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"Quando ho la sensazione che in fabbrica ci sia un po’ di disordine – mi diceva un giovane industriale – quando vedo che si profila uno sciopero, io prendo il mio yacht. Me ne vado. In crociera. Alle Bahamas. E mi porto dietro un po’ di operai". "Come viaggio premio?". "No, come ostaggi".
(Marcello Marchesi)


STUPIDARIO COMUNALE

"Mia figlia è stata assunta fruttai" (full-time, ndr)
"Melfi non è in Campania? AH già, infatti i miei parenti sono della costiera amalfitana, vengono da Malfi"
"Qui c'è una lettera che mi critica sul giornale. Ah, ma voglio proprio vedere la Stampa di domani. C'è scritto 'segue firma', domani la pubblicheranno!"

"Ho visto un soggiorno lifting..."
"C'è stata un'altra manifestazione di splatters"
(nel 1998): "Sono indaffarata per il centenario della Repubblica
"Ho saputo che tuo padre ha avuto un iptus".
"C'è in linea l'assessore della Fiat".
"Hanno trovato un pesce metà squalo metà serpente. Esiste da 80 milioni di anni!"."E' tutta colpa degli esperimenti nucleari".
"Abbiamo il nostro uomo all'Havana". "Non conosco il dottor Lavana".
(cercando la dott.ssa Cortese): "Avrei appuntamento con la dottoressa Gentile".
"Scusate il ritardo, ho dovuto portare mia moglie dallo speleologo".
(parlando dei propri associati): "I miei sudditi..."



__________________________________

"Per egemonizzare il pd servirebbe un esorcista". (tatablues)

"Ratzy è un pinguino vestito di bianco che dice porcherie". (Ale della classe di Antigone)




"Gli aziendalisti sono diversamente universitari".
(Zarathustra)

"Yes, weak end". (Indyeuge)




La frase del momento
La cordata, non c'è altro modo.

La jena più bella degli ultimi giorni

Infiltrati.
Maroni lancia l'allarme su possibili infiltrati nel corteo della Fiom. Oddio, ci va anche lui?

[www.lastampa.it]

Consigli per gli acquisti
Un terzino destro.

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6 novembre 2008

Non ci sono paragoni.

Se l’Ohio è come l’Abruzzo, allora...

Obama è come Silvio: vincitore annunciato, grande comunicatore, abbronzato. Differenza: Obama non ha stallieri.

Bush è come Prodi: odiato anche dai suoi, intanto è l’unico che ha battuto gli avversari da sedici anni a questa parte. Differenza: Bush difficilmente otterrà grandi incarichi all’Onu.

Mc Cain è come Uolter: si smarca da Bush e farnetica di rimonte, ma intanto perde con un distacco in stile “fossa delle marianne”. Differenza: Mc Cain avrà senso del pudore e non guiderà l’opposizione.

Sarah Palin è come la Binetti: bigotta, impresentabile, intollerante. Differenza: la Palin non è nel partito democratico.

Hillary Clinton è come D’Alema: piena di sé, antipatica, perdente. Differenza: Hillary almeno ha avuto il coraggio di sfidare Obama.

25 ottobre 2008

Circo Walter.

Per l’occasione hanno cambiato anche le targhe agli angoli delle strade: si chiama Circo Walter, ma non in onore di Walter, semplicemente in sfregio a Massimo.
Eh sì, sto parlando del teatro della manifestazione del Pd di oggi. Non un corteo di protesta, perché l’opposizione responsabile non protesta, ma un corteo di proposta, un corteo che vuole spronare il governo, un corteo di appoggio esterno, diciamo.
Alla manifestazione partecipano i ministri ombra, che si fanno ombra l’uno con l’altro e alla fine vanno tutti a cozzare contro il palco. Il ministro ombra dell’intelligenza, piero fassino, si arrampica su un tetto perché il Pd vola alto e cade (perché il Pd tiene sempre i piedi per terra, anche quando supera steccati): 3 mesi di prognosi. Il ministro ombra di sé stesso è l’ombra di sé stesso. Giovanna Melandri è l’ombra di Prada.
La manifestazione dal titolo “Salviamo l’Italia” è partita alle ore 15 con due partecipanti: veltroni e fassino (prima di salire sul tetto).
Qualche migliaio di manifestanti partecipano al corteo parallelo, “Salviamo il pd”, che è partito alle 15:30 e si è concluso alle 15:35 per manifesta irrealizzabilità del fine.
La Binetti è presente al Circo Walter con un cilicio nuovo di zecca. Anche Grillini è presente e indossa il vecchio cilicio usato dalla Binetti. Angius è presente con la sua scorta di travel-gum, utili per chi viaggia spesso da un partito all’altro in cerca di un seggio sicuro.
Alla fine ci sarà un concertone al Circo Walter: Max Pezzali canterà “Rotta x casa di dio” e “La donna il fioroni e il grande incubo”, Fabrizio Moro canterà (e già questa è una notizia), gran chiusura con De Gregori che canterà “Torna in Africa Veltronino”.
2 milioni la cifra dichiarata dal Pd, 70.000 per la polizia, 150 per D’Alema.

29 febbraio 2008

Veltroni in fa diesis minore.

Ah, il festival di Sanremo. Se non ci fosse, bisognerebbe abolirlo. Ma siccome c’è, ce lo teniamo.
Quest’anno grande novità sul palco dello storico teatro (che per la par condicio cambierà nome ogni sera: Ariston, Candy, Zoppas, Rex, Whirpool): nella penultima serata (stasera) a cantare saranno i politici. L’associazione magistrati ha subito commentato: “era ora, è dal 1992 che aspettiamo”.

I rossi per caso. Quintetto dalle sonorità velleitarie: Ferrero suona la batteria in levare, Diliberto dirige il coro dell’Armata Rossa, Mussi suona un sax baritono che è più alto di lui, Pecoraro Scanio suona la tastiera senza amplificarla perché è ambientalista, Bertinotti canta “Quant’è bella l’opposizione da Trieste in giù”.
Pierferdi Ponce e Pezzotta Di Tonno. Coppia affiatata e tradizionale: il bello che tromba e l’obeso che strombazza. Casini canta un rap di grande spessore (“Io c’entro, al centro, io centro il centro, dove andiamo?, andiamo in centro, io c’entro, fammi entrare, così io c’entro, cisti get down, yeah yeah). Pezzotta lo accompagna suonando il clacson.
Silvio & i libertini. Silvio canta senza scendere lo scalone (che infatti vuole ripristinare), così almeno lo vedono. La canzone è di grande impegno: “La sinistra vi ha messo in ginocchio, e mo’ noi apriamo la patta” (testo di Bondi, musica di Apicella). I libertini che lo accompagnano sono dei ballerini: metà sono Amici di Maria De Filippi, metà sono amici di Silvio (Tremonti, Micciché, Riina junior, Dell’Utri e qualche ultras che non fa mai male). Sono nettamente i favoriti.
I nomadi residenti. Una big band dalla grande presenza scenica, anche se alcuni critici dicono che le sonorità sono un po’ confuse: Franceschini suona il flauto (eseguendo qualcosa che assomiglia alla musichetta barilla), Binetti il tamburello (percuotendolo sul suo cilicio), Bindi la tromba (ma Binetti non è così contenta di essere rombata da Bindi), D’Alema fischietta “mamma dammi cento lire che in america voglio andar”, Rutelli alla chitarra fa un giro di do, Finocchiaro alla tastiera fa un giro di sol, Bonino fa un giro di erba, Bersani fa un giro in platea, Marini al sax esegue la canzone dei Puffi, Bettini urla al microfono “yes we can”, Fassino suona il campanello (ma nessuno gli apre mai).
Walter Veltroni. (nome d’arte di Uolter Ueltroni, scelto in occasione del festival). Lo struggente brano (“Io canto da solo”) non prevede l’accompagnamento dell’orchestra, ma Walter non canta proprio da solo. Man mano, durante l’esibizione, lo affiancheranno un operaio, un imprenditore, un gay, un naziskin, uno juventino, un arbitro onesto, un giovane, una donna, un prete, una suora pedofila, un mafioso pentito, un pentito d’essere pentito, un ricercatore, un trovatore, harry potter, Biancaneve in quota “cartoni”, Marco Pannella in cartone e basta.

22 febbraio 2008

Proverbi e contronomi.

Non c’è peggior sordo di mia nonna.

Non c’è peggior sardo di chi non vuol sardine.

Non svegliare il can che abbaia.

Non c’è trippa per una fava.

Prendere due piccioni in primavera con una rondine e un gatto nel sacco.

Rosso di sera, poi scatta il verde.

Chi la fa, tiri l’acqua. Chi non la fa, l’aspetti. Altrimenti, glicerina.

Chi fa da sé, è Veltroni.

Chi fa per tre ha imparato le moltiplicazioni.

Tanto va la gatta al lardo, ma tantissimo va Ferrara al lardo. E si vede.

Meglio un uovo oggi che tra un anno, che va a male.

Tutto scorre, tranne Ferrara che va a fondo.

Chi dorme non abbaia e non morde. Si spera, almeno.

Chi piglia pesci che dormono, usa una sonnolenza.

Chi di spada ferisce, di spada ferisce.

Chi di spada perisce non piglia pesci.

Tira di più un carro di buoi che un pelo di Binetti.

Buoi e motori, bistecche e dolori dei paesi tuoi.

Fatta la legge, Fatta la scrive: tutto Fatta fa.

Ogni paese è paese.

Bacco Tabacco e Venere è il mio programma elettorale.

Ne deve passare di acqua sotto i ponti. Se no che ponti sono?

Di notte leoni, di giorno leonesse. I ragazzi dello zoo di Casablanca.

C’è rimedio a tutto fuorché a Fassino.

Chi va con Claudio, impara a claudicare.

6 febbraio 2008

L'innovatore.

Veltroni è l’uomo del cambiamento: con lui finisce la politica dei litigi, in cui la priorità è la demonizzazione dell’avversario. Molto meglio demonizzare gli alleati.

P.s. Il Pd nasce a vocazione maggioritaria. Ma grazie all'egemonia culturale della Binetti ora è a vocazione al martirio.

P.P.s. Da soli al senato, da soli al cinema, da soli pure il sesso?

24 gennaio 2008

Meglio del derby.

Cusumano dice che voterà la fiducia ed esce in barella.

Ora ci attendiamo…

Grillini entra da dietro su Fisichella: ammonito. Grillini però protesta: “a lui è piaciuto” dice.
Angius salta allargando il gomito e colpisce per caso Possa, quello che gioca con le stampelle (un po’ come Pistorius), che è 20 metri più in là. L’arbitro Marini lascia correre per l’evidente involontarietà del gesto. Possa esce in barella, mentre rientra Cusumano.
Lidia Menapace, giovane e scattante, entra a gamba tesa su Castelli, rompendogli il perone. Marini fischia il fallo ma non estrae alcun cartellino: la Menapace non era ultimo uomo. Castelli esce in barella, mente rientra Cusumano.
Dini si accorge che qualcosa non va e prova a dire all’arbitro che ci sono due Cusumano in campo. Non fa in tempo a finire la frase che Scalfaro gli tira in testa uno scarpino con i tacchetti. Dini esce in barella, mentre rientra Possa. Scalfaro colpisce pure Possa, che riesce in barella, mentre rientra Cusumano. E sono tre.
La confusione è totale: Grillini ne approfitta per effettuare una nuova entrata da dietro su Fisichella (usciranno insieme in barella), Dini prova a rientrare in campo ma la Finocchiaro gli tira addosso una palla da bowling e cinque coltelli da cucina, Possa tenta di rientrare per la seconda volta ma Scalfaro è nuovamente prontissimo e lo respinge con un comodo bazooka da taschino.
La Binetti invoca lo spirito santo, ma lo spirito santo risponde “guarda, col casino che c’è è meglio se invochi il servizio d’ordine, bella”.

16 gennaio 2008

La platea.

Come dice la Stampa, “il Papa rinuncia alla Sapienza”. Francamente, non avevo dubbi. Anzi, se la Stampa è in crisi con i titoli, ho alcuni altri personaggi da suggerire, tutti che hanno rinunciato da tempo alla sapienza. Per non sbagliare si può iniziare con Fassino, ad esempio.
Però non tutti sanno il vero motivo della rinuncia di San Benedetto, l’unico papa oligominerale. Il motivo è un sogno che ha fatto Ruini. Dopo averne parlato con Ratzty, hanno deciso insieme che era meglio lasciare perdere la visita.
Angolosbocco, esempio di giornalismo d’inchiesta, ha lo scoop del secolo: il sogno di Ruini! L’ho intercettato grazie agli amici di Telecom, che saluto. Ed eccolo a voi:


Gremita la platea che accoglie l'Imperatore Palpatine alla Sapienza. Il nome non deriva dalla somiglianza con il cattivo di guerre stellari (ovvio che si somiglino, sono la stessa persona), ma dal soprannome che Padre Georg ha dato a Ratzy nell'intimità: Uno è imperatore delle palpatine, l'altro condottiero delle strizzatine.
Sulla sinistra dell'aula magna ci sono gli studenti, forniti di preservativi ripieni di polpa di pomodoro da lanciare. Il loro tentativo è bloccato da Giuliano Ferrara, che urlando “moratoria o no, 194 è il mio peso forma” li assale e mangia tutto: polpa di pomodoro, profilattici, due studenti e quattro sedie.
Sulla destra sono schierati i papaboys, divisi tra le associazioni pro-patria, pro-messa e quella degli scomunicati (eretici erotici): la pro-tetta. Sono pronti, all'ingresso del Papa, a buttare in aria migliaia di coriandoli bianchi e gialli. Quando entra in sala Rita Levi Montalcini si confondono e gettano i coriandoli. Il problema è subito risolto da Giuliano Ferrara, che li mangia tutti, e già che c'è si pappa pure un papa-boy e un microfono.
In mezzo le autorità. In prima fila la Binetti è elegantissima, avvolta in un vestito di Chanel (Totti) e in un cilicio di Christian (Dior); Veltroni indossa il cappello delle grandi occasioni (quello fottuto da Intini al Grande Puffo nel '90 e regalato a Uolter per il suo primo compleanno); Rutelli è sommerso dal fard finché non arriva Ferrara a mangiarglielo e già che c'è ingoia pure il tavolo dei relatori; Prodi dorme.
La trepidazione è al massimo quando il Papa esce dalla Papamobile (quella con motore ibrido, metà a benzina e metà a vin santo), sale le scale ed entra in sala. Poi si ferma a salutare Ferrara e Ferrara lo mangia.

5 gennaio 2008

Più patata per tutti.

Dopo la moratoria sulla pena di morte, un’altra grande vittoria della diplomazia italiana: l’Onu ha dichiarato il 2008 “Anno della patata”.

Le iniziative in campo saranno molte, legate a una serie di campagne tematiche.

Campagna “per una sana trombata”
: profilattici gratis per tutti (quelli con la scritta UN che srotolati diventa “United Nations” o, nelle confezioni speciali Onu For Africa, “United Nations wish you a happy 2008, International year of potato”).
Campagna “alzati e cammina”: viagra gratis per tutti gli over 60.
Campagna “donna cannone”: dopo attente selezioni, verrà eletta Miss Patata nel Mondo la donna che più di tutte assomigli a un tubero.
Campagna “basta fame nel mondo”: l’Onu creerà una grande agenzia per favorire incontri di due o più persone. Nei casi di “incontri” con più di 10 partecipanti, ci sarà l’assistenza di un Casco Blu. Se la cosa si fa interessante, il Casco Blu partecipa. Se non si usano protezioni, il Casco Blu si limiterà a guardare, realizzando di fatto una fecondazione assistita, in barba alla legge italiana.
Campagna “peacekeeping”: consulenti matrimoniali per le coppie libanesi in crisi.
Campagna “educare alla patata”: ai bambini di tutto il mondo verrà insegnata la filastrocca “one potato, two potatoes, three potatoes, more”, che va cantata spogliando quante più amichette si riesce.
Campagna “Ogm free”: contro le manipolazioni (genetiche e non) della patata, si varerà una moratoria internazionale di Paola Binetti.

11 dicembre 2007

Piccolo manuale di discriminazione.

Ha ragione la Binetti!
Difendi anche tu, con lei, il sacro diritto a fare della sana discriminazione basata sull’orientamento sessuale!
Ecco come:

Diffondi in tutti i concittadini di sani principi secondo cui l’orientamento sessuale è importante nel definire la personalità di un individuo: se fai sesso a nord sei un freddo calcolatore, se fai sesso a sud sei un fantasioso, se fai sesso a ovest sei un innovatore, se fai sesso a est sei Oliviero Diliberto.

Se vedi tuo figlio che bacia un altro ragazzo, fai il genitore moderno: non farti vedere e aspettalo a casa. Quando arriva, fai finta di nulla. Poi esci per andare a comprare le sigarette. Trova l’altro ragazzo e massacralo con un machete, rientra a casa, massacra anche tuo figlio e già che ci sei tua moglie, il tuo cane, il tuo pesce rosso, il frullatore (maschile) che ha osato avere a che fare con un pomodoro (maschile e quindi pervertito), il videoregistratore (che tanto ormai è fuori moda), il vicino di casa (quello là, il colpevole di Cogne).

Ricordati che non esistono regole senza eccezioni: quei simpatici omini vestiti tutti di scuro con uno strano colletto, ecco, quelli possono fare i gay, senza limiti di età (verso il basso).

Se in tram le due ragazze sedute vicino a te si accarezzano teneramente, non fare gesti inconsulti: rifletti, guarda altrove, pensa ad altro e poi, all’improvviso, sgozzale.

Quando vedi il volto di Nostra Immensa E Luminosissima Santità Benedetto Sedicesimo (che bisogna stare attenti perché il prossimo porterà sfiga), inginocchiati, e non urlare “Aiuto, Skywalker, c’è Palpatine che ha preso il potere!” perché Skywalker non esiste.


22 novembre 2007

Un simbolo, un perché.


Il ramoscello d'ulivo è chiaramente in posizione eretta, come a dire "con Uolter anche i rami s'arrapano". È evidente che se avesse vinto la Bindi la punta del ramoscello sarebbe stata sotto il margine inferiore del simbolo.
la P (verde come l'epatite) entra dentro la D (bianca come la democrazia cristiana), un po' come il cilicio nella Binetti. Non a caso dopo il bianco c'è il rosso, a simboleggiare il sangue di chi si flagella in nome di dio o di Uolter, che poi è un po' la stessa cosa.
Il carattere della scritta Partito Democratico è molto innovativo: sembra un arial, ma anche un helvetica, e in ogni caso è un carattere sereno e pacato, ma annnnche molto pacato.
Notate gli occhielli interni della P e della D: in alto a sinistra fanno una piccola svirgolata. A sinistra, sì sì, avete letto bene. Però piiiiiiiiiiiiiiiiiccola, se no Follini si mette a piangere che poi per consolarlo l’ultima volta gli abbiamo dovuto dare la vicepresidenza del consiglio
. Ah no, quella volta era ancora nel centrodestra, non ci riguarda. Pardon, a volte capita di confondersi.

L’esperto simbologo, il doctor Spin, pone però una domanda: “Ma come cazzo lo mettono sulla scheda elettorale, che deve essere tondo? Il resto del cerchio lo lasciano bianco? O lo riempiono con Uolter (Veltroni - tutto intorno a te)?”.
In effetti questo è un simbolo rettangolare: ottimo x le bandiere, pessimo per la scheda elettorale. Peccato che il Pd sia  un partito a vocazione maggioritaria (ma anche proporzionale: una vocazione un po’ teutonica ma anche un po’ spagnoleggiante) per le elezioni, non per la piazza. A meno che non si tratti di Piazza San Pietro, o San Uolter, che poi è un po’ la stessa cosa.

In sintesi il simbolo è così così, ma annnnche... brutto.

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