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"Quando ho la sensazione che in fabbrica ci sia un po’ di disordine – mi diceva un giovane industriale – quando vedo che si profila uno sciopero, io prendo il mio yacht. Me ne vado. In crociera. Alle Bahamas. E mi porto dietro un po’ di operai". "Come viaggio premio?". "No, come ostaggi".
(Marcello Marchesi)


STUPIDARIO COMUNALE

"Mia figlia è stata assunta fruttai" (full-time, ndr)
"Melfi non è in Campania? AH già, infatti i miei parenti sono della costiera amalfitana, vengono da Malfi"
"Qui c'è una lettera che mi critica sul giornale. Ah, ma voglio proprio vedere la Stampa di domani. C'è scritto 'segue firma', domani la pubblicheranno!"

"Ho visto un soggiorno lifting..."
"C'è stata un'altra manifestazione di splatters"
(nel 1998): "Sono indaffarata per il centenario della Repubblica
"Ho saputo che tuo padre ha avuto un iptus".
"C'è in linea l'assessore della Fiat".
"Hanno trovato un pesce metà squalo metà serpente. Esiste da 80 milioni di anni!"."E' tutta colpa degli esperimenti nucleari".
"Abbiamo il nostro uomo all'Havana". "Non conosco il dottor Lavana".
(cercando la dott.ssa Cortese): "Avrei appuntamento con la dottoressa Gentile".
"Scusate il ritardo, ho dovuto portare mia moglie dallo speleologo".
(parlando dei propri associati): "I miei sudditi..."



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"Per egemonizzare il pd servirebbe un esorcista". (tatablues)

"Ratzy è un pinguino vestito di bianco che dice porcherie". (Ale della classe di Antigone)




"Gli aziendalisti sono diversamente universitari".
(Zarathustra)

"Yes, weak end". (Indyeuge)




La frase del momento
La cordata, non c'è altro modo.

La jena più bella degli ultimi giorni

Infiltrati.
Maroni lancia l'allarme su possibili infiltrati nel corteo della Fiom. Oddio, ci va anche lui?

[www.lastampa.it]

Consigli per gli acquisti
Un terzino destro.

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29 febbraio 2008

Veltroni in fa diesis minore.

Ah, il festival di Sanremo. Se non ci fosse, bisognerebbe abolirlo. Ma siccome c’è, ce lo teniamo.
Quest’anno grande novità sul palco dello storico teatro (che per la par condicio cambierà nome ogni sera: Ariston, Candy, Zoppas, Rex, Whirpool): nella penultima serata (stasera) a cantare saranno i politici. L’associazione magistrati ha subito commentato: “era ora, è dal 1992 che aspettiamo”.

I rossi per caso. Quintetto dalle sonorità velleitarie: Ferrero suona la batteria in levare, Diliberto dirige il coro dell’Armata Rossa, Mussi suona un sax baritono che è più alto di lui, Pecoraro Scanio suona la tastiera senza amplificarla perché è ambientalista, Bertinotti canta “Quant’è bella l’opposizione da Trieste in giù”.
Pierferdi Ponce e Pezzotta Di Tonno. Coppia affiatata e tradizionale: il bello che tromba e l’obeso che strombazza. Casini canta un rap di grande spessore (“Io c’entro, al centro, io centro il centro, dove andiamo?, andiamo in centro, io c’entro, fammi entrare, così io c’entro, cisti get down, yeah yeah). Pezzotta lo accompagna suonando il clacson.
Silvio & i libertini. Silvio canta senza scendere lo scalone (che infatti vuole ripristinare), così almeno lo vedono. La canzone è di grande impegno: “La sinistra vi ha messo in ginocchio, e mo’ noi apriamo la patta” (testo di Bondi, musica di Apicella). I libertini che lo accompagnano sono dei ballerini: metà sono Amici di Maria De Filippi, metà sono amici di Silvio (Tremonti, Micciché, Riina junior, Dell’Utri e qualche ultras che non fa mai male). Sono nettamente i favoriti.
I nomadi residenti. Una big band dalla grande presenza scenica, anche se alcuni critici dicono che le sonorità sono un po’ confuse: Franceschini suona il flauto (eseguendo qualcosa che assomiglia alla musichetta barilla), Binetti il tamburello (percuotendolo sul suo cilicio), Bindi la tromba (ma Binetti non è così contenta di essere rombata da Bindi), D’Alema fischietta “mamma dammi cento lire che in america voglio andar”, Rutelli alla chitarra fa un giro di do, Finocchiaro alla tastiera fa un giro di sol, Bonino fa un giro di erba, Bersani fa un giro in platea, Marini al sax esegue la canzone dei Puffi, Bettini urla al microfono “yes we can”, Fassino suona il campanello (ma nessuno gli apre mai).
Walter Veltroni. (nome d’arte di Uolter Ueltroni, scelto in occasione del festival). Lo struggente brano (“Io canto da solo”) non prevede l’accompagnamento dell’orchestra, ma Walter non canta proprio da solo. Man mano, durante l’esibizione, lo affiancheranno un operaio, un imprenditore, un gay, un naziskin, uno juventino, un arbitro onesto, un giovane, una donna, un prete, una suora pedofila, un mafioso pentito, un pentito d’essere pentito, un ricercatore, un trovatore, harry potter, Biancaneve in quota “cartoni”, Marco Pannella in cartone e basta.

25 febbraio 2008

Cose di Angolocasa / 2.

Cose di Angolocasa ritorna, a grande richiesta (grande come l’intelligenza di Fassino, per capirci). In un periodo di campagna elettorale (ma anche città e montagna elettorali, mica vogliamo discriminare), è importante riportare gli umori della base, che vanno poi moltiplicati con i sapori dell’altezza per poter coronare un sogno: andare in giro a costruire quadrati sull’ipotenusa (abusivamente).

I coccodrilli della mia collezione hanno fatto una lunga assemblea per decidere chi votare. Alla fine voteranno tutti per la Sinistra Arcobaleno, perché ha un simbolo con tanti bei colori. Il coccodrillo con le ruote, Fabio, mi ha confidato: “Se mentre voto mi metto a piangere pensando alle sorti della sinistra italiana, sappi che non sono lacrime di coccodrillo”. In effetti come dargli torto?

Il nuovo pentolino, Enrico (come Berlinguer), dice che a forza di far bollire l’acqua si è surriscaldato. Quindi non vota: preferisce la lotta armata. Ha già convinto tutti i cucchiaini a scagliarsi con lui contro la borghesia.

Penelope, la caraffa greca iscritta alla FIOM, voterà Sinistra Arcobaleno perché serve un’alternativa di società, o perlomeno del vino più buono.

Spank, il mio cane di tutti i colori, si rifiuta di votare la Sinistra Arcobaleno: dice che per fare il simbolo lo hanno copiato senza pagargli il copyright (il pagamento secondo lui doveva avvenire in cioccolatini). Per protesta voterà la Rosa Bianca: ha visto Pezzotta in tv e si è convinto che da quelle parti di cioccolato ne gira. Avrebbe potuto votare per Ferrara, ma dice che lì il rischio è opposto: quello il cioccolato se lo mangia tutto!

Il Computer, Woodstock, dice che è stufo. Stufo di fare il segretario del grande brachetto, che a lui il vino dolce non piace nemmeno. Ma soprattutto è stufo di dover scrivere puttanate sotto dettatura. Mi ha chiesto se ci fosse un governo sul quale Angolosbocco non avrebbe nulla da obiettare. Gli ho detto che un bell’esecutivo monocolore dell’Ultima Spiaggia potrebbe andarmi bene. Mi ha guardato dritto negli occhi, i suoi tasti CTRL nelle mie pupille, ha fatto una sonora risata (nelle casse) e ha detto che andrà al mare con lo screen saver “yes, week-end”. Sto ingrato.

Frigo, il frigorifero, è l’ecologista di casa. Ormai è sempre spento per risparmiare e non serve a nulla, ma lui ribatte sempre che un frigo spento serve eccome, serve a risparmiare energia. Dice che lui non vota, così risparmia.

La tartaruga di nylon, Giovanni, voterà Pd. Mi ha detto che Fassino gli fa tanta simpatia. Però mentre parlava rideva sotto i baffi di nylon (che non ha). Alla fine ha ammesso che non sapeva nemmeno delle elezioni, impegnato com’è ad allenarsi per la prossima sfida con Achille.

L’orso Meo (l’orso di peluche che dice di essere il sindaco della CGIL e gira per casa con una bandana della CGIL a mo’ di fascia) dovrebbe essere capolista in Piemonte per L’Ultima Spiaggia. Dice che conta pure di entrare al governo, ovviamente con il ruolo di sindaco della CGIL. Gli ho chiesto se vuole il mio posto di ministro delle telecomunicazioni, ma lui ha risposto che non è mica un orso di peluche per tutte le stagioni.

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