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"Quando ho la sensazione che in fabbrica ci sia un po’ di disordine – mi diceva un giovane industriale – quando vedo che si profila uno sciopero, io prendo il mio yacht. Me ne vado. In crociera. Alle Bahamas. E mi porto dietro un po’ di operai". "Come viaggio premio?". "No, come ostaggi".
(Marcello Marchesi)


STUPIDARIO COMUNALE

"Mia figlia è stata assunta fruttai" (full-time, ndr)
"Melfi non è in Campania? AH già, infatti i miei parenti sono della costiera amalfitana, vengono da Malfi"
"Qui c'è una lettera che mi critica sul giornale. Ah, ma voglio proprio vedere la Stampa di domani. C'è scritto 'segue firma', domani la pubblicheranno!"

"Ho visto un soggiorno lifting..."
"C'è stata un'altra manifestazione di splatters"
(nel 1998): "Sono indaffarata per il centenario della Repubblica
"Ho saputo che tuo padre ha avuto un iptus".
"C'è in linea l'assessore della Fiat".
"Hanno trovato un pesce metà squalo metà serpente. Esiste da 80 milioni di anni!"."E' tutta colpa degli esperimenti nucleari".
"Abbiamo il nostro uomo all'Havana". "Non conosco il dottor Lavana".
(cercando la dott.ssa Cortese): "Avrei appuntamento con la dottoressa Gentile".
"Scusate il ritardo, ho dovuto portare mia moglie dallo speleologo".
(parlando dei propri associati): "I miei sudditi..."



__________________________________

"Per egemonizzare il pd servirebbe un esorcista". (tatablues)

"Ratzy è un pinguino vestito di bianco che dice porcherie". (Ale della classe di Antigone)




"Gli aziendalisti sono diversamente universitari".
(Zarathustra)

"Yes, weak end". (Indyeuge)




La frase del momento
La cordata, non c'è altro modo.

La jena più bella degli ultimi giorni

Infiltrati.
Maroni lancia l'allarme su possibili infiltrati nel corteo della Fiom. Oddio, ci va anche lui?

[www.lastampa.it]

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Un terzino destro.

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4 dicembre 2013

Dicembre ricco, mi ci ficco.

In diretta da Presa di Rete, dove angolosbocco svolge la funzione di misterioso ospite fisso:


Pensavate di cavarvela col Natale, un paio di cene coi parenti, uno scambio di regali coi colleghi per avere cose da riciclare alle suddette cene dei parenti, qualche chilo da smaltire e bye bye dicembre? Non quest’anno, non nel 2013.

Non so se vi è chiaro che mese ci aspetta. L’ultimo vero partito italiano il prossimo weekend elegge il segretario, e poi domenica ci sono pure le primarie del Pd. In tutto questo rinasce Forza Italia, rinasce AN, Galliani forse lascia il Milan, Alfano fonda un nuovo partito e Letta non si sa se dura a Palazzo Chigi.

E tutte queste cose sono collegate. Diceva il saggio che se una farfalla sbatte le ali in Cina, in Italia il Pd si allea con Giovanardi. E la farfalla che sbatte è quella di Belen, vabbè, ci siamo capiti.

Per fare ordine in questo caos eccovi il nuovo servizio “Scenari dal mondo”, sponsored by Border Radio: one nation, one station, ma non siamo noi.

SCENARIO A

Renzi vince le primarie e prende Civati come vice, Salvini diventa segretario della Lega e prende il cognato di Fassina come austita, Cuperlo si candida alle condominiali di casa sua ma le perde contro Galliani, Barbara Berlusconi si iscrive al Nuovo Centrodestra di Alfano portando con sé Kaka, Montolivo e Vincent Cassel, che non c’entra un cazzo ma passava di lì e pareva brutto non cagarlo, Berlusconi nomina Dudù amministratore delegato del Milan e compra Messi, Lilli e il vagabondo, quest’ultimo ceduto in prestito al Genoa in cambio di un briefing con la moglie di Gilardino. In tutto questo Letta si dimette e Napolitano in nome della stabilità nomina premier Violante e Quagliariello, insieme, che lanciano un coraggioso programma di riforme innovative: diversificazione dei diritti civili (matrimonio solo per gli etero, divorzio solo per i gay) e liberalizzazione completa del mercato del lavoro ma con il rigido limite di massimo 10 anni consecutivi di schiavitù. La Roma fa il record di 23 pareggi consecutivi, mentre Repubblica diffonde uno scoop incredibile: ad Arcore non c’era la vera Belen bensì Rosy Bindi con una parrucca nera.

SCENARIO B

Civati vince le primarie e prende Civati come vice, Cuperlo fonda il nuovo partito “Socialisti d’altri tempi con Cuperlo” ma perde il congresso fondativo contro Renzi. Bossi diventa segretario della Lega, Berlusconi di Forza Italia, Fini di Alleanza Nazionale: Civati, Renzi e Cuperlo, presi dal panico, uniscono le forze e fanno deportare Occhetto in Polinesia. Galliani lascia il Milan e fonda un suo partito dal nome sobrio, Barbara devi morire, ma prende solo lo 0,5% e retrocede. Barbara Berlusconi dal canto suo lascia il Milan e fonda un suo partito dal nome altrettanto sobrio, Adriano pelato del cazzo, candida Balotelli capolista e lo fa eleggere al Parlamento europeo, dove Mario dà lezioni private di inglese a Pittella. Berlusconi, Silvio, nomina come amministratore delegato del Milan Luciano Violante, che rimpiange Balotelli in quanto ragazzo di Salò, esonera Allegri in quanto troppo poco riformista e lo sostituisce con la figlia di Vittorio Mangano in quanto figlia di Vittorio Mangano. In tutto questo Letta viene sfiduciato e Napolitano in nome della stabilità nomina premier Gianni Morandi, che lancia un coraggioso programma di riforme innovative: piano straordinario di investimenti per realizzare fognature belle e accoglienti, lotta alla discriminazione degli orientamenti alimentari, meritocrazia spinta con la campagna “uno su mille ce la fa, gli altri 999 si fottano”. La Roma fa il record di 25 pareggi consecutivi, mentre Repubblica diffonde uno scoop incredibile: ad Arcore tra Belen e la Minetti non c’era Berlusconi bensì Saviano. Scalfari muore d’infarto.

SCENARIO C

Cuperlo vince le primarie. No dai, vabbè, a questa non ci crede nessuno.

 

29 febbraio 2008

Veltroni in fa diesis minore.

Ah, il festival di Sanremo. Se non ci fosse, bisognerebbe abolirlo. Ma siccome c’è, ce lo teniamo.
Quest’anno grande novità sul palco dello storico teatro (che per la par condicio cambierà nome ogni sera: Ariston, Candy, Zoppas, Rex, Whirpool): nella penultima serata (stasera) a cantare saranno i politici. L’associazione magistrati ha subito commentato: “era ora, è dal 1992 che aspettiamo”.

I rossi per caso. Quintetto dalle sonorità velleitarie: Ferrero suona la batteria in levare, Diliberto dirige il coro dell’Armata Rossa, Mussi suona un sax baritono che è più alto di lui, Pecoraro Scanio suona la tastiera senza amplificarla perché è ambientalista, Bertinotti canta “Quant’è bella l’opposizione da Trieste in giù”.
Pierferdi Ponce e Pezzotta Di Tonno. Coppia affiatata e tradizionale: il bello che tromba e l’obeso che strombazza. Casini canta un rap di grande spessore (“Io c’entro, al centro, io centro il centro, dove andiamo?, andiamo in centro, io c’entro, fammi entrare, così io c’entro, cisti get down, yeah yeah). Pezzotta lo accompagna suonando il clacson.
Silvio & i libertini. Silvio canta senza scendere lo scalone (che infatti vuole ripristinare), così almeno lo vedono. La canzone è di grande impegno: “La sinistra vi ha messo in ginocchio, e mo’ noi apriamo la patta” (testo di Bondi, musica di Apicella). I libertini che lo accompagnano sono dei ballerini: metà sono Amici di Maria De Filippi, metà sono amici di Silvio (Tremonti, Micciché, Riina junior, Dell’Utri e qualche ultras che non fa mai male). Sono nettamente i favoriti.
I nomadi residenti. Una big band dalla grande presenza scenica, anche se alcuni critici dicono che le sonorità sono un po’ confuse: Franceschini suona il flauto (eseguendo qualcosa che assomiglia alla musichetta barilla), Binetti il tamburello (percuotendolo sul suo cilicio), Bindi la tromba (ma Binetti non è così contenta di essere rombata da Bindi), D’Alema fischietta “mamma dammi cento lire che in america voglio andar”, Rutelli alla chitarra fa un giro di do, Finocchiaro alla tastiera fa un giro di sol, Bonino fa un giro di erba, Bersani fa un giro in platea, Marini al sax esegue la canzone dei Puffi, Bettini urla al microfono “yes we can”, Fassino suona il campanello (ma nessuno gli apre mai).
Walter Veltroni. (nome d’arte di Uolter Ueltroni, scelto in occasione del festival). Lo struggente brano (“Io canto da solo”) non prevede l’accompagnamento dell’orchestra, ma Walter non canta proprio da solo. Man mano, durante l’esibizione, lo affiancheranno un operaio, un imprenditore, un gay, un naziskin, uno juventino, un arbitro onesto, un giovane, una donna, un prete, una suora pedofila, un mafioso pentito, un pentito d’essere pentito, un ricercatore, un trovatore, harry potter, Biancaneve in quota “cartoni”, Marco Pannella in cartone e basta.

24 novembre 2007

L'inno del Pd.

Scelto il simbolo (semplice, chiaro, brutto), ora tocca all’inno del Partito Democratico. E qui ci sono diverse mozioni che si fronteggiano.

Inizialmente Letta aveva provato a lanciare la mozione “Il triangolo”, ma nessuno l’aveva considerato. Letta, non il triangolo.
Rosy Bindi sostiene la mozione “Vengo anch’io”, ma Bettini per contrastarla ha messo in campo la mozione “No tu no”.
Adinolfi è nella mozione “Grande grande grande”. E non si riferisce al partito.
Prodi per una volta si è schierato ufficialmente, e ha scelto la mozione “Caruso”: un vecchio moribondo che vuole bene assaje.
Rutelli e i teodem stanno tutti nella mozione “Osanna”.
Veltroni però li ha zittiti tutti: lui sta con la mozione “Bandiera Rossa”, ma anche “Adeste Fideles”, ma anche “Somewhere over the rainbow” (che poi è la collocazione europea del partito).
Fassino, con il fido Migliavacca, ha infine lanciato la mozione “Rewind”, ma tra i diessini nessuno lo rivuole indietro.

5 novembre 2007

La segreteria di Veltroni.

Varata la segreteria del Pd made in Veltroni.
Eccone i componenti, di cui – come si sa – 9 donne e 8 uomini.


1 Vicesegretario: Dario Franceschini. Giovane, con gli occhiali, capelli castani, cattolico che ama i poveri (a patto che siano etero, naturalmente). Il genero che tutte le suocere vorrebbero.

2 Responsabile organizzazione: Moira Orfei. Doti gestionali e comunicative indiscutibili, proviene dalla società civile. Amante degli animali a tal punto da essersi pentita di averli usati nel circo, dove li sta sostituendo con i rumeni. La dinamica del gruppo.

3 Responsabile diritti civili: Camillo Ruini. Uno che buca il piccolo schermo senza usare il preservativo, uno che sa il fatto suo ma si occupa dei fatti degli altri, uno che può parlare di sesso da vero super partes. Il nuovo che avanza (e che non ci sta nel frigo).

4 Responsabile ambiente: l’orso Yoghi. La sua esperienza a Yellowstone può essere d’esempio per l’intero Paese, nonostante il suo rapporto con i ranger sia un po’ tantino influenzato dal suo passato no global. L’ospite straniero.

5 Responsabile lavoro: Luca Cordero di Montezemolo. Era interessato a occuparsi di un campo che non l’ha mai riguardato da vicino (solo nel 1988 fu a meno di un metro da un lavoratore, e svenne subito). La scommessa.

6 Responsabile sport: Suor Paola. E che non si dica che il sindaco di Roma tifa Juventus. Non ha mai tifato Juve, non è mai stato comunista e non si chiama Walter. La laica che mancava.

7 Responsabile giustizia: Clementina Forleo. È una casalinga di Casalpusterlengo, omonima della magistrata, scelta perché se non puoi governare i casini, almeno confondi un po’ le acque: Clementina Forleo attacca Mastella, ma Clementina Forleo le risponde indignata. Il coniglio estratto dal cilindro (di un’auto).

8 Responsabile campagne elettorali: Tania Dervaux. Una scelta che dimostra apertura all’Europa e soprattutto che il Partito Democratico ha una strategia politica chiara per vincere le elezioni. La politica di bocca buona.

9 Responsabile infrastrutture: Gina Lollobrigida. Un richiamo al mondo del cinema al quale Veltroni tiene molto. Gina è l’emblema di come un’infrastruttura serva a mantenersi giovani e lisci. E se vale per i lifting, perché non per il ponte di Messina? La restauratrice.

10 Responsabile cultura: Simona Ventura. Non tanto per la cultura, quanto per poter mandare Rosy Bindi su un’isola deserta per qualche mese all’anno. La famosa isolata.

11 Responsabile attività produttive: Biancaneve. Un segnale inequivocabile della differenza tra Veltroni e la Tatcher: lui con i minatori vuole dialogare. E poi la mela rossa è un apertura alla sinistra radicale. La più bella.

12 Responsabile economia: La nonna di angolosbocco. Perché risparmia e attraversa la strada da sola. Chiaro ammiccamento al notissimo blogger per portarlo nel Pd. La rappresentante della sinistra.

13 Responsabile terzo settore: Giancarlo Fisichella. Un cognome che piace al centro, un uomo che piace alle donne, uno che nel terzo settore fa spesso il record. Il pid stop.

14 Responsabile donne: Rocco Siffredi. La dimostrazione che per occuparsi di pari opportunità non serva essere donne, anzi: la dimostrazione che occorrano uomini per sensibilizzare gli uomini e ottenere così pari diritti per tutti. In più Rocco alle donne piace perché è super partes, e pure super altro. La quantità totale.

15 Responsabile giovani: Margherita Hack. Il principio è lo stesso del responsabile donne: sempre meglio avere un responsabile super partes, ultra partes, mega partes, no super no party. Inoltre la Hack non è certo seconda a nettuno. La (astro) fisica bestiale.

16 Responsabile esteri: Piero Fassino. No, questo non è uno scherzo.

17 Responsabile formazione per i giovani democratici: Ciriaco De Mita. No, nemmeno questo è uno scherzo.

26 ottobre 2007

L'assemblea del Pd.

Prodi, Veltroni e 2800 delegati.
Si ritrovano a Milano, tutti nel secondo anello di San Siro, dato che i tifosi dell’Inter non possono entrarci per un turno. Staranno un po’ stretti, ma tanto un po’ di posti si libereranno in fretta.
Infatti…
Prodi vorrebbe fare l’arbitro, ma i veti incrociati non glielo consentiranno. Andrà a fare il quarto uomo ed esporrà la lavagnetta dei 5 anni di recupero. Fischi dei delegati.
Fassino vorrebbe fare l’ala e cercherà di tirare un calcio d’angolo. Come tutti i calci dati a me (Angolo), si farà molto male e uscirà in barella. Indifferenza dei delegati.
D’Alema vorrebbe fare il regista, ma i veti incrociati lo indurranno a fare un responsabile passo indietro. Tenterà di fare il terzino, ma i veti incrociati lo indurranno a fare un responsabile passo indietro. Farà il massaggiatore. Scandaloso menefreghismo dei delegati.
Veltroni vorrebbe fare il centravanti, e lo farà. Segnerà un gol di tacco e un autogol di testa. Applausi dei delegati di entrambe le squadre, con l’esclusione di Rosy Bindi che tirerà in campo un lacrimogeno. Dida, a 100 kilometri di distanza, si accascerà al suolo. Bindi espulsa, Veltroni man of the match. Match inteso come fiammifero.

14 ottobre 2007

Vigilia.

Ieri serata di vigilia per i candidati a capo del Pd.
E come in tutte le vigilie, erano tutti più buoni.
Rosy Bindi è andata alla classica messa di mezzanotte, che dopo c'è la tolta dell'una, e prima di andarci ha mandato una scatola di cioccolatini ripieni a Veltroni. Il fatto che la scatola sia esplosa pare sia una coincidenza: a chi non capita di confondere il liquore con la nitroglicerina (da cui la tequila bum bum)?
Letta, che si è candidato in quanto nipote, ha scritto "Bindi vecchia zitella" su un muro in quanto giovane, si è condannato all'ergastolo per tale gesto in quanto liberale e si è dato subito l'indulto in quanto alla vigilia si è tutti più buoni.
Adinolfi ha mangiato 98 panettoni. Dell'anno scorso, che mica ci sono già quelli del prossimo Natale.
Gawronsky ha portato Schettini al cinema a vedere Star Trek, gli ha comprato i pop corn stellari e poi - per farsi un regalo - si è comprato il celebre manuale "impara anche tu a pronunciare il tuo cognome ad alta voce".
Anche Veltroni era più buono (il sangue non superava il 2% nei suoi zuccheri). Ha considerato i cioccolatini esplosivi un chiaro segno della volontà di Rosy di chiarire le cose, compresa la sua faccia (di Walter). Ha poi inaugurato il nuovo Viale dei Puffi attraversandolo con in braccio una vecchina, che a sua volta portava una ciotola di riso per i bambini birmani. Prima di rincasare ha esposto dal Campidoglio una bandiera turchese in solidarietà ai fermenti lattici che ogni giorno vengono mangiati vivi.

9 ottobre 2007

- 4 alle primarie.

Oggi Enrico Letta sarà a Firenze, per ricordare che non solo siamo a meno 4 dalle primarie, ma pure la Fiorentina è a meno 4 dall’Inter. A Firenze il sottosegretario con la N maiuscola (la N di nipote) si metterà a lavare vetri, per spiegare che il Pd sarà solidale con gli immigrati, e poi si farà arrestare, per spiegare che la sicurezza non è né di destra né di sinistra: semplicemente è assicurata con lui al fresco. Poi non importa se è San Vittore o Pinguino De Longhi.

Rosy Bindi al mattino sarà allo zoo per fare una mezz’oretta di lotta con il leone, che abbatterà con nonchalance canticchiando “il veltroni si è addormentato e paura non mi fa… auimmaué auimmaué…”. Quindi Rosy andrà a Torino, ma non al Lingotto: visiterà la Fiat di Mirafiori alzando da sola una panda bianca. Il Wwf protesterà, trattandosi dell’unica panda bianca femmina presente in Europa e quindi non è proprio il caso di sottoporla a fumo passivo di hashish (si sa, non c’è rosy senza spini).

Piergiorgio Gawronsky sarà all’anagrafe di Roma per cambiare il nome in Gavaroni, nonostante Schettini insista perché cambi in Piercomandante Kirk. All’anagrafe però, visto il cognome tipico della provincia di Nuoro, gli diranno di andare nel paese d’origine: il planet pig (o porco mondo, a scelta).

Mario Adinolfi entrerà nell’assemblea costituente del Pd e lì rimarrà incastrato tutto il giorno.

Walter Veltroni terrà uno storico discorso a Genova (perché ha i giorni tutti uguali), dopo aver esposto dal Campidoglio la bandiera beige della campagna “compra anche tu un lecca-lecca al lampone per i bambini birmani”. Nel discorso Veltroni toccherà tre temi cruciali: 1) un nuovo meraviglioso patto fiscale grazie a cui lo Stato spenda di più e tutti paghino di meno ricavandone gioia e tripudio; 2) un nuovo splendido patto generazionale in cui i giovani aiutino le vecchine ad attraversare la strada (che mica lo può fare sempre lui e Franceschini non c’ha mai voglia) e le vecchine aiutino i giovani a scoprire la bellezza della vita e dei veri valori democratici – laici – cristiani – liberali – riformisti - socialisti? (no, socialisti no); 3) una nuova magnifica patta dei jeans, che fanno molto americano e quindi Kennedy, che serva a tendere la mano (o altro) al celodurismo leghista nonché all’on. Mele e all’Udc, in nome di un sano machismo di nuovo conio (quello per chi ha le dimensioni di una moneta da 2 euro): perché il corpo è un mezzo di comunione e comunicazione straordinario, e allora uniamoci nell’estasi dell’amor democratico, con passione e castità. Insomma, una flebo di confettura e via, tutti ai gazebo, che qui si fan l’Italia e le more.

9 ottobre 2007

- 5 alle primarie.

Enrico Letta sarà a Genova, per ricordare che anche il Genoa è a meno 5, ma dall’Inter. Il Nipote con la Enne maiuscola si recherà quindi in visita alla Eminflex, azienda che nel Pd avrà un ruolo centrale per tre motivi. Prima di tutto se Letta non si occupa di letti non si capisce chi dovrebbe farlo: Rosy si occupi di giardini, Walter di toilette e Gawronsky di lingue straniere. Poi c’è da rilevare che Emin è anche l’inizo di Eminenza (per non dimenticare le radici cristiane) e di Eminem, per non dimenticare che Letta rappresenta la generazione hip hop, nonche la generazione (per dio!) hip hip (urrà!). Infine è chiaro che il nome dell’azienda termina con Flex, come flexsecurity, perché un materasso deve essere morbido e accogliente, ma deve anche essere un’ancora di salvezza in caso di disoccupazione, perché i disoccupati non lavorano, mica non dormono. Eh.

Rosy Bindi sarà al mattino al lavoro al ministero della famiglia, che ancora non ha capito se averglielo assegnato è un atto di stima o una presa per il culo. Dopo aver creato una famiglia con il suo corpetto in cemento armato, andrà a un incontro con i suoi sostenitori a Matera. I suoi sostenitori sono molti, anche perché in pochi farebbero un po’ di fatica. In serata si recherà a Bari e durante il tragitto leggerà le ultime dichiarazioni di Veltroni rilasciando una tra le seguenti dichiarazioni: “Veltroni strumentalizza le donne a scopi elettorali, ma l’unica vera femminista sono io”, “Veltroni crede di avere le tette, ma l’unica vera femmina sono io”, “Veltroni è puffo fuori, ma stronzo dentro”. In ogni caso sono tutte e tre dichiarazioni condivisibili.

Piergiorgio Gawronsky non farà campagna elettorale, impegnato come sarà tutto il giorno all’università, dove sta seguendo un corso per imparare a leggere il suo cognome. Lui ne farebbe anche a meno (“tanto mica mi chiamo da solo” è solito dire componendo il numero del proprio cellulare dal telefono di casa), ma segue il corso per sfuggire al suo candidato vice, Schettini, che continua a spiegargli che per vincere bisogna prendere i voti alieni.

Mario Adinolfi scriverà un articolo sul suo blog (GenerazioneInversioneDiMarcia.alleluja.vat) citando Kundera e l’insostenibile leggerezza dell’essere, dicendo che lui non è tanto leggero, ma tanto l’importante è avere voti, non essere voti. Fassino dichiarerà che va ascoltato attentamente.

Walter Veltroni rilascerà un’intervista al Corriere spiegando l’organigramma del futuro Pd: lui a capo, Franceschini vice e poi una meravigliosa moltitudine di donne e uomini, registi e gazebi, uniti nell’estasi dell’amore, della concordia e dello spirito divino, che però va bene anche dibirra, lui mica vuole discriminare. Si recherà quindi in Campidoglio a esporre una bandiera viola, simbolo della campagna “ciotole di riso per tutti gli uomini di buona volontà”. Infine, in serata, sarà a Milano a inaugurare – nella parrocchia di San Tal, santo protettore dei succhi di frutta – la mostra fotografica “Mai stati comunisti – storie di ordinaria rinascita”, una serie di 40 bellissimi scatti in bianco e nero che ritraggono Ferrara, Bondi e lui: il grasso, il poeta e l’amico delle vecchine.

26 settembre 2007

Maipiùsenza: le domande di Ilvo Diamanti / 2.

Tornano le domande che Diamanti rivolge ai candidati segretari del Pd. Dopo le prime cinque, uscite su repubblica, ecco la sesta, in anteprima su Angolosbocco!

Come è la tua colazione democratica?


Rosy Bindi. Cerco di stare leggera, come leggero dovrà essere il Pd, sempre che gli sgherri al soldo di quel gaglioffo di Veltroni non lo riempiano di piombo, maledetto Pat Garret. Comunque mangio poco: un etto di pancetta, due uova, un pomodoro, due etti di ostie. Bevo ancora meno: un caffè, un bicchiere di vin santo e mezzo litro di acqua santa. Poi carico la colt e inizio la giornata.

Enrico Letta. Noi giovani facciamo una colazione veramente democratica, il che significa prima di tutto che non facciamo mai colazione da soli. Io cerco sempre di prendere il mio giovane cappuccino senza schiuma (che fa matusa) in compagnia di giovani come me, con i quali confrontarmi sui tempi che corrono: Giuseppe Cossiga, Nando Dalla Chiesa, Filippo Andreatta, Chanel Totti, Gianmarco Materazzi.

Walter Veltroni. La colazione è importante, ma anche il pranzo e la cena lo sono. Certo, non possiamo scordarci di chi in Africa non ha nulla da mangiare a colazione: per questo ogni mattina presto, dopo aver aiutato due vecchiette ad attraversare la strada per andare a fare colazione, vado in posta e spedisco una tazzina di caffè fumante in Sierra Leone. In questa epoca di meravigliosi e magnifici cambiamenti anche la colazione deve essere una colazione del XXI secolo: attiva, buona, felice, calorica, dietetica. La mia, in ogni caso, la prepara Bettini.

Mario Adinolfi. La mia colazione è a base di carne di cane sovietico: Laika Laika Laika. Anche perché io quando c’era l’Urss stavo orgogliosamente da questa parte, con la Dc, a causa della mia difficoltà a superare di slancio il muro di Berlino. Fortuna che gli steccati del novecento si potevano abbattere e non ho dovuto saltare, che se no dovevo farmi prima quattro litri di olio Cuore.

Pier Giorgio Gawronski. La colazione è un elemento fondamentale su cui si misurerà la capacità del Pd di essere un partito liberale. È ora di finirla con le caste che prenotano i cornetti alla crema la sera prima perché loro possono, è ora di eliminare i lacci e lacciuoli che impediscono lo svolgimento libero di una sana colazione democratica. Einaudi a colazione mangiava i Frosties. Anch’io mangio i Frosties, i cereali liberali. Che fa pure rima.

Jacopo Schettini. Ta-ta-ta-taaaaaaaa ta-ta-taaaa [arriva cantando la sigla dell’A-team, ndr]. La colazione? Sull’enterprise democratica noi mangiamo gallette liofilizzate e beviamo il gas delle luci al neon. Questo perché essere democratici significa dire basta a queste colazioni scelte dall’alto, dai politici, dai loro amici o amanti, che poi ci rifilano le spremute d’arancia del II millennio. Io, che propongo di portare il Pd nel XXII secolo con la mia macchina del tempo, non ci sto. Noi non ci stiamo. Democratici! All’attacco! Papparappà Papparà [se ne va cantando la colonna sonora di Indiana Jones, ndr].

23 settembre 2007

V-day.

70.000 persone. Che poi è la media tra i 139.999 dichiarati dagli organizzatori e l’1 dichiarato dalla questura (l’1 era il questore, ma pare avesse sbagliato posto).
70.000 persone che pur di stare insieme hanno pagato il biglietto, un po’ come alle lezioni di bella politica tenute da Veltroni insieme ai suoi tre aiutanti (Goffredo Bettini, Scooby Doo e le tagliatelle di Nonna Pina).
Rabbia poca, a dire il vero. Più che altro voglia di esserci, di partecipare, e anche di divertirsi.
In tre ore applausi (tanti), e slogan contro il clero, contro i sessantottini voltagabbana, contro i signori della guerra e contro la classe politica al potere.
Forse poche proposte concrete, ma certo non si possono ignorare 70.000 persone anche quando dicono semplicemente “No”.
Da tutto questo nascerà un partito? Una lista civica?
Ancora non ci è dato saperlo.
Ma in ogni caso, è stato un gran bel concerto, quello di Vasco.

P.s. Per chi non credesse agli slogan contro il clero, contro i sessantottini "voltagabbana" e contro la classe politica al potere, vada a leggersi i testi di "C'è chi dice no", "Stupendo", "Gli spari sopra". A proposito: Gli spari sopra pare che sia l'inno che la Bindi propone per il Pd, in alternativa a quelli proposti da Veltroni ("Ci son due coccodrilli"), da Letta ("Noi siamo i giovani") e da Schettini (la sigla di Star Trek).

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maggio