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"Quando ho la sensazione che in fabbrica ci sia un po’ di disordine – mi diceva un giovane industriale – quando vedo che si profila uno sciopero, io prendo il mio yacht. Me ne vado. In crociera. Alle Bahamas. E mi porto dietro un po’ di operai". "Come viaggio premio?". "No, come ostaggi".
(Marcello Marchesi)


STUPIDARIO COMUNALE

"Mia figlia è stata assunta fruttai" (full-time, ndr)
"Melfi non è in Campania? AH già, infatti i miei parenti sono della costiera amalfitana, vengono da Malfi"
"Qui c'è una lettera che mi critica sul giornale. Ah, ma voglio proprio vedere la Stampa di domani. C'è scritto 'segue firma', domani la pubblicheranno!"

"Ho visto un soggiorno lifting..."
"C'è stata un'altra manifestazione di splatters"
(nel 1998): "Sono indaffarata per il centenario della Repubblica
"Ho saputo che tuo padre ha avuto un iptus".
"C'è in linea l'assessore della Fiat".
"Hanno trovato un pesce metà squalo metà serpente. Esiste da 80 milioni di anni!"."E' tutta colpa degli esperimenti nucleari".
"Abbiamo il nostro uomo all'Havana". "Non conosco il dottor Lavana".
(cercando la dott.ssa Cortese): "Avrei appuntamento con la dottoressa Gentile".
"Scusate il ritardo, ho dovuto portare mia moglie dallo speleologo".
(parlando dei propri associati): "I miei sudditi..."



__________________________________

"Per egemonizzare il pd servirebbe un esorcista". (tatablues)

"Ratzy è un pinguino vestito di bianco che dice porcherie". (Ale della classe di Antigone)




"Gli aziendalisti sono diversamente universitari".
(Zarathustra)

"Yes, weak end". (Indyeuge)




La frase del momento
La cordata, non c'è altro modo.

La jena più bella degli ultimi giorni

Infiltrati.
Maroni lancia l'allarme su possibili infiltrati nel corteo della Fiom. Oddio, ci va anche lui?

[www.lastampa.it]

Consigli per gli acquisti
Un terzino destro.

Il mio personale Pantheon del momento
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Giacinto Facchetti

La canzone del momento
Save the last dance for me (Tina Turner)

 

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19 settembre 2010

"La politica è una cosa seria".

Profonde divergenze politiche tra Bersani e Veltroni: entrambi vogliono candidarsi a perdere le elezioni.

Vendola: "Non ho capito la posizione di Bersani su Melfi". La notizia è che ne avrebbe una sul resto.

Bersani alla festa del Pd: "Rimbocchiamoci le maniche". Che se no a mangiar costine si sporca la camicia.

Il bello del Pd è che forse parlando di contenuti potrebbero persino andare d'accordo, e invece passano il tempo a darsele di santa ragione senza parlare di nulla. Provate a dirlo a Veltroni, o a Bersani, o a Renzi. Diteglielo: "ragazzi, parlate di contenuti". "Conte-che??". Ecco.

Anche Chiamparino vuole candidarsi a premier e pretende una nuova legge elettorale: maggioritario con un solo collegio uninominale. A Torino.

D'Alema: "Non capisco questa passione di Vendola per le primarie". Massimo, vuoi mettere la soddisfazione di battere ogni volta un tuo sgherro?

Prosegue il calciomercato del Milan: si parla di uno scambio Ronaldinho-Casini.

La Gelmini scrive al sindaco di Adro: "Gentile Sindaco, la invito a togliere i simboli politici dall'arredo scolastico. In particolare quegli scandalosi estintori rossi".

Fini: "Un maestro elementare dichiaratamente omosessuale non può fare il maestro". Non era una battuta, era semplicemente il 1998.

28 ottobre 2009

Di tutto un po'.

Marrazzo si è dimesso per via dello stress: non sopportava più il solito trans trans.

Berlusconi attacca Marrazzo: "un presidente di regione che paga cinquemila euro per fare sesso è inqualificabile e immorale: mille sono più che sufficienti".

Minaccia di Rutelli al Pd: "resto ancora qualche giorno".

Bersani: "Natalì e Brendona vicesegretarie del Pd, per garantire la totale parità di genere".

Tremonti: "Mi sono chiarito con Berlusconi, e dopo mi ha regalato un ciondolo a forma di farfalla".

L'avvocato Mills: "Mai ricevuto denaro da Berlusconi. Perlomeno non nel lettone di Putin".

30 settembre 2009

Il congresso.

Il congresso del Pd sta entrando nel vivo. Dopo due mesi di discussioni sul Pd (mentre nel mondo succedeva di tutto) ora votano, poi si fa un altro mese discutendo sul Pd e poi si rivota, e a quel punto potranno votare cani e porci. Che figata, è come l’extended version dei dvd, che tu ti aspetti che il film finisca e invece ci sono altri venti minuti in omaggio, roba che al cinema non hanno fatto vedere. Qui è uguale: pensi che dopo un mese di congressi di circolo, seguiti da convenzioni provinciali (“convenzione” di solito vuol dire “accordo tra enti” o “uso, abitudine” ma, si sa, nel Pd si usano linguaggi nuovi per una politica nuova), convenzioni regionali e convenzione nazionale tutto sia finito e il segretario sia eletto? E invece no, sorpresone: ci sono ancora le primarie. Sembra tutto finito e invece era tutto finto, ma mica vorremmo mettere i puntini sulle i, anzi mica vorremmo mettere le i, che fanno tanto steccato del novecento? Sì ma chi ha vinto il congresso parte avvantaggiato, pensi. Ti immagini che le primarie contino a metà. No no, partono tutti alla pari. Scusa ma se il congresso lo vincesse, metti caso, Bersani, e poi alle primarie vanno a votare tutti quelli della Lega (che sono notoriamente di più dei piddini) e fanno vincere Franceschini? Vorrebbe dire che Darietto vince e fa il segretario. Sì, dirai tu, ma gli iscritti che li hai fatti partecipare al congresso a fare? Perché li fai discutere, litigare e votare se tanto il risultato non conta una cippa? Perché fa figo. Un partito strutturato come i vecchi Ds, con i congressi e ste manfrine da nostalgici comunisti tipo la “discussione”, “la partecipazione”, “la militanza”, “gli iscritti”, “il partito”, “la politica”; ma anche un partito nuovo, leggero, liquido, che fa decidere i propri destini a chiunque abbia voglia di andare a votare le primarie, e gli iscritti si adeguino a quel che vuole la società civile, quella che ha sempre qualcosa da dire ma quando c’è da dare un volantino hanno tutti da lavorare nello studio da commercialista, da portare la suocera a Antibes, da tosare il labrador (ma il labrador non era a pelo corto? Oh, senti, io voto alle primarie ma mica c’ho tempo da perdere con il partito, io decido, poi gli iscritti eseguano, che io sono della società civile, mica uno sfigato). Insomma, capisci a me, basta che ci mettiamo d’accordo su chi è il candidato più stupido, lo votiamo in massa alle primarie, lo facciamo vincere e poi ci facciamo grasse risate alle loro spalle, standocene tranquilli in poltrona con la nostra unica tessera in tasca: l’ikea family.

Bello il congresso. Non vedo l’ora che esca il sequel al cinema. Perché lo fanno il sequel, vero?

1 luglio 2009

Aridatece Latorre!

Debora Serracchiani, la gggiovane che le ha cantate e suonate al Pd finché non le hanno dato un posto, rilascia un 'intervista a Repubblica, dimostrando di essere davvero gggiovane e di rappresentare la speranza per l'Italia che verrà.
Lei, che ha attaccato duramente il gruppo dirigente vecchio e logoro, si schiera con il nuovo che avanza: Franceschini, Marini, Fioroni, Fassino, Veltroni. Insieme fanno la combriccola degli -ini, -oni, -ino, -ani. O, se preferite, la combriccola del "ni": quelli del sì ma anche del no.
Lei che è ggggiovane dentro non ne può più delle "piattaforme programmatiche". E ha ragione. Basta con i programmi, che mica servono a fare politica! Qua servono novità! Nuovi modi di pensare alla politica! Un esempio? "Sostengo Franceschini perché è più simpatico". Brava. E se la Bindi la trovi antipatica ma condividi le sue idee politiche cosa fai, te la porti a letto?
"Bersani è d'apparato". E chi li distribuiva i tuoi volantini? Chi li stampava? Chi li pagava? Lo spirito santo? Franceschini perché è simpatico? I ggggiovani perché sono ggggiovani? O l'apparato?
Ma poi arriva il meglio del meglio. Il momento in cui la nostra Debora, brutta ma non per questo intelligente, giovane ma non per questo diversa dai dinosauri di partito, laica ma non per questo laica (miracoli del pd), il momento in cui lei - dicevamo - dimostra di essere una fine politica.
"Di qua c'è il progetto del Pd, dall'altra parte c'è D'Alema. Io sto col Pd".
Da cui si deduce che il termine "Pd" non è sinonimo di "intelligenza", anzi: a congresso devono scegliere tra l'uno e l'altra, a quanto pare. E si deduce pure che la Debora si sente l'antagonista di Massimo. Un po' come se Burdisso si sentisse alla pari di Cristiano Ronaldo.
L'intervista volge al termine.
Le chiedono: "In questi mesi si è data una ragione della sua clamorosa e immediata popolarità?"
La risposta di Debora è una risposta gggiovane e di rottura: "E' il fatto che sono una persona normale".
Certo che sei normale, Serracchiani. E come tutti i normali prima scalpiti, poi quando ti danno l'osso diventi fedele al tuo buon padroncino e ringhi contro chi non gli vuole bene.
Sei normalissima, ggggiovane Debora. D'altra parte di straordinario al Pd non è rimasto nessuno. A parte Massimo, s'intende: antipatico, ma - roba da vecchi e d'apparato - intelligente.


20 febbraio 2008

Prossima fermata: Piazza Labombaescappa.

È partito il pullman di veltroni, il uolterbus, il bus costruito nel 1989, il bus mai stato comunista, il bus che se giri il volante va a sinistra, ma anche a destra, ma soprattutto al centro, il bus che è partito democratico, ma tornerà democristiano.
Prima fermata in Abruzzo: scende Marini e sale un orso bruno. L’orso (Yomo) sarà la cremosa mascotte della campagna elettorale e simboleggerà il gemellaggio con Obama, che invece ha assoldato l’orso Yoghi.
Seconda fermata a Napoli: si butta la spazzatura e sale Bassolino. Nessuno a bordo si accorge di nulla.
Terza fermata in Birmania, ed è il trionfo: sale Fassino, circondato da una folla festante. In tutto il Paese i monaci promuovono processioni di ringraziamento a Veltroni per essersi portato via il tubo.
Quarta fermata al Vaticano: scendono tutti e Bertone sale a consacrare il bus, lanciando pure qualche incantesimo per impedire la risalita a bordo dei laici più convinti. Infatti riesco a risalire tutti.
Quinta fermata a Gardaland: scende Veltroni, che annuncia il trasferimento del governo da Palazzo Chigi al Castello di Mago Merlino e già che c’è presenta il capolista del Pd in Veneto: Prezzemolo.
Sesta e ultima tappa in Emilia, dove l’allegra combriccola democratica può fare una bella spesa alla Coop e rinnovare l’assicurazione Unipol, mentre Bersani sul pullman vende pentole e mortadelle all’urlo di “yes, week-end”.

Intanto anche altri partiti scegliono i loro mezzi di trasporto.
Per l’Udc una barca a vela, così Casini può spiegare le sue bandiere al vento. Vorrebbe spiegarle anche agli italiani, ma nessuno gli dà retta.
Per i socialisti una smart, che basta e avanza.
Per la rosa bianca una Multipla, così nei tre posti davanti ci stanno Baccini, Tabacci e un cane, nei tre posti dietro Pezzotta.
Per i radicali non c’è bisogno di alcun mezzo: basta un po’ di buona erba e fanno tre giri intorno alla Terra e uno intorno al Sole.
La Sinistra Arcobaleno ha scelto due mezzi di trasporto, così unendoli ottengono un intero. Spazioso, unitario, plurale, variopinto: nave? Treno? Pullman? No, scarpe. Chicco, però.

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