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"Quando ho la sensazione che in fabbrica ci sia un po’ di disordine – mi diceva un giovane industriale – quando vedo che si profila uno sciopero, io prendo il mio yacht. Me ne vado. In crociera. Alle Bahamas. E mi porto dietro un po’ di operai". "Come viaggio premio?". "No, come ostaggi".
(Marcello Marchesi)


STUPIDARIO COMUNALE

"Mia figlia è stata assunta fruttai" (full-time, ndr)
"Melfi non è in Campania? AH già, infatti i miei parenti sono della costiera amalfitana, vengono da Malfi"
"Qui c'è una lettera che mi critica sul giornale. Ah, ma voglio proprio vedere la Stampa di domani. C'è scritto 'segue firma', domani la pubblicheranno!"

"Ho visto un soggiorno lifting..."
"C'è stata un'altra manifestazione di splatters"
(nel 1998): "Sono indaffarata per il centenario della Repubblica
"Ho saputo che tuo padre ha avuto un iptus".
"C'è in linea l'assessore della Fiat".
"Hanno trovato un pesce metà squalo metà serpente. Esiste da 80 milioni di anni!"."E' tutta colpa degli esperimenti nucleari".
"Abbiamo il nostro uomo all'Havana". "Non conosco il dottor Lavana".
(cercando la dott.ssa Cortese): "Avrei appuntamento con la dottoressa Gentile".
"Scusate il ritardo, ho dovuto portare mia moglie dallo speleologo".
(parlando dei propri associati): "I miei sudditi..."



__________________________________

"Per egemonizzare il pd servirebbe un esorcista". (tatablues)

"Ratzy è un pinguino vestito di bianco che dice porcherie". (Ale della classe di Antigone)




"Gli aziendalisti sono diversamente universitari".
(Zarathustra)

"Yes, weak end". (Indyeuge)




La frase del momento
L'illusorio usbergo.

La jena più bella degli ultimi giorni

Ironie.
Andreotti compie novant’anni con ironia: «Sono sempre i migliori che se ne vanno».

[www.lastampa.it]

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Il terzo abbonamento all'inter consecutivo.


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26 luglio 2010

Il michilismo.

Dopo il pensiero unico, ecco a voi il pensiero univoco epperò equivoco: il michilismo.
Il michilismo è la filosofia del 3° millennio, il presente che si fa storia, la storia che si fa geografia, la geografia che si fa il primo che capita.
Il michilismo è uno stile di vita bassa, una scuola di pensiero stupendo, un movimento di cultura intensiva.

Noi michilisti amiamo il mondo e odiamo la gente, o viceversa. Siamo infatti divisi in due correnti:  la corrente “People have the power” ama le persone e in nome del comfort e dei consumi fa di tutto per inquinare e sprecare; la corrente “People have to die” ama la Terra e la natura e vorrebbe ridurre la popolazione mondiale mediante adeguate fucilazioni. Le due correnti si ritrovano a congresso ogni anno (cui può accedere solo chi ha il nome in michilista) e pervengono a un’utile sintesi, che si riassume nel motto “vabbé, lasciamo tutto così com’è”.

Siamo puntuali, ci piace puntualizzare, andiamo per punti (o per funghi, a seconda della stagione):
-    Il michilismo è libero: ognuno può pensare quel che vuole purché sia conscio che i pensieri volano, i titoli di stato rimangono.
-    Il michilismo è completo: carne insalata pomodori cipolle salsa bianca poco piccante grazie.
-    Il michilismo è naturale: rispettiamo la natura evitando di calpestare gli alberi.
-    Il michilismo è socializzante: passami la canna per favore.
-    Il michilismo è tutto: ciao, grazie e arrivederci.

Filosofia prêt-à-penser: dove c’è michilismo c’è caso.

22 luglio 2010

Andare a tempo.

Da almeno vent’anni a Milano la sinistra non combina un cazzo: perdono sempre. L’unica volta che hanno vinto hanno chiesto scusa e hanno rimediato quanto prima.
È vent’anni che cercano di fare un’opposizione seria e prendono sonore scoppole.
Così finalmente hanno capito come invertire il trend: fare l’opposizione cazzona.

Signore e signori benvenuti a bordo, è il comandante che vi parla. È il 21 di luglio, ci sono 35 gradi all’ombra e il pd ha appena presentato il piano neve. Forse chiederanno che venga discusso subito, vista l’evidente urgenza della faccenda.

Il pd ha questa grande capacità: non fare mai nulla che non possa suscitare gioia e ilarità negli avversari. Farsi ridere dietro (ma anche davanti, che siamo tutti bipartisan) è il marchio di fabbrica di questo grande partito, quello che doveva unire le grandi tradizioni politiche italiane (ci credevano, ho le prove), avere vocazione maggioritaria e vincere le elezioni del 2008. Ora hanno il 20% se va bene, non sanno chi sono e presentano il piano neve. Perché in effetti di cocaina ne gira davvero troppa.

Tendenzialmente sono in ritardo di 10-15 anni su tutto, ma questa vicenda del piano neve li ha messi in crisi: come si fa a rimanere fermi al secolo scorso su una cosa che capita ogni anno? Hanno pensato di presentare il piano a ottobre, in ritardo di 10 mesi, ma hanno poi capito che rischiavano di essere perfetti, con il congruo anticipo di un mese. Così hanno deciso che luglio era il momento migliore: ritardo clamoroso sull’inverno scorso, anticipo ridicolo sul prossimo dicembre. Scientifici i ragazzi.

Ma il pd milanese non ha intenzione di fermarsi.
Ad agosto grande battaglia culturale su carnevale: verrà presentato il piano per ripulire le strade dai coriandoli.
A settembre una bella interrogazione al sindaco sul perché non sia ancora pronto il palco per le celebrazioni del 25 aprile.
A ottobre si lancerà l’allarme adolescenti: cosa fargli fare alla fine della scuola mentre i genitori non sono ancora in ferie?
E finalmente a novembre – come ormai tutti si attendono – un grande dibattito sull’emergenza caldo. Intervengono Penati (“il caldo e i rom che puzzano”), Martinazzoli (“il caldo e i giovani come me”), Civati (“il caldo come paradigma della complessità e della modernità innovativa e complessa perché siamo nuovi nuovi nuovi”), Reichlin (“da Gramsci al condizionatore”).

Partito democratico: l’unica vera alternativa. Al bagaglino.

12 maggio 2010

La fabbrica di Michi.

Per una città spensierata, lussuriosa e casinista: io sindaco.

 

Iscriviti su www.lafabbricadimichi.org e partecipa: porta da bere, dona grandi quantità di denaro, organizza feste, grigliate e gite al mare.

 

Meno cittadinanza > Più long island.

Meno assistenza > Più cindy lauper.

Meno politica > Più aperitivi.

Meno urbanistica > Più saldi.

 

Basta partecipare, è ora di divertirsi!

 

Programma di governo della Fabbrica di Michi.

 

I nostri riferimenti culturali sono pochi ma buoni:

1) la cittadinanza passiva

2) la gioiosa assenza di gravità

3) il long island ice tea

4) il martini bianco

5) gli altri alcolici, in ordine decrescente di gradazione

6) frizzi (fabrizio), lazzi, sollazzi, sesso e cindy lauper

7) saldi e outlet

8) aperitivi, tapas e convivialità

9) la famiglia griffin

10) io

 

Ma veniamo al programma, e che programma, un programma coi fiocchi! Ora ve lo spiego, ma prima… oplà! un bicchierino di amaro del capo, grazie assai.

Per rendere comprensibile il nostro programma lo abbiamo riassunto in 10 punti, che poi non so se saranno davvero 10, ma l’idea è quella.

Il programma non riguarda l’informatica, altrimenti ci vorrebbe un programmatore, e noi ai programmatori preferiamo lo zibibbo.

Il programma non riguarda nemmeno robe come primarie, circoli, federazioni, partiti e compagnia cantante: noi la politica la facciamo al bancone. Perché sappiamo che uno beve un mojito a torino e a pechino la farfalla che batteva le ali muore. Eh, son cose.

Allora, vediamo sti punti del programma. Mi passi il whisky e cola? Grazie.

 

1. Long Island.

Il long island è uno stile di vita: mescolare le basi per integrarci e amarci di più, un po’ di zucchero baby, un po’ di limone che perché la dolcezza va bene ma senza esagerare, un top di cola che rende tutto più frizzantino con tutte quelle tutte quelle bollicine. “Io il long island me lo porto a scuola” canteranno i nostri bambini, “Long island casa e chiesa” canteranno i nostri vecchi, sempre che ci arrivino. Long island nelle mense, long island negli ospedali, long island alle fontanelle, long island dal rubinetto. “Ma a me non piace il long island”. “Cazzi tuoi, vota fassino”.

2. Janis Joplin.

Non c’entra un cazzo, ma ci tenevamo ad averla nel programma già che non possiamo averla in giunta. Cry babeeeee.

3. Grand Theft Auto.

Questo è il nostro ideale di convivenza civile: tu prendi la mia auto, io prendo la tua auto, insieme prendiamo la sua auto, ci ammazziamo sparandoci dall’elicottero, ci investiamo allegramente, due pugni qua, due rivoltellate là e il gioco è fatto. Una grande città che si muove all’unisono, rispettando tutti le stesse regole: quelle del più forte. E – vorrei ricordarlo – il più forte è il sindaco. Cioè io.

4. Chilometro Zero.

Mangiare la toma di vanchiglia e bere l’ottimo nebbiolo dei celebri vigneti di lucento? Ma va là. Chilometro zero vuol dire pizza a domicilio, gin tonic in buca, auchan sotto casa, burger king in cortile. Chilometro zero vuol dire che non mi attraverso la città in bici sotto la pioggia: mi faccio venire a prendere (dopo tutti i long island ho dimenticato dov’è l’auto). Chilometro zero è un nuovo approccio al problema dell’ambiente: non è un nostro problema. Inquinamento, buco dell’ozono, effetto serra, surriscaldamento globale, polveri sottili… Sì, ho capito, passami il martini.

5. In Culo Alla Società Civile.

La società civile – come ebbe a dire il futuro sindaco, cioè io – è quella che ha sempre qualcosa da dire ma quando c’è da dare un volantino hanno tutti da lavorare nello studio da commercialista, da portare la suocera a antibes, da tosare il labrador. La società civile verrà abolita, insieme al privilegio e alla proprietà privata dei mezzi di produzione (gli altri mezzi rimangono privati, poi per avere gli interi di produzione facciamo tutte società miste fifty fifty). Se vuoi parlare ti iscrivi alla fabbrica di Michi, se no zitto. Gli intellettuali organici li vendiamo al mercato degli organi (dove si quotano gli hammond usati) in cambio di cointreau.

6. Calderoli Mon Amour.

Pure noi delegifichiamo, semplifichiamo, abroghiamo. Saranno abrogati: l’urbanistica, i semafori rossi, la trigonometria, la filosofia medievale, tasso, alfieri, monti, carducci, gli assistenti sociali, i cavolfiori, i suv, la polizia municipale, caccia, pastorizia, il rosa salmone, il chievo, il regolamento di polizia rurale, i testimoni di geova, il clero, il raffreddore, gli analcolici, calderoli.

7. Amici Degli Amici.

Secondo facebook abbiamo un sacco di amici in comune. Quando in comune ci saremo noi, gli amici ve li scordate: rigore feroce, volontà ferrea, daiquiri alla fragola. Pronunciare termini come “progetto”, “workshop”, “sinergia”, “convegno” e “tavola rotonda” diventerà reato. Ma visto che in fondo siamo buoni, soprattutto al quinto vodka lemon, la partecipazione dal basso ai processi decisionali verrà considerata solo una violazione del codice della strada.

8. Otto.

Per arrivare a dieci si fa quel che si può. Però, buono sto prosecchino.

9. Le Parole Sono Importanti.

Sintassi e ortografia vanno onorate e rispettate sempre, anche dopo tre birre medie a stomaco vuoto. La virgola tra soggetto e verbo è una tragedia dell’umanità, altro che la disoccupazione. Chi scrive “qual è” con l’apostrofo è un infame traditore assassino. Basta con la tolleranza e la comprensione, d’ora in poi botte da orbi (nella botte da orbi sta il vino miope).

10. La Notte È Piccola.

Casino, rumore, musica e divertimento fino all'alba sono il nostro lavoro. E il lavoro merita rispetto. Se urliamo è per liberare al cielo l'emozione che ci pervade il cuore. Se cantiamo è per liberare al vento la gioia di vivere che ci pervade la testa. Se ruttiamo è per liberare al cielo le bollicine che ci pervadono lo stomaco. "Ma che oh! Domani c'è gente che va a lavorare!". "Embé?".


Le case vacanze per i nostri pargoli saranno qua: una ridente isola composta da 6 cl equamente divisi tra vodka, rum bianco, triple sec e gin, 3 cl di sweet&sour mix, top di cola.

23 marzo 2010

Più seghe, meno sesso.

“Più seghe, meno sesso”: questo ha pensato l’assessore del comune di Darwen (Inghilterra) quando ha deciso di abbattere una foresta di 6.000 alberi perché la gente andava a trombare nel bosco.
Ragazzi, ma allora i coglioni non li abbiamo tutti noi…che sollievo.
E che geni ’sti inglesi. È un po’ come se ci fosse gente che si fa le pere nell’androne di un palazzo e allora lo si abbatte con le ruspe. O come eliminare i marciapiedi perché ci battono le puttane. O, ancora, come abbattere le foreste perché così non vengono bruciate dagli incendi. Ah no, scusate, questa l’hanno fatta davvero (Bush…do you remember him?).
Che poi cosa te ne frega se c’è chi fa il gioca-joué nel bosco? Capisco scopassero per strada, ma infrattati negli alberi che fastidio ti danno? Tra l’altro, se la gente avesse trombato di notte in una scuola come la mettevamo? La facevamo saltare con il tritolo, magari con i bambini dentro?
Per carità, mi rendo conto che può essere imbarazzante fare una passeggiata nel bosco alla ricerca di funghi e imbattersi in un’orgia (della serie: “guarda papà che strano cappello quel fungo” “eh sì, proprio strana quella capp…ello”). [fine ma non finissimo].
Però è altrettanto imbarazzante essere lì a darci dentro come dei mandrilli in mezzo alla quiete della natura e trovarsi di colpo circondati da guardie forestali mentre le querce crollano tutt’intorno. Cioè: può essere imbarazzante o arrapante, dipende da come la vedi.
Secondo l’ansa sono piovute critiche dai membri della comunità. Chissà cosa hanno detto invece le vulve.
Per una volta c’è da essere d’accordo con la chiesa: le seghe fanno male.

Ah, dimenticavo: Berlusconi ha detto di voler piantare 100 milioni di alberi. Il solito sessuomane.

grazie a giacomo per la splendida segnalazione


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22 marzo 2010

Viva la pappa (col popopopopopopomodoro).

No no, fermi un attimo, fatemi capire.
Uno passa qualche mese a scrivere oroscopi e a commentare regolamenti comunali e nel frattempo succede di tutto...scusate, ma ho bisogno di fare ordine.
Avevo lasciato il paese che aveva toccato il fondo e stava alacremente scavando. Pare che ora stiamo per spuntare dall'altra parte. Faccio notare che "l'altra parte" rispetto all'Italia dovrebbe essere nell'oceano pacifico. Per cui poi ci basta prendere la CoTav e torniamo quaggiù.
Qualche mese fa l'Italia andava a puttane, e pure il premier. Ora pare che a puttane ci vadano un po' tutti: premier, protezione civile, assessori pugliesi, ex sinistri giovanili, imprenditori. Poi dicono che c'è la crisi...ma quale crisi? Il mercato tira tantissimo, tira più il mercato che un carro di buoi.
E cosa ne esce alla fine? Boh, a me par di capire che a Bertolaso & company ora serva la protezione penale perché davano appalti in cambio di figa. Un tempo c'era chi la dava via per ottenere favori, o per fare carriera. Ora no: ora la danno via per far ottenere appalti ad altri. Non ho capito se è generosità o se è una banale legge economica: più figa c'è sul mercato, meno vale. Ormai la figa vale così poco che ieri al supermercato mi ha avvicinato una signorina: "c'è la polpa di pomodoro in offerta: se ne compra tre confezioni stanotte dormo con lei". Ovviamente ho rifiutato: mai comprare cose di cui non si ha bisogno solo perché sono in offerta.
Ho capito anche che il tg1 è vagamente schierato dalla parte del governo, ma poco poco. Pare che gli emissari del premier un annetto fa provarono a offrire delle escort a Minzolini, ma lui rifiutò sdegnato: "ma va, cosa fate, io faccio il servo a gratis, mi bastano due rasponi fatti da me, grazie". Prego.
Poi ho intuito che il Pdl ha avuto qualche problema a presentare la lista in provincia di Roma. Cioè: non l'hanno presentata perché il tipo doveva cancellare dei nomi dicendo che voleva du' panini, poi hanno detto che è colpa della sinistra, poi hanno interpretato una legge con un decreto che non si poteva fare, poi hanno scoperto che la legge è regionale e che non potevano fare un cazzo, allora hanno dato la colpa ai giudici (ma dai) e il governo ha fatto una grande manifestazione di protesta contro la magistratura. Ma chi le scrive le sceneggiature, quella di Harry Potter?
Che poi hanno fatto la manifestazione "in nome dell'amore". Praticamente un corteo sindacale contro la svalutazione della figa.
Silvio ha detto che in tre anni debellerà il cancro, che saranno piantati 100 milioni di alberi e che Cota farà la tav dall'atlantico al pacifico. Le ha dette tutte insieme, nello stesso discorso. E non gli è nemmeno scappato da ridere. No, ma è bravissimo, chissà come fa. Sarà che mangia troppa polpa di pomodoro, ormai gli ha dato alla testa.
E alla fine mi è parso di intendere che loro abbiano detto "siamo un milione", la questura ha risposto "no, siete 150.000" e gasparri, per placare gli animi, ha risposto "il questore è un alcolizzato". E qui devo indignarmi: noialtri è decenni che insultiamo le forze dell'ordine che ammazzano di botte i ragazzi (in cella, in giro per l'Emilia), a genova ci becchiamo botte da orbi senza aver fatto un cazzo, e mo ci tocca pure stare dalla parte della polizia? Eddai, è troppo.
E dulcis in fundo, è intervenuto Bagnasco. Dice che c'è una "campagna di discredito verso la chiesa" sulla pedofilia e che alle regionali bisogna dare "un voto contro l'aborto". Strano, perché almeno nel suo caso non pensavo che fosse così assuefatto alla polpa di pomodoro da sparare cagate così, alla viva il parroco. Però voglio rassicurarlo: nessun discredito per la chiesa, che i preti fossero dei maiali lo pensavamo già prima. Quanto al voto contro l'aborto, mi spiace ma il referendum l'avete già perso 29 anni fa. Fatevene una ragione e smettetela di consolarvi con i ragazzetti, suvvia.
Morale della storia: seppellita da tempo, sotto quintali di figa a buon prezzo.
Ora devo lasciarvi, chiedo asilo nido alla francia.

10 marzo 2010

L'oroscopo di Angolosbocco: FEBBRAIO e MARZO.

Due mesi al prezzo di uno, mica pizza e fichi (al prezzo di pizza e fichi)! “Sì ma febbraio è già passato” direte voi. Beh, voi fatevi i cazzi vostri, mo’ leggo le stelle e ve lo dico io cos’è passato e cosa no. E che diamine, rispetto ci vuole!

Ariete. Febbraio è passato. Sì sì, per tutti, anche per i nati nella terza decade.
Toro. Fermatevi un attimo e cercate dentro al vostro cuore. Se tutto va bene troverete atri e ventricoli.
Gemelli. Gnam gnam. Slurp slurp. Tunk tunk. Boing, slap, beep, burp. Abbiamo trasmesso: l’oroscopo onomatopeico.
Cancro. Verrete assunti all’anagrafe e vi troverete senza alcun dirigente sopra di voi e senza utenti allo sportello. Insomma, sarete senza né capo né coda.
Leone. La luna, in congiunzione con venere e con i Radicali liberi, si trova in opposizione a forfora, polvere e polverini. Voterete Bonino.
Vergine. Dopo un febbraio così così, ecco un marzo cosà cosà. Che culo, eh.
Bilancia. Quando un prete propose a Adamo ed Eva i mandare i figli a catechismo, loro accettarono. E sappiamo tutti com’è andata a finire.
Scorpione. Alla fiera dell’est, per due soldi, un diabolik mio padre comprò.
Sagittario. A marzo giornate più lunghe, temperature più miti, raffreddore più forte.
Capricorno. Ricordatevi che a fine marzo torna l’ora legale. Se siete del pdl romano avete due opzioni: l’espatrio o il ricorso al tar. Si consiglia l’espatrio, ha più probabilità di riuscita.
Acquario. Dopo aver vissuto a febbraio una storia malata, è ora il turno di una geografia sana, quella in cui la Svizzera non esiste e il Vaticano è un grande parcheggio.
Pesci. L’amore suona alla vostra porta. Forse sarebbe stato meglio se a febbraio aveste aggiustato il citofono.

7 marzo 2010

Un colpo al Cuore.

A Roma è tornata l'ora (il)legale. Tripudio tra gli ex socialisti.

1 marzo 2010

Varie ed eventuali.

Sesso ecologico.
Andiamo a far l'amore in tutti i laghi.
Firmato: Pecoraro Scanu.

Dalla parte di Silvio.
2009: Carta batte Povia.
2010: Scanu batte Filiberto.
E' un regolamento di conti interno alla destra (e la parte migliore è sempre quella berlusconiana, capisci a me).
Il Pd non vince manco più a Sanremo.

Bertolaso.
"Caro, già fatto?"
"Cara, è la procedura d'urgenza".


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25 febbraio 2010

Barattolo (il nano che non usa il denaro).

Mentre l’Italia continua imperterrita a giurare amore e devozione a Silvio, e mentre in Europa la destra ha sempre più il vento in poppa (Silvio lo preferirebbe in poppe), si diffondono a sinistra (sinistra? Bah) grandi idee innovative per garantire progresso e benessere a tutti.

C’è la decrescita, idea geniale secondo cui staremo meglio quando staremo peggio: ci vuole meno pil, meno sviluppo, meno welfare, così saremo tutti felici. Asili nido? No grazie, meglio i nonni. Lavorare per avere un reddito? No grazie, meglio stare a casa col pupo (specialmente se sei donna?) e autoprodurre ciò di cui hai bisogno. In pratica quelli della decrescita vorrebbero tutti brindare alla crisi: una festa per ogni mese di recessione! “Sì ma c’è la gente che perde il lavoro, che non ha di che mangiare” direte voi. La risposta è ovvia: “Che abbandonino il consumismo e si diano una mano tra loro!”. Per il vaffa attendete il mio 3: uno...due...tre...

Ma i decrescisti non brindano, almeno non quelli che vivono in città. Perché? Perché un’altra idea geniale è il “chilometro zero”: basta con i trasporti che costano e inquinano, ognuno mangi ciò che ha sotto mano. E così chi risiede in città sta imparando a bere acqua del fiume (gli impianti di depurazione sono contro la decrescita) e mangiare topi, foglie di aceri e platani, i fiori delle aiuole, cubi di porfido, intonaco. Ci sono contadini, nelle Langhe, che nel raggio di 1 chilometro hanno solo vigne: all’inizio amavano la nuova dieta (uva a colazione, uva e vino a pranzo, uva e vin brulé a cena), ora hanno due problemini al fegato. Però loro credono nella decrescita e non vanno in ospedale, si curano con spirito mutualistico come avveniva nella felice società di 1.500 anni fa: un po’ di medicina naturale (impacchi di foglie di vite e un goccio di vino) e via, tutto si risolve.

E visto che non ci facciamo mancare nulla, ecco la terza magnifica idea per la sinistra del terzo millennio (a.c.): il baratto! “Prendi per il culo?” chiederete voi. No, non piglio per il culo, il futuro è nel baratto. Tremila anni di storia per scoprire i metalli preziosi e la comodità della moneta, inventare depositi, banche, assegni e banconote e ora, con allegra nonchalance, vi chiediamo scusa, ci eravamo sbagliati. La storia ci ha dato ragione, ma noi ci diamo torto da soli.
Perché partire per un viaggio con la carta di credito quando puoi viaggiare con 3 valigie di scarpe vecchie, vestiti, oggetti e libri da scambiare? Dice “è scomodo”. Forse. Ma quant’è bello e frizzantino promuovere il riuso, il riciclo, la decrescita! Perché usare il vile e sporco denaro quando puoi scambiare con gioia e serenità degli splendidi oggetti usati? Vuoi un paio di scarpe? Eccoti i miei dr. Martens del ’98, in cambio voglio una tovaglia macchiata con tre tovaglioli lisi. E se l’usato che ho io interessa a te, ciò che hai tu piace a lui, quel che ha lui lo vuole lei e via via fino a tornare a me, come si fa? Un tempo c’era il denaro apposta. Ma ora, in questa felice modernità senza portafoglio (un po’ come il ministro per le politiche comunitarie), ci si trova in 200 si fa una bella orgia a chilometro zero (senza erezioni che siamo per la decrescita) e ci scambiamo tutto in allegria.

Niente sviluppo, niente lavoro (che stanca), niente welfare, niente stato, niente consumi, niente trasporti, niente soldi. La grande utopia del neo-movimentismo: il ritorno al neolitico. E chi non ci crede è un mammuth.

10 febbraio 2010

Manifesto del Movimento per la gioiosa assenza di gravità.

Se professori di lettere e tanta altra gente che di economia non sa nulla possono fare il movimento per la decrescita felice, noialtri fondiamo il Movimento per la gioiosa assenza di gravità. Eccone il manifesto.

La terra non basta più: siamo troppi, c’è troppa superficie ormai costruita e assoggettata alla proprietà privata, c’è poca terraferma e troppo mare. Non ci resta che l’aria se vogliamo promuovere un mondo in cui la convivenza civile non diventi un ricordo del passato.
Volare, o perlomeno fluttuare, diventano priorità per donne e uomini che non vogliono arrendersi a questo modello di sviluppo che ci impone di stare con i piedi per terra.
Per secoli i fisici, cattivi maestri e responsabili dello stato del pianeta, hanno diffuso il pensiero unico della gravità, plasmando la società come se un oggetto lanciato per aria dovesse per forza cadere. Galileo lanciò dei gravi da una torre, introducendo addirittura l’eutanasia in nome della fisica e della gravità.
Tutto questo non può continuare.
Il Movimento per la gioiosa assenza di gravità è un movimento culturale, che vuole dimostrare l’esistenza di un’alternativa al pensiero unico dei fisici, una meravigliosa alternativa che ci permetterà di fluttuare liberamente nell’aria senza dover più faticare per salire in montagna.
Anche noi abbiamo le nostre 8 R, i nostri capisaldi, solo che non iniziano tutti per R.
1. R come Esclusività.
Tutti possono aderire al Movimento per la gioiosa assenza di gravità, ma non i fisici e chi con loro ha contribuito in questi anni alla diffusione del pensiero unico gravitazionale, tipo Franco Battiato. Si pentano pubblicamente e ne riparliamo.
2. R come Modugno.
“Nel blu dipinto di blu” è il nostro inno, “Volare” il nostro motto. Noi speriamo che quel sogno ritorni ogni notte.
3. R come Demensolizzare.
Risparmiamo su mensole, tasselli, staffe e montaggio. Con il Movimento per la gioiosa assenza di gravità libri e dvd oscilleranno nella stanza disponendosi come meglio credono. Perché il nostro Movimento è un grande movimento di libertà.
4. R come Byebye Alitalia.
Gli aerei consumano troppo. E noi non ne avremo più bisogno, eliminando queste compagnie di bandiera che costano tantissimo e sono sempre in ritardo. Mai più scuse: se arrivi in ritardo è perché voli troppo piano.
5. R come Suole.
Anche l’economia trarrà giovamento dal Movimento per la gioiosa assenza di gravità: i famosi costi da suola da scarpe, che fanno salire ogni anno i prezzi, saranno eliminati, perchè nessuno consumerà più le suole.
6. R come Tutto esaurito.
Niente più code al cinema o a teatro: basterà un soffitto non troppo basso e ci sarà spazio per tutti, rivoluzionando anche le norme sulla sicurezza che stabiliscono quante persone possono stare in un posto in base alle metrature. La cubatura sarà il nuovo riferimento, e per le attività all’aria aperta la cubatura è infinta!
7. R come Frontiere.
Integrazione, multicultura, internazionalismo: con il volo e la fluttuazione non ci saranno più frontiere, saremo tutti cittadini di un’unica grande atmosfera.
8. R come Ricrescita.
I partecipanti al movimento per la decrescita felice potranno solo decrescere, ossia scendere. Per poter volare e aderire al grande Movimento per la gioiosa assenza di gravità dovranno abbandonare la loro falsa religione e sposare la verità.

Il Movimento per la gioiosa assenza di gravità.

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maggio