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"Quando ho la sensazione che in fabbrica ci sia un po’ di disordine – mi diceva un giovane industriale – quando vedo che si profila uno sciopero, io prendo il mio yacht. Me ne vado. In crociera. Alle Bahamas. E mi porto dietro un po’ di operai". "Come viaggio premio?". "No, come ostaggi".
(Marcello Marchesi)


STUPIDARIO COMUNALE

"Mia figlia è stata assunta fruttai" (full-time, ndr)
"Melfi non è in Campania? AH già, infatti i miei parenti sono della costiera amalfitana, vengono da Malfi"
"Qui c'è una lettera che mi critica sul giornale. Ah, ma voglio proprio vedere la Stampa di domani. C'è scritto 'segue firma', domani la pubblicheranno!"

"Ho visto un soggiorno lifting..."
"C'è stata un'altra manifestazione di splatters"
(nel 1998): "Sono indaffarata per il centenario della Repubblica
"Ho saputo che tuo padre ha avuto un iptus".
"C'è in linea l'assessore della Fiat".
"Hanno trovato un pesce metà squalo metà serpente. Esiste da 80 milioni di anni!"."E' tutta colpa degli esperimenti nucleari".
"Abbiamo il nostro uomo all'Havana". "Non conosco il dottor Lavana".
(cercando la dott.ssa Cortese): "Avrei appuntamento con la dottoressa Gentile".
"Scusate il ritardo, ho dovuto portare mia moglie dallo speleologo".
(parlando dei propri associati): "I miei sudditi..."



__________________________________

"Per egemonizzare il pd servirebbe un esorcista". (tatablues)

"Ratzy è un pinguino vestito di bianco che dice porcherie". (Ale della classe di Antigone)




"Gli aziendalisti sono diversamente universitari".
(Zarathustra)

"Yes, weak end". (Indyeuge)




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La cordata, non c'è altro modo.

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Il Barone Rampicante
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29 settembre 2008

Il barone rampicante parla al mondo: LE FOGLIE MORFE.

Torino polimorfa o polimorta? E che differenza c’è tra una città polimorta e una monomorta? Che una polimorta, nell’indecisione di fronte a tanta scelta, non sa di che morte morire? E che vuol dire “di che morte morire”, è ovvio che di morte si muore. Pare anzi che la morte sia una delle maggiori cause di morte, superata solo dal decesso. Ogni anno un sacco di gente muore di morte e la cosa preoccupa molto le autorità, che stanno facendo campagne di sensibilizzazione contro la morte.
Torino città delle élites? Ma guardi, noi preferiamo Torino città delle étoiles, che il balletto all’Opera è preferibile al balletto delle poltrone, che se fai il balletto delle poltrone poi rovini il salotto.
Torino non è più la metropoli industriale d’Antan? E chi cazzo è Antan? Altan, vorrete dire. O D’Artagnan, per quanto non mi risulti che Torino fosse una città in cui fioriva l’industria dei moschettieri.
Torino con un assetto urbano anomico? A che? Anomico?? Senza nome? O atomico con la voce raffreddata? O anemico e radioattivo? E cos’è un assetto, la cartilagine del naso ribassata e con le gomme da gara? Ma parli come mangi, che anche se ha bocca piena si capisce comunque di più. E poi pure la Carfagna parla sempre con la bocca piena.
Ma non perdiamoci in particolari, teniamo d’occhio il generale che se no poi si imbuca con il colonnello e esportano la democrazia. Facciamo un po’ le persone latu sensu, che è sempre meglio che fare le persone senzu sensu. Vogliamo parlare un po’ del parochial capital, che nessuno sa cos’è (ma fa tanto IOR, Marcinkus, Marcondirondirondero)? O degli high demanders, che sono quelli che in classe tirano su il dito e urlano più forte perché non hanno capito cosa voglia dire Anomico?
Datemi retta: non fatevi circuire dagli assetti policy burning o dalla governance lupus infibula, né tantomeno dai carpet players che agiscono strictu porcu. Fate attenzione allo sviluppo polifonico e ai modelli di rigenerazione urbana paracinici.
Fidatevi: è piuttosto una leadership sinottica che incarna una delle molteplici varianti della metonimia. Lo diceva sempre anche la sorella di Schakelbach. Poi è passato un uragano ed è morta.




permalink | inviato da angolosbocco il 29/9/2008 alle 9:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa

28 marzo 2008

Il barone rampicante parla al mondo: L'ECONOMIA.

L’economia è una disciplina semantica e alquanto sinottica, la cui evoluzione procede di pari passo con lo sviluppo delle scienze documentali e socioplettiche. Le posizioni di Algia sul pensiero liberista si contrappongono come un paramento pelerrimo alla teoria liberasta e alle posizioni liberustimov. L’economia, intesa come visione prospettica di un’epoca da un punto di osservazione galessico, annovera in sé una coscienza che si esplica in due principi basilischici. Il primo, su cui poggia la tradizione delle politiche promeniche, è il tuleo trade off tra efficienza ed efficacia. Il secondo, più complesso e dunque insito in una logica di spin off determinale, è la noterrima legge dell’ineluttabilità della moneta nel medio periodo: “considerato che la domanda aggreghevole è il luogo dei punti ove vi è un disequilibrio asintotico tra livello dei prezzi correnti e valore dell’output a prezzi costanti, un aumento infinitesimale o decimale della domanda di moneta a scopo transerico provoca una pressione inflazionatica sugli investimenti netti e quindi una diminuzione del valore reale delle attività finanziaviche a prezzi costanti scontate sul tasso Eurlabour a tre anni diviso per due in fila per cinque”. Da ciò se ne deduce ciò che sosteneva con integelle creanza Schakelbach: “Riportare la bilancia in pareggio è la priorità di qualunque politica”. Schakelbach d’altra parte si riferiva a sua sorella obesa.

barone.rampicante@gmail.com

17 marzo 2008

Il barone rampicante parla al mondo: LA SINISTRA E IL SUO PROGRAMMA

La sinistra è un concetto dialettico che si inscrive in quella sfera discorsiva che denota la pluralità di intendimenti propria di un popolo quand’anche il milieu sociale fosse naturevole. È dunque evidente che il programma non può essere ricompreso nell’alveo di ciò che i media intendono enunciare, pertanto non trattasi di programma televisivo, quali Superquark (la scienza e il suo programma), Megaquod  (le lingue morte e il loro programma), Ultraquel (il pronome e il suo pentagramma). Non v’è dubbio che la sinistra non possa prescindere dal programma che Nuvole si appresta a consegnare alle pergamene che la rete congloberà a futura e imperitura memoria, affinché i posteri di domani divengano gli anteri di ieri. Il programma, inteso come magna charta di una sinistra (la quale per essere tale non può essere sinistra, poiché sinistra è la destra), va necessariamente inteso come una summa di differenze tra un’impostazione teoretica materialista e un’accezione storica della dialettica antinomiale e tiepolese. Quale paradigma parossico occorre alfine catalizzare? La risposta a tale prèmita domanda ha da essere palese e gervasa: la sinistra è il luogo dei punti ove la residualità dell’efficacia supera la virale espressione dello Stato liberale. Pertanto, per dirla con Schakelbach, “essa non può in alcun caso essere suddivisa in due parti eguali e al contempo vivere”. Schakelbach, d’altra parte, si riferiva a sua sorella.

barone.rampicante@gmail.com

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