le secondarie), con le schede mignon, le matite colorate e i seggi istituiti all’interno di discoteche, ludoteche, biblioteche. I gggiovani voteranno di sabato sera ed eleggeranno liberamente i candidati scelti da Uolter in quanto dio ma anche in quanto profeta. I requisiti per candidarsi sono semplici: essere gggiovani con almeno tre G, avere un amico nella ex Sg (leggi: cani e porci) o tra gli ex giovani della margherita (leggi: pina picierno), credere che i giovani italiani non chiedano altro che una giovanile riformista che li egemonizzi culturalmente basandosi sull’eredità di Togliatti, Scelba, Gramsci no che l’abbiamo regalato a Bondi, Don Milani, Don Giussani, Don Chuck Castoro, Moro, Berlinguer, Cossiga, De Mita, Pina Picierno.

L’assemblea ha poi approvato il manifesto dei GGGD, di cui Angolosbocco ha preparato una sintesi commentata, un bignami insomma.

IL TITOLO.
“Per un nuovo umanesimo europeo”.
Dopo il Pd che è nato per fare la sintesi tra cristianesimo e illuminismo (dove ha fallito Kant c’è riuscito Fassino), i gggiovani del Pd costruiranno un nuovo umanesimo: Pina Picierno come Gutemberg, dopo l’invenzione della stampa quella del corriere dei piccoli.
L’INTRO.
“l’ampliarsi della cifra di interdipendenza globale”: ecco un esempio di come i gggiovani democratici usano un linguaggio gggiovane in sintonia con i gggiovani italiani. Parole nuove per un partito nuovo? Ma certo: “l’illusorio usbergo” secondo l’ideologo dei gggiovani Ilvo Diamanti è la locuzione più usata dagli italiani tra i 20 e i 28 anni. (Il dato fa parte dello stesso sondaggio che dava il Pd alla pari con il Pdl alle ultime politiche).
E che dire della “immagine di nuove e poderose masse umane che si affacciano sulla soglia della storia e del progresso”? È un’immagine stupenda, a cui però i gggiovani democratici sono geneticamente estranei.
Il passaggio sulle “ragioni dell’impegno politico delle ragazze e dei ragazzi italiani” è notevole. Più che altro perché tralascia le ragioni del mancato impegno politico del 99,9% delle ragazze e dei ragazzi italiani.
E poi la chicca superchicca: “il mercato concepito come uno spazio di libertà”. Minchia, manco Tremonti se la sente più di dire una roba del genere. Ma è questa la grande innovazione dei gggiovani democratici: sfidare la destra sul suo campo. E perdere comunque.
“LA QUESTIONE GENERAZIONALE NON PUÒ ESSERE DECLINATA SOLO SU BASI VERTENZIALI”.
E quando mai i gggiovani democratici sono stati vertenziali? Quando D’Alema diceva loro che dovevano farsi sentire di più e attaccare di più il gruppo dirigente e loro rispondevano applaudendo e chiedendo autografi? Quando li hanno umiliati scegliendo come giovane promessa Miss “Non capisco una cippa e me ne vanto” Marianna Madia? I gggiovani democratici non si può dire non abbiano un’identità, ce l’hanno eccome: “tutta la vita a novanta gradi pur di non essere vertenziali” è il loro motto. Veltroni e Rutelli son già lì che tremano.
UNA FORZA DI GOVERNO.
La linea in materia di attività produttiva è la stessa di Scajola: qualche luogo comune e qualche comune capoluogo.
La linea in materia di servizi pubblici è la stessa di Brunetta: qualche frase fatta e qualche fatto che la pronunci.
La linea in materia di welfare è la stessa della sinistra e della destra italiane da sempre: non pervenuta.
La linea in materia di pensioni è invece innovativa: 30 righe di motivi per cui va aumentata l’età per andare in pensione, ma senza dirlo che poi fa conflitto generazionale e non sia mai.
La linea in materia di istruzione (“libertà di scelta tra le offerte formative”) è la stessa dell’Udc, che almeno proponeva pure il bonus troia.
La linea in materia di concorrenza e risanamento è la stessa del Fondo Monetario (compresa la “governance proattiva”), vera collocazione internazionale del Pd.
UNA FORZA DEL CA**O.
La linea sui “nuovi diritti” è magnifica: prima ci sono i diritti del consumatore e la privacy (la privacy?!? Ma che cazzo gliene frega ai giovani della privacy?!? Ma chi ve li scrive i documenti, il fratello scemo di Forrest Gump?), poi il sostegno alla genitorialità, infine i diritti civili. Matrimonio per tutti? Riconoscimento delle coppie di fatto? Pacs? Almeno i Dico? Ma figuriamoci, sono gggiovani democratici, mica gggiovani pericolosi facinorosi. Parlano di “garanzia della libertà negli orientamenti sessuali”. Bella roba, davvero. Prima che ci pensassero i gggiovani democratici i gay non erano liberi di essere gay? O forse lo erano ma in molti casi non possono dirlo, e in ogni caso non hanno alcun diritto quando formano una coppia? Pure i cristiano-democratici tedeschi (non i gggiovani, i vecchi) sono più avanti dei gggiovani democratici nostrani. Estiquaatsi.
DIRITTO AL PROTAGONISMO.
40 righe per dire quant’è importante fare politiche per i giovani. E nemmeno una riga per proporne una. Ma non è un problema, tanto c’è il ministro ombra (nel senso di ombra di de mita).
“PER UNA NUOVA CULTURA POLITICA” (CHICCHE FINALI).
“Sui giovani riformisti di questo paese grava pertanto un onere pesante e meraviglioso”: lasciare perdere e andare a lavorare?
“Per questo, noi, giovani democratiche e democratici, cittadini italiani o giovani immigrati, donne e uomini dell’Italia di domani (quella di oggi mi sa che è migliore, nda) diamo vita alla più grande organizzazione politica giovanile italiana”. Pensa le altre...
“Iscritti, militanti simpatizzanti che credono (...) nella democrazia e nel mercato”. Piccole Tatcher crescono: grazia, graziella, picierno e madia.
“Una generazione nata politicamente dopo il 1989”. E morta (politicamente) nel 1992.
“Chiediamo alle nuove generazioni che abitano il presente di mettersi in gioco, di essere generazione di governo (see, di opposizione a vita piuttosto, nda), di essere insieme a noi Generazione Democratica”. Ok, ci siamo. Ma anche no.

5 settembre 2008

Non mi ha fatto ridere. (cit.)

Come fai a scrivere cose divertenti, come puoi tentare di fare un po’ di satira da principiante? Non ce la fai, non c’è più nulla da pigliare per il culo.
Cosa fai, prendi in giro il governo? Ma questo è il settimo anno di vari governi Berlusconi, ormai non fa più manco ridere. Chi prendi in giro, la Gelmini? La Carfagna che è una donna senza peli sulla lingua e se li ha sono di Silvio? Tremonti che è riuscito a comprare i debiti di Alitalia vendendo l’azienda senza debiti un po’ a chiunque con un’operazione che meriterebbe il premio nobel se solo il nobel fosse assegnato dalla banda della uno bianca? Fitto e Zaia, che nessuno sa manco chi sono?
E allora ti butti sull’opposizione? Ci fosse un’opposizione su cui fare satira... Ormai il Pd è così alla frutta che non ci sono manco più dichiarazioni su cui ridere. Cosa fai, ironizzi sul ministro ombra per l’attuazione del programma? Ma lo vedi che la satira la fa Veltroni meglio di chiunque altro? Cosa fai, prendi in giro Fassino, che è così furbo che quando deve dare un colpo di clacson a quello davanti stacca il volante e glielo tira addosso? Te la prendi con D’Alema, forse il più bravo perdente della recente “sinistra”? Vorrai mica pigliare per il culo Pina Picierno, al cui confronto la Meloni si staglia in tutta la sua bravura? O la Madia, che aveva detto che portava in Parlamento la sua inesperienza e tanto se anche fosse esperta non servirebbe comunque a un cazzo?
E allora puoi puntare sui gruppetti extraparlamentari? Ma come fai?? Ferrero sembra giù lui un personaggio di Guzzanti, il cinquantenne che nel 2008 parla di costruire il comunismo dal basso e i militanti capiscono che si parte dalle cantine e invece che andare a votare bevono. Prendi in giro i socialisti? Se li trovi fai pure. O vuoi mica ironizzare sulla Destra, che per imitare Rifondazione si dividono in mozioni per essere sicuri di contare sempre di meno? Certo, rimane l’Udc, che è pure in Parlamento. Però ormai si è detto tutto: qualche mafioso, qualche cocainomane che va a puttane, qualcuno che propone il bonus troia, qualcuno che fa casini, Casini che fa qualcuno...sempre la solita solfa.
Certo, puoi provare a fare “satira di costume”. Su cosa vuoi farla? Sul calcio? E che fai, te la pigli col Milan che è pieno di trequartisti che qualcuno lo mettono a fare il magazziniere e ha un’età media di 49 anni? Ma dai, è come sparare sulla croce rossa, o su Fassino. Fai satira sulla mostra di Venezia? E che ci sarebbe da dire? Fai satira sulle vacanze, o sui test antidroga per le strade che hanno beccato il 45% di controllati positivi, ma solo perché c’era Cosimo Mele che faceva avanti e indietro come un pazzo?
Lo vedi? Siamo un Paese che fa così schifo da così tanto tempo che non c’è nemmeno più nulla che faccia un po’ ridere.
Poi dicono che i giovani non c’hanno valori...Ce li avevamo i valori, eccome se li avevamo. Solo che ora con l’inflazione non valgono più un cazzo. 

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