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"Quando ho la sensazione che in fabbrica ci sia un po’ di disordine – mi diceva un giovane industriale – quando vedo che si profila uno sciopero, io prendo il mio yacht. Me ne vado. In crociera. Alle Bahamas. E mi porto dietro un po’ di operai". "Come viaggio premio?". "No, come ostaggi".
(Marcello Marchesi)


STUPIDARIO COMUNALE

"Mia figlia è stata assunta fruttai" (full-time, ndr)
"Melfi non è in Campania? AH già, infatti i miei parenti sono della costiera amalfitana, vengono da Malfi"
"Qui c'è una lettera che mi critica sul giornale. Ah, ma voglio proprio vedere la Stampa di domani. C'è scritto 'segue firma', domani la pubblicheranno!"

"Ho visto un soggiorno lifting..."
"C'è stata un'altra manifestazione di splatters"
(nel 1998): "Sono indaffarata per il centenario della Repubblica
"Ho saputo che tuo padre ha avuto un iptus".
"C'è in linea l'assessore della Fiat".
"Hanno trovato un pesce metà squalo metà serpente. Esiste da 80 milioni di anni!"."E' tutta colpa degli esperimenti nucleari".
"Abbiamo il nostro uomo all'Havana". "Non conosco il dottor Lavana".
(cercando la dott.ssa Cortese): "Avrei appuntamento con la dottoressa Gentile".
"Scusate il ritardo, ho dovuto portare mia moglie dallo speleologo".
(parlando dei propri associati): "I miei sudditi..."



__________________________________

"Per egemonizzare il pd servirebbe un esorcista". (tatablues)

"Ratzy è un pinguino vestito di bianco che dice porcherie". (Ale della classe di Antigone)




"Gli aziendalisti sono diversamente universitari".
(Zarathustra)

"Yes, weak end". (Indyeuge)




La frase del momento
La cordata, non c'è altro modo.

La jena più bella degli ultimi giorni

Infiltrati.
Maroni lancia l'allarme su possibili infiltrati nel corteo della Fiom. Oddio, ci va anche lui?

[www.lastampa.it]

Consigli per gli acquisti
Un terzino destro.

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La canzone del momento
Save the last dance for me (Tina Turner)

 

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22 maggio 2009

Tg Angolo. Speciale “agnelli & dintorni”.

Ran Ieri.
Esonerato il tecnico della Juve. Il nuovo allenatore, che dovrà lanciare difendere il terzo posto, è notoriamente un fan dell’attacco di sfondamento, del centrocampo di peso e della castità di Legrottaglie. Buffon esprime qualche dubbio: “Massima stima per l’uomo, ma non sono sicuro che Giuliano Ferrara sia il tecnico giusto”.

Fiat.
Marchionne scatenato: dopo Chrysler, ora Fiat vuole acquisire anche Opel. Ci si attende a giorni l’annuncio dell’acquisizione di Giochi Preziosi (per piazzare le ultime Multiple come meccano, da smontare e rimontare a piacimento) e di Indesit (per celebrare la lavapiatti più venduta d’Italia, la Duna).

Influenza suina.
Continua l’allarme in giro per il mondo in merito all’influenza porcella. Una ragazza (che rimane nell’anonimato) ha raccontato la propria esperienza: “Ho subito l’influenza dei maiali, e subito ho avuto il bisogno irrefrenabile di darla via a chiunque. Mi sono fatta perfino Del Piero. Non che sia un brutto ragazzo, ma lui proprio non voleva saperne a meno che non mi facessi chiamare Antonio”.

Suni.
È mancata Susanna Agnelli. Sgomento tra le folle: “Ma era ancora viva?!?”.

Zero tituli.
L’Inter vince il quarto scudetto consecutivo, mentre Juve e Milan concludono la stagione a mani vuote. Non è satira, ma fa ridere lo stesso.

Ancora Fiat.
Svelato il piano di fusione con Opel, ideato da Lapo. L’Opel Corsa si chiamerà Fiat Fashion e avrà di serie: sedili di jeans strappati, vetri a specchio, carburatore di Prada e pneumatici triangolari, che quest’anno il tondo è così tremendamente fuori moda. L’Astra invece rimarrà quasi invariata: avrà in più solo il cambio che vibra e si chiamerà Patrizia.

22 gennaio 2009

Un cantante della madonna.

Povia canterà a Sanremo “Luca era gay”, storia della prodigiosa guarigione di un povero invertito, portato da una donna sulla retta via della topa.
Quello che ancora non si sa è che questa sarà solo la prima canzone di un nuovo filone musicale, quello della guarigione, detto anche “dio’n’roll”.
Ecco le altre novità in arrivo.

“Walter era comunista”, di Bettini-Chiti-Fassino, canta Giovanna Meandri.
Canzone sulla miracolosa conversione di un giovane politico, che scopre il Mc Donald’s e capisce che un’ideologia senza hamburger è una barbarie. La conversione è così convinta che il protagonista alla fine nemmeno ricorderò i propri tragici trascorsi.

“Gesù era ebreo” scritta da Mel Gibson e interpretata da Nicola Legrottaglie.
Ballata vagamente country che canta, sotto forma di lettera di tal Paolo a un gruppo di amici (i corinzi), la travagliata storia di un giovane scapestrato, che abbandona l’avarizia per trovare la felicità negli insaccati.

“Micheal era negro”.
Il grande ritorno sulle scene di Micheal Jackson, che in terza persona racconta come si può smettere con il basket, disimparare a suonare i bonghi e perfino ridurre la lunghezza del proprio pene.

“Mara era velina” di Apicella-Berlusconi-Bondi, canta Mariano Apicella.
Struggente romanza in napoletano sulla difficile vita di una ragazza, che dopo anni di tristi spogliarelli e blasfemi ammiccamenti, scopre la bellezza della castità e l’amore per l’impegno nei confronti del prossimo, fino a diventare prima stagista alla casa bianca e infine ministro in Italia.

“Luca era ridiventato gay”, che sarà presentata da Povia a Sanremo nel 2010, scritta dallo stesso Povia insieme a Bagnasco e Ferrara.
Luca non regge la pressione che deriva dall’essere ormai diventato simbolo dei “circoli della gnocca” e scappa dalla famiglia. Ritrovato da un parroco in una sauna per soli uomini, Luca si pente definitivamente e annuncia a tutte le tv che una vita senza figa non vale la pena di essere vissuta, convince i gay a effettuare suicidi di massa e prende così il posto dello spirito santo nella divina trinità.

16 luglio 2008

Ah beh.

La Lega dà l’alt a Berlusconi: “prima della giustizia c’è il federalismo”.
Ah beh, ora sì che siamo tranquilli.
Ci aspettiamo che la destra sociale dica “prima della giustizia c’è da licenziare i professori gay e da espellere tutti i non ariani”.
Poi sarà la Dc di Rotondi a parlare: “prima della giustizia c’è il ponte sullo stretto e la privatizzazione della scuola pubblica”.
E a quel punto Lombardo con il suo Mpa dovrà pronunciarsi: “prima della giustizia c’è da aumentare lo stipendio ai deputati siciliani”.
E vogliamo mica dimenticare i liberali di Forza Italia? Capezzone and company tuoneranno: “Prima della giustizia c’è da demolire il diritto del lavoro e da devastare i sindacati”.
Gasparri sarà perentorio: “Prima della giustizia c’è da salvare Rete4 una volta per tutte”.
E infine interverranno in coro i simpatici Pera e Ferrara: “Prima della giustizia c’è da ufficializzare la totale cessione di sovranità al Vaticano”.
È un periodo difficile: non sai più qual è la padella e qual è la brace.
Ah, quant’era meglio il governo Prodi: non faceva un cazzo di niente. Ed era quella la migliore garanzia per tutti...

4 aprile 2008

Uova su Ferrara.

Ferrara contestato a Bologna da ragazzi che gli hanno tirato contro pomodori, cubetti di mortadella e uova.
Ferrara si è molto lamentato del trattamento ricevuto, per diversi motivi:

1) La carbonara e l’amatriciana si fanno con la pancetta, non con la mortadella
2) Tirargli le uova addosso è una cretinata, perché si rompono e si sprecano. Una mira migliore avrebbe permesso di centrare la bocca.
3) I pomodori non erano a grappolo, che sono i suoi preferiti.
4) In ogni caso 5 uova, 10 pomodori e un etto di mortadella per Ferrara non sono nemmeno un misero spuntino.

Il sindaco Cofferati ha detto che per lui l’amicizia tra Emilia e Romagna è sacra, motivo per cui è molto dispiaciuto che alcuni bolognesi abbiano contestato Ferrara. Meglio sarebbe stato se avessero fischiato Siena, o Milano, o Lecco, o Milanolecco, o Mileccolano.

Un contestatore, intervistato, ha dichiarato: “Guardate che noi non volevamo colpire Ferrara, anzi, abbiamo fatto di tutto per evitarlo. Però ovunque lanciassimo lo prendevamo in pieno. Sembrava di cercare paglia in un pagliaio”.
 

22 marzo 2008

L’angolo della posta (o la posta dell’Angolosbocco)

Caro Angolosbocco,

è con grande gioia, tripudio, frizzi, lazzi e solenghi che le faccio i migliori auguri di buona Pasqua, a nome mio e di B.G. (Bambin Gesù). Oggi festeggiamo la rinascita di Nostro Signore Misericordioso, ma non solo. Vorrei richiamare la sua attenzione su alcuni simboli della Pasqua, troppo spesso dimenticati.
L’agnello di Dio, che a causa della stazza viene frequentemente confuso con Giuliano Ferrara, con la differenza che l’agnello non mangerebbe mai Ferrara, ma non è vero il contrario.
La colomba Pasquale, che dimostra quanto la Chiesa ami anche le colombe che fanno il cambio di sesso.
L’uovo di Pasqua, la cui origine è ambigua: viene dall’Isola di Pasqua, dove i tacchini fanno uova di cioccolato e magari hanno il petto di nocciolato? O l’uovo simboleggia la gallina che è in ognuno di noi, ma soprattutto nella Brambilla? O forse l’uovo è Ferrara in miniatura (ma moooolto in miniatura)?
La grigliata di Pasquetta, che deriva dall’antica tradizione cattolica di accendere un falò e cuocere con gioia e tripudio quel che capita a tiro: un eretico, un laicista, un gay, Ferrara. Nel caso di Ferrara tutto si complica: non basta che capiti a tiro, bisogna essere almeno 130 per abbatterlo. Poi però c’è da mangiare per un anno, altro che Pasquetta.
E infine il Kinder Sorpresa Formato Maxi, con tanto latte e tanto cacao, e con una sorpresa che il tuo bambino proprio non si aspetta: Giuliano Ferrara.
Con affetto (ma annnche con l’affettatrice),

Laico ’84 (Laico_come_il_Papa)

25 febbraio 2008

Cose di Angolocasa / 2.

Cose di Angolocasa ritorna, a grande richiesta (grande come l’intelligenza di Fassino, per capirci). In un periodo di campagna elettorale (ma anche città e montagna elettorali, mica vogliamo discriminare), è importante riportare gli umori della base, che vanno poi moltiplicati con i sapori dell’altezza per poter coronare un sogno: andare in giro a costruire quadrati sull’ipotenusa (abusivamente).

I coccodrilli della mia collezione hanno fatto una lunga assemblea per decidere chi votare. Alla fine voteranno tutti per la Sinistra Arcobaleno, perché ha un simbolo con tanti bei colori. Il coccodrillo con le ruote, Fabio, mi ha confidato: “Se mentre voto mi metto a piangere pensando alle sorti della sinistra italiana, sappi che non sono lacrime di coccodrillo”. In effetti come dargli torto?

Il nuovo pentolino, Enrico (come Berlinguer), dice che a forza di far bollire l’acqua si è surriscaldato. Quindi non vota: preferisce la lotta armata. Ha già convinto tutti i cucchiaini a scagliarsi con lui contro la borghesia.

Penelope, la caraffa greca iscritta alla FIOM, voterà Sinistra Arcobaleno perché serve un’alternativa di società, o perlomeno del vino più buono.

Spank, il mio cane di tutti i colori, si rifiuta di votare la Sinistra Arcobaleno: dice che per fare il simbolo lo hanno copiato senza pagargli il copyright (il pagamento secondo lui doveva avvenire in cioccolatini). Per protesta voterà la Rosa Bianca: ha visto Pezzotta in tv e si è convinto che da quelle parti di cioccolato ne gira. Avrebbe potuto votare per Ferrara, ma dice che lì il rischio è opposto: quello il cioccolato se lo mangia tutto!

Il Computer, Woodstock, dice che è stufo. Stufo di fare il segretario del grande brachetto, che a lui il vino dolce non piace nemmeno. Ma soprattutto è stufo di dover scrivere puttanate sotto dettatura. Mi ha chiesto se ci fosse un governo sul quale Angolosbocco non avrebbe nulla da obiettare. Gli ho detto che un bell’esecutivo monocolore dell’Ultima Spiaggia potrebbe andarmi bene. Mi ha guardato dritto negli occhi, i suoi tasti CTRL nelle mie pupille, ha fatto una sonora risata (nelle casse) e ha detto che andrà al mare con lo screen saver “yes, week-end”. Sto ingrato.

Frigo, il frigorifero, è l’ecologista di casa. Ormai è sempre spento per risparmiare e non serve a nulla, ma lui ribatte sempre che un frigo spento serve eccome, serve a risparmiare energia. Dice che lui non vota, così risparmia.

La tartaruga di nylon, Giovanni, voterà Pd. Mi ha detto che Fassino gli fa tanta simpatia. Però mentre parlava rideva sotto i baffi di nylon (che non ha). Alla fine ha ammesso che non sapeva nemmeno delle elezioni, impegnato com’è ad allenarsi per la prossima sfida con Achille.

L’orso Meo (l’orso di peluche che dice di essere il sindaco della CGIL e gira per casa con una bandana della CGIL a mo’ di fascia) dovrebbe essere capolista in Piemonte per L’Ultima Spiaggia. Dice che conta pure di entrare al governo, ovviamente con il ruolo di sindaco della CGIL. Gli ho chiesto se vuole il mio posto di ministro delle telecomunicazioni, ma lui ha risposto che non è mica un orso di peluche per tutte le stagioni.

22 febbraio 2008

Proverbi e contronomi.

Non c’è peggior sordo di mia nonna.

Non c’è peggior sardo di chi non vuol sardine.

Non svegliare il can che abbaia.

Non c’è trippa per una fava.

Prendere due piccioni in primavera con una rondine e un gatto nel sacco.

Rosso di sera, poi scatta il verde.

Chi la fa, tiri l’acqua. Chi non la fa, l’aspetti. Altrimenti, glicerina.

Chi fa da sé, è Veltroni.

Chi fa per tre ha imparato le moltiplicazioni.

Tanto va la gatta al lardo, ma tantissimo va Ferrara al lardo. E si vede.

Meglio un uovo oggi che tra un anno, che va a male.

Tutto scorre, tranne Ferrara che va a fondo.

Chi dorme non abbaia e non morde. Si spera, almeno.

Chi piglia pesci che dormono, usa una sonnolenza.

Chi di spada ferisce, di spada ferisce.

Chi di spada perisce non piglia pesci.

Tira di più un carro di buoi che un pelo di Binetti.

Buoi e motori, bistecche e dolori dei paesi tuoi.

Fatta la legge, Fatta la scrive: tutto Fatta fa.

Ogni paese è paese.

Bacco Tabacco e Venere è il mio programma elettorale.

Ne deve passare di acqua sotto i ponti. Se no che ponti sono?

Di notte leoni, di giorno leonesse. I ragazzi dello zoo di Casablanca.

C’è rimedio a tutto fuorché a Fassino.

Chi va con Claudio, impara a claudicare.

22 febbraio 2008

Liberi pensieri in libero stato (confusionario) / 2.

Mi è capitato di nuovo: ho letto nel pensiero di un giovane incrociato per strada...

Sono un ggggiovane d’oggi che minchia non so cosa votare, zio fester. Cioè, forse voto Berlusconi perché minchia lui ci toglie l’ici, sì, abbiamo capito bene, ci toglie l’ici, che non cos’è sta ici, ma se lui non la vuole un motivo ci deve essere. Che poi tanto io vado in giro con la mia panda gt turbo diesel minchia surround e non sono mica un ricchione che usa la b’ici. Però forse voto Veltroni perché minchia lui ci va da solo, che a volte quando non c’ho una tipa sotto mano pure io ci vado da solo. A dire il vero lui ci va da solo con Di Pietro, ma tanto da piccolo anch’io, quando non ci avevo una tipa sotto mano, ci andavo da solo con un mio amico, il fratello di Pietro, che minchia poi ci prendevamo le misure e io vincevo, perché cisti wow sono troppo un figo da paura. E poi Veltroni dice che lui è nuovo, e a me mi piace troppo che è nuovo, perché pure io nella mia panda gt turbo minchia surround c’ho messo il woofer nuovo, che poi abbia e fa woofer woofer. Però forse forse voto Casini, perché minchia lui si sblinda quella sorca dell’Azzurra che me la sblinderei di brutto anch’io, ma io non posso mica, e infatti ci vado da solo, e allora magari voto Veltroni. Minchia, potrei votare la Sinistra l’Arca Balena, che minchia le balene mi piacciono un macello, che da piccolo avevo letto quel libro troppo cisti, che si chiamava Moby Line, che la balena vince perché minchia ci sta troppo dentro. Oh, magari voto la Destra, che io scrivo con la destra, e mangio con la destra e quando ci vado da solo uso la destra, e allora magari voto Veltroni. No, Ferrara non lo voto perché minchia è un ciccione incredibile, che per votare un ciccione allora voto una donna, o ancora peggio un ricchione. Minchia, sai che ti dico? Io vado al mare così minchia vado a ballare tutta la notte, mi rimorchio una bella manza e la smetto di andarci da solo, che poi minchia divento cieco e come cazzo si fa a votare se sei cieco, minchia, e poi se sono cieco mica posso guidare la mia nuova panda gt turbo diesel minchia surround. Eh porco due zio fester.

18 gennaio 2008

Liberi pensieri in libero stato (confusionario).

Ho visto un giovane dotato di sana laicità, l’ho bloccato con un incantesimo e gli ho letto nel pensiero. Ecco i risultati:

Domani prendo il treno e vado a roma. Vorrei andare a parigi, ma il treno dei desideri all’incontrario va, si sa. Vado a roma a manifestare la mia solidarietà al papa, perché in italia è pieno di intolleranti che non accettano la sua verità suprema come legge e ciò è moralmente inaccettabile, po*****o. qua c’è gente che non vuole che io possa liberamente esprimere le mie idee, mentre io dico (no, di.co. no, io asserisco) che in uno stato laico ognuno dovrebbe avere il diritto di discriminare un po' chi cazzo gli pare, m***la d’una m*****a!! ed è bene che si sappia che tutti ci stringeremo intorno al papa, e se stringendoci qualcuna rimmarà incinta, beh, è dio che l’ha voluto, d*****e. io vado a dire al papa che ci voglio tanto bene, che lui deve lottare perché l’italia sia finalmente un paese libero, dove se voglio dire che i gay sono malati lo posso dire e se qualcuno mi vuole contestare napolitano gli dice che è ignorante e sovversivo e la polizia lo corca di mazzate. Insomma, i veri laici non sono quelli che permettono a ognuno di fare quel che vuole, ma che sono aperti al dibattito: da una parte gli scienziati con i loro punti di vista sbagliati, dall’altra il nostro mittttico papa con la verità in tasca, che poi quando la esce di tasca tutti fanno “ooohhh” come i bambini, ma lui dice “no scusate, questo è un bigliettino di padre georg” a esce la verità dall’altra tasca, e tutti rifanno “oooohhh” e lui ci dice “non fate oooohhh che sembrate checche” e poi ci legge la verità e noi che siamo laici la impariamo subito a memoria. Così è, e se qualcuno non gli va bene non è laico, di*******do. Che poi noi siamo aperti e vogliamo far incontrare fede e ragione: chi ha la fede ha ragione, chi non ha la fede è perché non è sposato e allora è finocchio e non ci ha ragione, ci ha da curarsi perché è una malattia ed è pure contagiosa, che se stai troppo con quelli lì poi diventi così anche tu, che ti piace il calippo, epperò è contro la natura che ha deciso che il calippo ce l’ha il maschio ma ci piace alla femmina, che a ognuno ci piace quello che gli manca, che insomma un po’ devi sudartele le cose, gesucccristo. Noi non siamo contro agli invertiti, ma mica si possono sposare, anzi, devono pentirsi, che a noialtri al lavoro quando ce l’ho mettono in culo è perché ci stanno fregando, mica perché ci stiamo divertendo, ecco. Io sono laico e quindi vado dal papa a roma, perché lui è il più laico di tutti e infatti si confronta con tutti, e poi chi non è d’accordo ha diritto a non essere d’accordo, ma ha torto e deve essere corcato di botte da tutti, in una società veramente laica e libera. E poi c’ha ragione ferrara, che ora serve la moratoria sulla 194, perché lui ci ha fatto la dieta e adesso indossa la 192. Vai papa, grande papa, sano come un papa, laico come un papa.


16 gennaio 2008

La platea.

Come dice la Stampa, “il Papa rinuncia alla Sapienza”. Francamente, non avevo dubbi. Anzi, se la Stampa è in crisi con i titoli, ho alcuni altri personaggi da suggerire, tutti che hanno rinunciato da tempo alla sapienza. Per non sbagliare si può iniziare con Fassino, ad esempio.
Però non tutti sanno il vero motivo della rinuncia di San Benedetto, l’unico papa oligominerale. Il motivo è un sogno che ha fatto Ruini. Dopo averne parlato con Ratzty, hanno deciso insieme che era meglio lasciare perdere la visita.
Angolosbocco, esempio di giornalismo d’inchiesta, ha lo scoop del secolo: il sogno di Ruini! L’ho intercettato grazie agli amici di Telecom, che saluto. Ed eccolo a voi:


Gremita la platea che accoglie l'Imperatore Palpatine alla Sapienza. Il nome non deriva dalla somiglianza con il cattivo di guerre stellari (ovvio che si somiglino, sono la stessa persona), ma dal soprannome che Padre Georg ha dato a Ratzy nell'intimità: Uno è imperatore delle palpatine, l'altro condottiero delle strizzatine.
Sulla sinistra dell'aula magna ci sono gli studenti, forniti di preservativi ripieni di polpa di pomodoro da lanciare. Il loro tentativo è bloccato da Giuliano Ferrara, che urlando “moratoria o no, 194 è il mio peso forma” li assale e mangia tutto: polpa di pomodoro, profilattici, due studenti e quattro sedie.
Sulla destra sono schierati i papaboys, divisi tra le associazioni pro-patria, pro-messa e quella degli scomunicati (eretici erotici): la pro-tetta. Sono pronti, all'ingresso del Papa, a buttare in aria migliaia di coriandoli bianchi e gialli. Quando entra in sala Rita Levi Montalcini si confondono e gettano i coriandoli. Il problema è subito risolto da Giuliano Ferrara, che li mangia tutti, e già che c'è si pappa pure un papa-boy e un microfono.
In mezzo le autorità. In prima fila la Binetti è elegantissima, avvolta in un vestito di Chanel (Totti) e in un cilicio di Christian (Dior); Veltroni indossa il cappello delle grandi occasioni (quello fottuto da Intini al Grande Puffo nel '90 e regalato a Uolter per il suo primo compleanno); Rutelli è sommerso dal fard finché non arriva Ferrara a mangiarglielo e già che c'è ingoia pure il tavolo dei relatori; Prodi dorme.
La trepidazione è al massimo quando il Papa esce dalla Papamobile (quella con motore ibrido, metà a benzina e metà a vin santo), sale le scale ed entra in sala. Poi si ferma a salutare Ferrara e Ferrara lo mangia.

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