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"Quando ho la sensazione che in fabbrica ci sia un po’ di disordine – mi diceva un giovane industriale – quando vedo che si profila uno sciopero, io prendo il mio yacht. Me ne vado. In crociera. Alle Bahamas. E mi porto dietro un po’ di operai". "Come viaggio premio?". "No, come ostaggi".
(Marcello Marchesi)


STUPIDARIO COMUNALE

"Mia figlia è stata assunta fruttai" (full-time, ndr)
"Melfi non è in Campania? AH già, infatti i miei parenti sono della costiera amalfitana, vengono da Malfi"
"Qui c'è una lettera che mi critica sul giornale. Ah, ma voglio proprio vedere la Stampa di domani. C'è scritto 'segue firma', domani la pubblicheranno!"

"Ho visto un soggiorno lifting..."
"C'è stata un'altra manifestazione di splatters"
(nel 1998): "Sono indaffarata per il centenario della Repubblica
"Ho saputo che tuo padre ha avuto un iptus".
"C'è in linea l'assessore della Fiat".
"Hanno trovato un pesce metà squalo metà serpente. Esiste da 80 milioni di anni!"."E' tutta colpa degli esperimenti nucleari".
"Abbiamo il nostro uomo all'Havana". "Non conosco il dottor Lavana".
(cercando la dott.ssa Cortese): "Avrei appuntamento con la dottoressa Gentile".
"Scusate il ritardo, ho dovuto portare mia moglie dallo speleologo".
(parlando dei propri associati): "I miei sudditi..."



__________________________________

"Per egemonizzare il pd servirebbe un esorcista". (tatablues)

"Ratzy è un pinguino vestito di bianco che dice porcherie". (Ale della classe di Antigone)




"Gli aziendalisti sono diversamente universitari".
(Zarathustra)

"Yes, weak end". (Indyeuge)




La frase del momento
La cordata, non c'è altro modo.

La jena più bella degli ultimi giorni

Infiltrati.
Maroni lancia l'allarme su possibili infiltrati nel corteo della Fiom. Oddio, ci va anche lui?

[www.lastampa.it]

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17 gennaio 2012

Chiamatelo Neurino.

A Torino sia il Pdl che i grillini propongono di emettere e diffondere il “taurino”, una moneta complementare, per sostenere l’economia locale e difendere i poveri cittadini dal carovita e dalla crisi dell’euro. E il capogruppo di Sel non esita ad appoggiare la proposta con entusiasmo.

Sarà bello avere una zecca comunale per stampare i taurini, la cui moneta da due taurocent avrà sopra il campanile di san marco per distinguerla dai due centesimi di euro. Le banconote invece avranno i volti di illustri torinesi: il Conte di Cavour, Piero Gobetti, Primo Levi, Flavio Montrucchio.

La diffusione sarà semplice: in ogni edicola si potrà acquistare un taurino al prezzo di 1,25 euro, tanto per incasinare un po’ i conti.

Questo permetterà di sostenere l’economia locale? Certo, la fondamentale industria di produttori di macchine per stampare banconote già si frega le mani. Anche i fabbricanti di parchimetri stanno fiutando il giro d’affari connesso al cambio di tutti gli apparecchi

Questo permetterà di difendere i cittadini dal carovita? Ovvio, che domande: tu vai dal panettiere con i taurini invece degli euri, quello ti prende per scemo e non ti vende il pane, così alla fine hai risparmiato. Per ovviare all’inconveniente della fame si sta pensando di emettere la moneta da due taurini in cioccolato invece che nichel.

Questo permettà di proteggersi dalla crisi dell’euro? Naturalmente sì. Infatti le quotazioni dell’euro rispetto al dollaro cambiano ogni giorno, e questo incasina i cittadini dato che i prezzi a Torino sono notoriamente in dollari. Invece con i taurini saremo tutti a posto.

L’introduzione del taurino non avverrà con una delibera, bensì con una grida manzoniana (non si sa ancora se “Renzoooo”, “Agneseeeee” o “Piciuuuu”).

E ora tutti si chiedono quali grandi novità seguiranno il taurino. Angolosbocco le sa: rimetteremo in circolazione i tram a cavalli (con la metro c’è qualche problema perché va troppo veloce e i cavalli rimangono schiacciati sotto i vagoni), ripristineremo il reato di adulterio e il delitto d’onore (se la moglie è zoccola il marito se la cava con una multa di qualche taurino di cioccolato) e gli studi di design verranno sostituiti da botteghe di maniscalchi (che se no chi fa la manutenzione ai tram?).

Il problema è sempre lo stesso: la fuga dei cervelli. O meglio, il fatto che i corpi vengano eletti in consiglio comunale.

28 febbraio 2011

Non voglio mica la duna / 3.

Il Pd svela lo slogan per le comunali di maggio: T'orino in testa.
Dubb
i sull'opportunità di quell'apostrofo (giallo).

Sono i primi effetti della vittoria di Fassino.

Avrò materi
ale per 10 anni.


17 gennaio 2011

Non voglio mica la duna / 2.

Giorgio Airaudo NON si candida a sindaco di Torino.
Peccato, era già pronto lo slogan: “CIT TURIN. Il socialismo in un solo quartiere”.


17 gennaio 2011

Non voglio mica la duna.

Piero Abbiamounabanca Fassino vuole candidarsi a sindaco.
Per la sua campagna cercava uno slogan che funzionasse.
Qualcosa che richiamasse la velocità, l'innovazione, ma anche la tradizione industriale e operaia.
Cosa meglio di un leggendario modello prodotto dalla locale casa automobilistica?
Infatti ha scelto "Gran Torino".
Gli operai della Ford lo voteranno in massa e lui finalmente sarà il sindaco di Detroit.


Non è uno scherzo. Ma tanti torinesi sperano ancora che lo sia.

16 novembre 2010

Un nemico in comune.

Fassino vuole candidarsi a sindaco di Torino.

Già pronto lo slogan: comune mortale.

7 dicembre 2009

A tutto c'è un limite / 4.

Se gallina vecchia fa buon brodo, regolamento vecchio fa buonumore.
Oggi parliamo infatti del Regolamento di Polizia Rurale del Comune di Torino, approvato pochi giorni fa, precisamente l’8 gennaio 1897.

Articolo 1: Le disposizioni stabilite per la polizia urbana debbono osservarsi anche nel contado, e fuori cinta.
Dunque il celebre divieto di fare fuochi d’artificio dentro agli ospizi vale anche nel contado. E pure il divieto di incatenarsi alle panchine. Peccato, noi giovani eravamo convinti che nel contado potessimo fare un po’ il cazzo che ci pare…

Articolo 2: La formazione dei bacini da ghiaccio è subordinata a permissione del Sindaco.
“Toc toc, è permissione?” “Avanti!” “Lei è il sindaco?” “No, questo è l’ufficio contado, il sindaco è nell’ufficio di fronte” “Ah, grazie”
“Toc toc, è permissione?” “Avanti!” “Il sindaco?” “Sono io, dica” “Salve, senta, io ho un bacino da ghiaccio” “Ma che bello! E quanto ha?” “6 anni” “Ma allora è ora di dargli un’istruzione, di formarlo!” “Eh sì, ho dunque la sua permissione a formare il mio bacino da ghiaccio?” “Certo figliolo, la formazione è importante” “Grazie signor sindaco” “Ma si figuri, e dia un bacino al bacino da ghiaccio, dicendo lui che quello è il bacino del sindaco”.

Articolo 4: Sono utenti d’una strada vicinale quei comunisti, che per necessità se ne servono, o possono eventualmente servirsene per accedere ai loro beni, ancorché questi non siano compresi nel territorio comunale.
Prendo atto di una serie di cose:
1) Le strade vicinali possono essere usate solo da comunisti. Sei socialdemocratico? Sei leghista? Sei democristiano? Cazzi tuoi, passa dal bosco. E poi i centri sociali se la prendono col comune…ma ti pare?
2) I comunisti possiedono dei beni, e trattandosi di regolamento rurale immagino che possiedano delle terre. Ma le terre non dovevano essere collettivizzate? Qui si predica bene e si razzola male, compagni.
3) Esiste un regolamento che è in vigore – e dunque ha valore di legge – che afferma i punti 1 e 2. Sul serio. Non è splendido?

Articolo 37: È proibita la pesca con la dinamite e altre materie esplodenti.
Per fortuna che l’hanno scritto, se no sai quanti facevano saltare il Po con il tritolo pur di pescare i pregiati salmoni torinesi? Canoisti e canottieri ringraziano.

Articolo 39: È proibito di distruggere o manomettere i nidi degli uccelli, specialmente se insettivori.
Chissà quanti aspettano l’abrogazione di questo articolo per manomettere furbescamente i nidi degli uccelli e poi scappare ridendo. Ma a parte questo, cosa vuol dire “specialmente se insettivori”? Che se non sono insettivori è sì proibito, ma un po’ meno? O è proibito o non lo è, porco cane!

Articolo 40: Le guardie urbane e rurali sono agenti diretti della polizia municipale.
Quando dite a un vigile di andare a zappare la terra in fin dei conti gli state solo ricordando una delle sue mansioni.

Articolo 46: Un esemplare del presente Regolamento deve essere tenuto affisso in tutti i pubblici esercizio del territorio di Torino.
Quando trovo un bar che lo espone offro da bere.


I detective si aggirano per il contado.

15 ottobre 2009

A tutto c'è un limite / 3.

Dopo le puntate uno e due, eccoci al terzo appuntamento con i divieti italiani. Stavolta ci occuperemo del regolamento per l’accesso alle piscine comunali torinesi.

Mica avrete pensato di fare un tuffo in piscina senza sapere per bene cosa si può fare e cosa è vietato? Non sia mai, rischiate grosso…

 

Nelle vasche non è ammesso l’uso di occhiali da sole.

Ma che regole antiche! Ma che norme desuete! Ormai al mare fanno tutti il bagno con gli occhiali da sole. Che sono comodi perché ci vedi benissimo, non entra l’acqua negli occhi e non rischi di perderli tuffandoti. Anzi, mi chiedo come si possa nuotare senza.

 

È vietato circolare con scarpe comuni.

E fin qui va bene… Ma continuando a leggere l’articolo 10…

È obbligatorio l’uso di zoccoli di legno o di ciabattine di plastica o gomma.

Già è notevole l’uso della parola “ciabattine”: “ho il piede grosso, porto il 45” “cazzi tuoi, solo le ciabattine vanno bene, mettiti ste ciabattine numero 36 e arrangiati”.

Ma il massimo sono gli zoccoli di legno! Scarpe da ginnastica no ma zoccoli di legno sì?!? Ma chi cazzo si porta da casa gli zoccoli di legno per andare in piscina?? Ma poi immagina il rumore… Ma soprattutto: che è, siamo in Olanda? Non mi pare proprio. E allora gli zoccoli di legno mettili a casa e in piscina portati le ciabatte. Ah no, le ciabattine, chiedo scusa. Ma dimmi te, gli zoccoli…

 

Alla stessa cabina non potrà accedere contemporaneamente più di una persona.

Posto che chi l’ha anche solo pensato è un maiale, rimane da discutere l’interpretazione della norma. Se io accedo a una cabina e poi vi accede un’altra persona (non contemporaneamente, diciamo dopo 3 minuti) senza che io esca, va bene vero? Insomma, secondo me in un quarto d’ora si fa un’orgia in piena regola. In tutti i sensi.

 

Nelle ore destinate al pubblico sono assolutamente vietate le esercitazioni con attrezzi quali fucili subacquei.

Grazie. Per fortuna l’avete scritto, pensa che io mi ostinavo a non fare nuoto per paura di beccarmi una fiocina nella coscia. Ora so che posso stare tranquillo. Grazie grazie grazie.


È proibito gettare in acqua indumenti.

Ma di questo avevamo già parlato...

 

È proibito gettare in acqua barche.

Giusto. Se ti porti il gommone adagialo sull’acqua prima di accendere il motore, ma per favore non gettarlo in acqua, che schizzi gli altri bagnanti. E che cazzo, un po’ di educazione, cribbio!

 

È proibito scherzare grossolanamente.

Cioè, se una è cicciona non vale prenderla in giro con battute di cattivo gusto. È però lecito citare battute di Oscar Wilde, Woody Allen, Massimo Trosi… insomma, roba colta. E comunque vanno citate bene, con le parole giuste al posto giusto, altrimenti scatta la grossolanità e ti fregano subito, senza scampo. Ci sono due dipendenti comunali in ogni piscina a controllare che battute e prese in giro siano di un adeguato livello intellettuale. E poi dicono che siamo un paese di ignoranti…ma va là!

 

È vietato aggrapparsi alle docce.

Tu sporco, io Cita.

 

Non so se farò mai nuoto: temo di rischiare l’arresto.

5 luglio 2009

A tutto c'è un limite / 2.

Angolosbocco prosegue nella ricerca dei più folli divieti italiani e scopre che a Torino è espressamente vietato dal Regolamento di Polizia Urbana:

- Legarsi a un palo
Posto che vorrei sapere quanti hanno come massima aspirazione quella di indossare un guinzaglio e legarsi ai pali aspettando che il proprio padrone faccia le compere, mi domando e chiedo: ma se anche mi legassi a un palo, che problema c’è?

- Incatenarsi a una panchina
Chi non vorrebbe farlo almeno 2 volte al giorno?

- Lanciare volantini sulle auto
Ok che ora va di moda la comunicazione virale e il guerrilla marketing, ma non è un po’ esagerato pensare che ci sia gente che lancia pacchi di volantini sulle auto? E poi che fanno, scappano ridendo?

- Sdraiarsi per strada
Quindi se mi sdraio sulle rotaie aspettando il tram, poi i miei eredi devono pure pagare la multa?

- Fare inversione al corso d’acqua dei canali
Propongo l’ideatore di questo comma al Comitato del Nobel per la letteratura. Va bene che il Politecnico sforna parecchi ingegneri idraulici, ma dubito che gli ingegneri di notte si mettano d’accordo per invertire i corsi d’acqua. Che poi non è cosa proprio semplicissima.

- Depositare relitti sui balconi
Voglio il Titanic sul terrazzo e poi organizzare dei party super chic!

- Accumulare sul suolo pubblico la neve rimossa dai cortili
Ma se la rimuovo dal cortile, dove la metto? Nell’androne? In casa? In ascensore? Riempio i sacchi neri di neve e poi li butto nei cassonetti? È evidente che per rimuoverla dal cortile devo accatastarla in strada, dove non crei intralcio. Altrimenti, scusa tanto, ma era meglio vietarmi di rimuoverla sta cazzo di neve dal cortile, no?

- Ostacolare la circolazione pedonale se si rimuove la neve dal suolo pubblico
Ma sei scemo? Io mi armo di buona volontà e a rischio di scivolare e spaccarmi una gamba mi metto a rimuovere la neve dal marciapiede. E devo pure aspettarmi che arrivi il vigile a multarmi perché ostacolo la circolazione pedonale? E chi cazzo vuoi che circoli finché non rimuovo sto metro di neve che è scesa, porca d’una puttana?!?

- Circolare con l’auto sulle aiuole dei parchi
“Guarda che bell’aiuola, piena di tulipani circondati da piccole rocce a punta! Che dici, ci passo sopra con la Panda così mi devasto per bene asse, semiasse e cerchioni?” “Ma sì, dai, che bella idea. Occhio solo che non ci vedano, che poi rischiamo la multa”. Vabbé, andiamo bene…

- Far esplodere botti e prodotti pirotecnici all’interno di ospedali e case di cura.
Chi l’ha scritto è un criminale, perché sa benissimo che a nessuno verrebbe mai in mente e vuole proprio suggerire questo bello scherzo. D’altra parte – questo è il messaggio subliminale – rischi una multa di soli 160 euro a fronte dell’immenso divertimento di fare i fuochi d’artificio in ortopedia o di piazzare i miniciccioli nella mensa dell’ospizio. Pensaci, potrebbe essere la giornata più divertente della tua vita!

In compenso è obbligatorio affiggere cartelli che comunicano il divieto di fare fuochi d’artificio in ogni luogo in cui si svolgano manifestazioni pubbliche, ed è altresì obbligatorio garantire un’assidua sorveglianza per assicurarsi il rispetto del divieto. Francamente a ogni concerto cui sono andato non ho mai notato i cartelli “Severamente vietati botti, petardi e fuochi d’artificio”, ma forse sono io che sono distratto.

No Comment. Non perché non abbia commenti da fare. È che non vorrei fossero vietati.

8 maggio 2009

Dall'onda allo tsunami.

Si sono svolte a Torino le elezioni universitarie.
I ragazzi dell’onda (Studenti Indipendenti) si pigliano circa il 40% dei voti, la maggioranza assoluta nel senato studentesco e la maggioranza degli eletti in quasi ogni organo.
L’UDU, che era la maggioranza, si ferma intorno al 10% e passa di colpo dalla stanza dei bottoni a trovarsi fuori dal parlamento studentesco. Un po’ come la sinistra arcobaleno, ma senza sinistra (essendo tutti in zona pd, e visto che proponevano di applicare una aliquota unica per le tasse universitarie, per la serie “piccoli tremonti crescono. male”). Ora stanno cercando un veltroni da mandare in africa, o perlomeno qualche veltronino da mandare davvero all’università. A studiare.
Obiettivo Studenti (lista più conosciuta con la sua abbreviazione, CL) vede schiantarsi la vecchia maggioranza e comunque rimane all’opposizione. Un po’ come il Pds nel 1994: loro cercano ora un Occhetto come capro espiatorio (d’altra parte l’espiazione era nel loro programma, insieme a penitenza e provvidenza) e attendono istruzioni dalla madonna su dove trovarlo. Magari in mezzo alle fette di pane e nutella.
Il Fuan non è più solo l’organizzazione dei giovani di An, ma anche di Forza Italia e Lega. Insomma, praticamente il Pdl. Si piazza praticamente alla pari con l’UDU e festeggia l’avvicinamento all’ambita posizione di maggiore forza di opposizione. Insomma, applicano il principio del Pd: “chi s’accontenta gode, e non conta un cazzo”.
I neri che odiano i neri (i fascistelli della lista Arcadia, nome identico a quello di un noto ristorante torinese per denunciare il magna magna della politica) prendono il 3%. Che è comunque una percentuale maggiore rispetto a quella dei neuroni funzionanti nei loro cervelli.
Prospettive future?
I vincitori porteranno avanti le idee dell’onda e dei collettivi a nome degli studenti.
I ciellini si opporranno in nome di dio, di gesuccristo e dello IOR.
Il Fuan organizzerà feste di compleanno con il rettore, che chiameranno Papi.
Arcadia organizzerà qualche pestaggio, tanto per passare il tempo.
L’UDU farà primarie, congressi, tattiche, controtattiche, controcongressi, correnti, fondazioni e qualche lotta interna, per non farsi mancare nulla. Obiettivo: scendere al 5% in nome della vocazione maggioritaria, superare gli steccati del novecento (possibilmente all’indietro) e navigare (rigorosamente a vista) nel mare del rinnovamento. Dove saranno travolti, ça va sans dire, dallo tsunami.

23 aprile 2009

A tutto c'è un limite.

Eh sì, a tutto c'è un limite. Per legge.
Ora che in Lombardia è vietato mangiare il kebab all'aperto, ai milanesi toccherà stare ad agosto dentro a quei forni per 10 minuti a mangiare un panino. A sto punto faranno un'ordinanza della serie "è vietato andare in giro sudati" e finalmente potranno arrestare qualche milione di persone.
Intanto l'Espresso ci informa su alcuni simpatici divieti in giro per l'Italia...e Angolosbocco scopre che nella sua Torino c'è il più stupido di tutti!
Eh sì. Perché, vedete, vietare "i locali etnici in centro" (Lucca) o "la sosta nei parchi per gruppi superiori alle tre persone" (Novara) rientrano nella follia un po' xenofoba e un po' proprio follia-follia della destra italiana.
Ma a Torino no, non c'entra la destra, e non c'entra nemmeno la mente bacata di qualche assessore: noi non abbiamo i pazzi che lanciano crociate contro i lavavetri o contro i sacchetti di plastica. Siamo gente di buonsenso, noialtri.
Eppure.
Eppure esiste un'ordinanza che vieta di gettare indumenti nelle piscine.
No, dico, ma a chi cazzo verrà mai in mente di gettare indumenti in una piscina? Ma vi vedete la scena? Il ragazzino arriva alla piscina comunale, paga l'entrata, va negli spogliatoi, si leva i pantaloni e li mette un attimo da parte, si infila il costume e...via di corsa, con i pantaloni in mano, per riuscire a buttarli in acqua prima che il bagnino lo fermi!
Ma davvero c'è qualcuno che pensa che una cosa del genere possa succedere?
Ma poi, se anche ci fosse un pazzo che lancia cappotti nelle piscine, a cosa vuoi che serva un'ordinanza? Se vedi uno che lo fa, lo avvicini e gli dici "no guardi, forse non lo sa, ma qui a Torino è vietato"? O meglio: visto che questa ordinanza ce l'abbiamo solo a Torino, vuol dire che nel resto d'Italia posso andare in piscina e mettere a mollo un paio di boxer e qualche maglietta?
Io non so più cosa dobbiamo aspettarci.
Un'ordinanza che vieta di scambiare i vetri colorati dei semafori? Un'ordinanza che vieta di ruttare quando si è in coda all'anagrafe? E perché non un'ordinanza per vietare di togliersi le scarpe sui pullman? O un bel regolamento comunale che vieti di giocare a basket nei cinema e che vieti pure di appendere poster dei Doors nelle chiese?
E' proprio vero che a tutto c'è un limite. Ma proprio a tutto, perlomeno in Italia.
Ora vado, se no i calzini che ho lasciato a mollo in piscina si impregnano troppo di cloro.

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