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"Quando ho la sensazione che in fabbrica ci sia un po’ di disordine – mi diceva un giovane industriale – quando vedo che si profila uno sciopero, io prendo il mio yacht. Me ne vado. In crociera. Alle Bahamas. E mi porto dietro un po’ di operai". "Come viaggio premio?". "No, come ostaggi".
(Marcello Marchesi)


STUPIDARIO COMUNALE

"Mia figlia è stata assunta fruttai" (full-time, ndr)
"Melfi non è in Campania? AH già, infatti i miei parenti sono della costiera amalfitana, vengono da Malfi"
"Qui c'è una lettera che mi critica sul giornale. Ah, ma voglio proprio vedere la Stampa di domani. C'è scritto 'segue firma', domani la pubblicheranno!"

"Ho visto un soggiorno lifting..."
"C'è stata un'altra manifestazione di splatters"
(nel 1998): "Sono indaffarata per il centenario della Repubblica
"Ho saputo che tuo padre ha avuto un iptus".
"C'è in linea l'assessore della Fiat".
"Hanno trovato un pesce metà squalo metà serpente. Esiste da 80 milioni di anni!"."E' tutta colpa degli esperimenti nucleari".
"Abbiamo il nostro uomo all'Havana". "Non conosco il dottor Lavana".
(cercando la dott.ssa Cortese): "Avrei appuntamento con la dottoressa Gentile".
"Scusate il ritardo, ho dovuto portare mia moglie dallo speleologo".
(parlando dei propri associati): "I miei sudditi..."



__________________________________

"Per egemonizzare il pd servirebbe un esorcista". (tatablues)

"Ratzy è un pinguino vestito di bianco che dice porcherie". (Ale della classe di Antigone)




"Gli aziendalisti sono diversamente universitari".
(Zarathustra)

"Yes, weak end". (Indyeuge)




La frase del momento
La cordata, non c'è altro modo.

La jena più bella degli ultimi giorni

Infiltrati.
Maroni lancia l'allarme su possibili infiltrati nel corteo della Fiom. Oddio, ci va anche lui?

[www.lastampa.it]

Consigli per gli acquisti
Un terzino destro.

Il mio personale Pantheon del momento
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Giacinto Facchetti

La canzone del momento
Save the last dance for me (Tina Turner)

 

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9 ottobre 2007

- 4 alle primarie.

Oggi Enrico Letta sarà a Firenze, per ricordare che non solo siamo a meno 4 dalle primarie, ma pure la Fiorentina è a meno 4 dall’Inter. A Firenze il sottosegretario con la N maiuscola (la N di nipote) si metterà a lavare vetri, per spiegare che il Pd sarà solidale con gli immigrati, e poi si farà arrestare, per spiegare che la sicurezza non è né di destra né di sinistra: semplicemente è assicurata con lui al fresco. Poi non importa se è San Vittore o Pinguino De Longhi.

Rosy Bindi al mattino sarà allo zoo per fare una mezz’oretta di lotta con il leone, che abbatterà con nonchalance canticchiando “il veltroni si è addormentato e paura non mi fa… auimmaué auimmaué…”. Quindi Rosy andrà a Torino, ma non al Lingotto: visiterà la Fiat di Mirafiori alzando da sola una panda bianca. Il Wwf protesterà, trattandosi dell’unica panda bianca femmina presente in Europa e quindi non è proprio il caso di sottoporla a fumo passivo di hashish (si sa, non c’è rosy senza spini).

Piergiorgio Gawronsky sarà all’anagrafe di Roma per cambiare il nome in Gavaroni, nonostante Schettini insista perché cambi in Piercomandante Kirk. All’anagrafe però, visto il cognome tipico della provincia di Nuoro, gli diranno di andare nel paese d’origine: il planet pig (o porco mondo, a scelta).

Mario Adinolfi entrerà nell’assemblea costituente del Pd e lì rimarrà incastrato tutto il giorno.

Walter Veltroni terrà uno storico discorso a Genova (perché ha i giorni tutti uguali), dopo aver esposto dal Campidoglio la bandiera beige della campagna “compra anche tu un lecca-lecca al lampone per i bambini birmani”. Nel discorso Veltroni toccherà tre temi cruciali: 1) un nuovo meraviglioso patto fiscale grazie a cui lo Stato spenda di più e tutti paghino di meno ricavandone gioia e tripudio; 2) un nuovo splendido patto generazionale in cui i giovani aiutino le vecchine ad attraversare la strada (che mica lo può fare sempre lui e Franceschini non c’ha mai voglia) e le vecchine aiutino i giovani a scoprire la bellezza della vita e dei veri valori democratici – laici – cristiani – liberali – riformisti - socialisti? (no, socialisti no); 3) una nuova magnifica patta dei jeans, che fanno molto americano e quindi Kennedy, che serva a tendere la mano (o altro) al celodurismo leghista nonché all’on. Mele e all’Udc, in nome di un sano machismo di nuovo conio (quello per chi ha le dimensioni di una moneta da 2 euro): perché il corpo è un mezzo di comunione e comunicazione straordinario, e allora uniamoci nell’estasi dell’amor democratico, con passione e castità. Insomma, una flebo di confettura e via, tutti ai gazebo, che qui si fan l’Italia e le more.

9 ottobre 2007

- 5 alle primarie.

Enrico Letta sarà a Genova, per ricordare che anche il Genoa è a meno 5, ma dall’Inter. Il Nipote con la Enne maiuscola si recherà quindi in visita alla Eminflex, azienda che nel Pd avrà un ruolo centrale per tre motivi. Prima di tutto se Letta non si occupa di letti non si capisce chi dovrebbe farlo: Rosy si occupi di giardini, Walter di toilette e Gawronsky di lingue straniere. Poi c’è da rilevare che Emin è anche l’inizo di Eminenza (per non dimenticare le radici cristiane) e di Eminem, per non dimenticare che Letta rappresenta la generazione hip hop, nonche la generazione (per dio!) hip hip (urrà!). Infine è chiaro che il nome dell’azienda termina con Flex, come flexsecurity, perché un materasso deve essere morbido e accogliente, ma deve anche essere un’ancora di salvezza in caso di disoccupazione, perché i disoccupati non lavorano, mica non dormono. Eh.

Rosy Bindi sarà al mattino al lavoro al ministero della famiglia, che ancora non ha capito se averglielo assegnato è un atto di stima o una presa per il culo. Dopo aver creato una famiglia con il suo corpetto in cemento armato, andrà a un incontro con i suoi sostenitori a Matera. I suoi sostenitori sono molti, anche perché in pochi farebbero un po’ di fatica. In serata si recherà a Bari e durante il tragitto leggerà le ultime dichiarazioni di Veltroni rilasciando una tra le seguenti dichiarazioni: “Veltroni strumentalizza le donne a scopi elettorali, ma l’unica vera femminista sono io”, “Veltroni crede di avere le tette, ma l’unica vera femmina sono io”, “Veltroni è puffo fuori, ma stronzo dentro”. In ogni caso sono tutte e tre dichiarazioni condivisibili.

Piergiorgio Gawronsky non farà campagna elettorale, impegnato come sarà tutto il giorno all’università, dove sta seguendo un corso per imparare a leggere il suo cognome. Lui ne farebbe anche a meno (“tanto mica mi chiamo da solo” è solito dire componendo il numero del proprio cellulare dal telefono di casa), ma segue il corso per sfuggire al suo candidato vice, Schettini, che continua a spiegargli che per vincere bisogna prendere i voti alieni.

Mario Adinolfi scriverà un articolo sul suo blog (GenerazioneInversioneDiMarcia.alleluja.vat) citando Kundera e l’insostenibile leggerezza dell’essere, dicendo che lui non è tanto leggero, ma tanto l’importante è avere voti, non essere voti. Fassino dichiarerà che va ascoltato attentamente.

Walter Veltroni rilascerà un’intervista al Corriere spiegando l’organigramma del futuro Pd: lui a capo, Franceschini vice e poi una meravigliosa moltitudine di donne e uomini, registi e gazebi, uniti nell’estasi dell’amore, della concordia e dello spirito divino, che però va bene anche dibirra, lui mica vuole discriminare. Si recherà quindi in Campidoglio a esporre una bandiera viola, simbolo della campagna “ciotole di riso per tutti gli uomini di buona volontà”. Infine, in serata, sarà a Milano a inaugurare – nella parrocchia di San Tal, santo protettore dei succhi di frutta – la mostra fotografica “Mai stati comunisti – storie di ordinaria rinascita”, una serie di 40 bellissimi scatti in bianco e nero che ritraggono Ferrara, Bondi e lui: il grasso, il poeta e l’amico delle vecchine.

26 settembre 2007

Maipiùsenza: le domande di Ilvo Diamanti / 2.

Tornano le domande che Diamanti rivolge ai candidati segretari del Pd. Dopo le prime cinque, uscite su repubblica, ecco la sesta, in anteprima su Angolosbocco!

Come è la tua colazione democratica?


Rosy Bindi. Cerco di stare leggera, come leggero dovrà essere il Pd, sempre che gli sgherri al soldo di quel gaglioffo di Veltroni non lo riempiano di piombo, maledetto Pat Garret. Comunque mangio poco: un etto di pancetta, due uova, un pomodoro, due etti di ostie. Bevo ancora meno: un caffè, un bicchiere di vin santo e mezzo litro di acqua santa. Poi carico la colt e inizio la giornata.

Enrico Letta. Noi giovani facciamo una colazione veramente democratica, il che significa prima di tutto che non facciamo mai colazione da soli. Io cerco sempre di prendere il mio giovane cappuccino senza schiuma (che fa matusa) in compagnia di giovani come me, con i quali confrontarmi sui tempi che corrono: Giuseppe Cossiga, Nando Dalla Chiesa, Filippo Andreatta, Chanel Totti, Gianmarco Materazzi.

Walter Veltroni. La colazione è importante, ma anche il pranzo e la cena lo sono. Certo, non possiamo scordarci di chi in Africa non ha nulla da mangiare a colazione: per questo ogni mattina presto, dopo aver aiutato due vecchiette ad attraversare la strada per andare a fare colazione, vado in posta e spedisco una tazzina di caffè fumante in Sierra Leone. In questa epoca di meravigliosi e magnifici cambiamenti anche la colazione deve essere una colazione del XXI secolo: attiva, buona, felice, calorica, dietetica. La mia, in ogni caso, la prepara Bettini.

Mario Adinolfi. La mia colazione è a base di carne di cane sovietico: Laika Laika Laika. Anche perché io quando c’era l’Urss stavo orgogliosamente da questa parte, con la Dc, a causa della mia difficoltà a superare di slancio il muro di Berlino. Fortuna che gli steccati del novecento si potevano abbattere e non ho dovuto saltare, che se no dovevo farmi prima quattro litri di olio Cuore.

Pier Giorgio Gawronski. La colazione è un elemento fondamentale su cui si misurerà la capacità del Pd di essere un partito liberale. È ora di finirla con le caste che prenotano i cornetti alla crema la sera prima perché loro possono, è ora di eliminare i lacci e lacciuoli che impediscono lo svolgimento libero di una sana colazione democratica. Einaudi a colazione mangiava i Frosties. Anch’io mangio i Frosties, i cereali liberali. Che fa pure rima.

Jacopo Schettini. Ta-ta-ta-taaaaaaaa ta-ta-taaaa [arriva cantando la sigla dell’A-team, ndr]. La colazione? Sull’enterprise democratica noi mangiamo gallette liofilizzate e beviamo il gas delle luci al neon. Questo perché essere democratici significa dire basta a queste colazioni scelte dall’alto, dai politici, dai loro amici o amanti, che poi ci rifilano le spremute d’arancia del II millennio. Io, che propongo di portare il Pd nel XXII secolo con la mia macchina del tempo, non ci sto. Noi non ci stiamo. Democratici! All’attacco! Papparappà Papparà [se ne va cantando la colonna sonora di Indiana Jones, ndr].

23 settembre 2007

V-day.

70.000 persone. Che poi è la media tra i 139.999 dichiarati dagli organizzatori e l’1 dichiarato dalla questura (l’1 era il questore, ma pare avesse sbagliato posto).
70.000 persone che pur di stare insieme hanno pagato il biglietto, un po’ come alle lezioni di bella politica tenute da Veltroni insieme ai suoi tre aiutanti (Goffredo Bettini, Scooby Doo e le tagliatelle di Nonna Pina).
Rabbia poca, a dire il vero. Più che altro voglia di esserci, di partecipare, e anche di divertirsi.
In tre ore applausi (tanti), e slogan contro il clero, contro i sessantottini voltagabbana, contro i signori della guerra e contro la classe politica al potere.
Forse poche proposte concrete, ma certo non si possono ignorare 70.000 persone anche quando dicono semplicemente “No”.
Da tutto questo nascerà un partito? Una lista civica?
Ancora non ci è dato saperlo.
Ma in ogni caso, è stato un gran bel concerto, quello di Vasco.

P.s. Per chi non credesse agli slogan contro il clero, contro i sessantottini "voltagabbana" e contro la classe politica al potere, vada a leggersi i testi di "C'è chi dice no", "Stupendo", "Gli spari sopra". A proposito: Gli spari sopra pare che sia l'inno che la Bindi propone per il Pd, in alternativa a quelli proposti da Veltroni ("Ci son due coccodrilli"), da Letta ("Noi siamo i giovani") e da Schettini (la sigla di Star Trek).

19 settembre 2007

Maipiùsenza: le domande di Ilvo Diamanti.

Dopo le due domande (le radici e le foglie, l’orizzonte) rivolte da Diamanti ai candidati segretari del Pd (con tanto di risposte votabili via sondaggio telematico), ecco in anteprima la terza, con le sei risposte dei candidati.

Il mezzo di trasporto. Se immagini il Partito Democratico come un viaggio di milioni di entusiaste persone verso un meraviglioso orizzonte, quale mezzo di trasporto prendi in considerazione?

Rosy Bindi. Se il Pd deve essere una cosa nuova e costruita davvero insieme, non ha senso indicare un mezzo di trasporto ora. Il mezzo di trasporto è una delle decisioni più importanti che vanno prese collettivamente, senza diktat romani e senza che Veltroni e i suoi sgherri la facciano da padrone. Io sono favorevole al treno, comodo e a buon prezzo, ma – ripeto – solo la partecipazione dei cittadini può risolvere questo rebus. E in ogni caso è ora di cambiare. Sempre se non perdo la coincidenza con il regionale delle sei.

Enrico Letta. L’elicottero, perché è il simbolo universale del ricambio generazionale (dato che si alza in verticale contro tutto e tutti) e della mobilità sociale: la politica è troppo distante dalle giovani generazioni, da quei giovani che a diciotto anni comprano subito l’elicottero. E d’altra parte dall’alto l’orizzonte liberale si vede anche meglio, perché ricordiamoci che la libertà deve essere sempre al centro del Pd,
e libero come un elicottero è anche una canzone dei Beatles.

Walter Veltroni. Il Partito Democratico sarà la casa di tutti i mezzi di trasporto, purché siano giustificati da fini (o da Fini). Se devo indicarne uno, però, scelgo la pellicola, quella cinematografica. Perché per viaggiare basta la fantasia e la voglia di volare, perché al cinema si vivono emozioni uniche, perché il cinema italiano ha bisogno di nuove energie e solo il Pd può dargliele, perché raccontare una storia attraverso le immagini è il viaggio può bello che possa esserci, in particolare se fatto in buona compagnia. Io al cinema ci sono nato, nel lontano 1989, e ad esso non posso che essere affezionato.

Mario Adinolfi. La papamobile, ma a metano. Perché il Pd sarà ecologista, laico e cristiano, e poi perché noi dobbiamo realizzare la rappresentanza sociale dei papaboys. Mi pare inoltre un simbolo denso di significato, perché è bianca, è di lusso ed è tanto spaziosa che ci entro pure io.

Pier Giorgio Gawronski. L’Italia oggi ha bisogno di riscoprire una concezione liberale del mezzo di trasporto, ispirata alla grande automobile di Luigi Einaudi. Si tratta di un mezzo di trasporto, l’auto di Einaudi, a cui si può tendere con le armi della liberal-democrazia, come nella storia di Gandhi e della nostra Costituzione.

Jacopo Schettini. L’enterprise, guidati da me insieme al comandante Kirk. Perché il Partito Democratico sarà galattico, colorato, tutto pepe, a luci rosa, allegro, frivolo e anche democratico. Ah, anche i clown, che ai bambini piacciono tanto.

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